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Vivere con i genitori a 30 anni

Cosa trovi in questo post

  • 4 consigli pratici per migliorare il rapporto con i genitori
  • Meglio vivere da soli o con i genitori?
  • Qual è l’età giusta per andare a vivere da soli?
  • Rapporto genitori-figli: parla la psicologia
  • Problemi con i genitori: a chi rivolgersi
  • Relazione familiare in letteratura
  • Consigli di lettura sul tema delle relazioni familiari

Vivere con i genitori a 30 anni è sinonimo di vedere molti tuoi amici, compagni di classe o colleghi di lavoro allontanarsi dalle loro famiglie d’origine per crearne una propria con il proprio partner o da soli, ma a te sembra impossibile.

Spesso ti chiedi quando anche per te arriverà quel momento, che vedi lontano per motivi di comodità, ma soprattutto economici. Per non renderti la vita fino a quel momento un inferno non ti resta che imparare a convivere al meglio con i tuoi genitori.

In questo articolo affronteremo anche i pro e contro del vivere con i genitori a 30 anni.

4 consigli pratici per migliorare il rapporto con i genitori

Vivere con i genitori a 30 anni può sembrarti un incubo, ma ora ti insegneremo come convivere con loro in armonia.

Vivere con i genitori a 20 anni

1. Stabilire delle regole: “Chi fa il bucato?”

In qualsiasi tipo di convivenza concordare delle regole è necessario per far sì che ognuno mantenga i propri ritmi rispettando però le abitudini dell’altro. Inoltre è preferibile non avere regole tacite ma discuterne con tutti i membri della famiglia, così che ognuno possa dire la propria opinione.

Un esempio è decidere come distribuire i lavori domestici: Chi fa il bucato? Chi lava i pavimenti? Quando? Quante volte alla settimana?

2. Rispettare la privacy: “Chiudi la porta quando esci”

Ognuno ha bisogno, soprattutto a 30 anni, di uno spazio proprio, ad esempio una stanza, dove i genitori non possono entrare.

Per risolvere il problema dei tuoi che entrano nella tua camera nei momenti meno opportuni, chiedete loro di rispettare la vostra sfera privata, viceversa anche voi lascerete ai vostri genitori la loro privacy e i loro spazi personali.

Inoltre, può essere molto utile stabilire degli orari durante i quali non fare troppo rumore, pensate ad esempio quando state seguendo una video-lezione o avete una call di lavoro e i vostri genitori vi disturbano oppure quando rientrate a tarda notte e loro stanno già dormendo.

3. Aiutare i vostri genitori: “Oggi la spesa la faccio io”

Aiutare in casa non porta solamente ad un clima migliore, ma aiuta anche ad acquisire un po’ di quella tanto desiderata indipendenza.

Se si ha disponibilità economica è consigliabile contribuire alle spese comuni, altrimenti è possibile aiutare i propri genitori nella gestione finanziaria. Aiutandoli, naturalmente, anche nelle faccende domestiche.

4. Migliorare la comunicazione: “Di’ la tua ma con rispetto”

Per vivere con i genitori senza litigare continuamente bisogna cercare di comprendere i punti di vista di entrambe le parti senza mettere nessuno in secondo piano.

Ascoltare e cercare di mettersi nei panni dell’altro permette di discutere liberamente dei problemi che si hanno in famiglia e di trovare la soluzione migliore per tutti. Così da poter vivere in un clima più sereno senza incomprensioni.

Vivere con i genitori a 20 anni

Meglio vivere da soli o con i genitori?

Ti sarà sicuramente capitato di chiederti se è meglio vivere con i genitori a 30 anni oppure vivere da soli. Non c’è una risposta oggettiva a questa domanda ma qui vi elencheremo i pro e i contro del vivere a casa dei propri genitori.

Vivere con i genitori a 30 anni • vivere con i genitori a 30 anni

Pro

Hai più tempo per pensare al tuo futuro

Stai frequentando l’università o l’hai appena finita e non hai ancora le idee chiare sul lavoro che vorrai fare dopo? Puoi prenderti del tempo per riflettere sul tuo futuro prima di andare a vivere da solo/a.

Vivendo ancora a casa dei dei tuoi genitori non avrai l’ansia di trovare un lavoro subito e saprai scegliere con più tranquillità.

Vivere con i genitori ti aiuta a risparmiare soldi

Se già lavori puoi continuare a vivere a casa dei tuoi genitori per un po’, risparmiando sulle spese. Senza l’ingerenza di bollette, affitto e tasse potrai mettere da parte dei soldi che ti serviranno per permetterti una vita migliore quando deciderai di andare via da casa.

Contro

Hai poca privacy se vivi a casa dei tuoi

Condividere la casa con i tuoi genitori o addirittura la tua camera da letto con sorelle o fratelli non ti permette di avere la privacy che tanto desideri. Infatti uno dei primi vantaggi del vivere da soli è l’avere i propri spazi da poter gestire a proprio piacimento senza dover rendere conto ai propri familiari.

Vivere con i genitori non aiuta a sentirsi indipendenti

Vivendo ancora con i tuoi genitori non ti senti mai completamente indipendente e questo, a volte, non ti permette di vivere al meglio, portandoti continuamente a confrontarti con i tuoi coetanei che già vivono e si mantengono da soli.

Qual è l’età giusta per andare a vivere da soli?

La risposta varia da persona a persona, ma tieni a mente che il periodo che stai vivendo a casa dei tuoi genitori è solo un momento ristretto della tua vita e che non durerà per sempre.

Quindi non farne una tragedia se alcuni tuoi amici sono più indipendenti di te. Non sei l’unico a vivere con i genitori (alcuni dati) e non sei meno capace se ti stai concedendo qualche mese in più nella tua vecchia casa tra la fine degli studi e l’inizio della tua indipendenza.

Devi solo cercare di rendere il vivere con i genitori a 30 anni un momento positivo per la tua crescita personale e professionale. Sfrutta questo periodo per capire cosa vuoi davvero dalla vita convivendo al meglio e senza avere problemi con i genitori.

Vivere con i genitori a 30 anni • vivere con i genitori a 30 anni

Rapporto genitori-figli: parla la psicologia

Per la psicologia la famiglia è il primo nucleo dove si inizia a sperimentare un contatto con un gruppo sociale. La famiglia e il rapporto con i genitori sono dunque di vitale importanza per il futuro di un figlio. Infatti la casa è considerata il luogo dove l’individuo può “allenarsi” per costruire le basi della propria personalità ed imparare a comunicare con il prossimo.

I genitori dovrebbero sempre avere in mente quanto il loro comportamento possa influire positivamente o negativamente nella crescita personale di loro figlio/a. Infatti, nell’educare un figlio, amore, dialogo e fiducia sono alla base per la formazione di una personalità positiva oltre che per un buon rapporto tra genitori e figli. Se invece per risolvere velocemente problemi a breve termine i genitori utilizzano metodi educativi basati sulla paura e l’inganno questo porterà nel lungo periodo un danno nello sviluppo emotivo del bambino.

Quindi a partire dall’infanzia fino all’età adulta il rapporto tra genitori e figli è il fulcro nella vita di ogni persona.

Vivere con i genitori nell’adolescenza

L’adolescenza per un/a ragazzo/a è una fase molto importante della vita ma anche molto difficile perché in questo periodo si inizia la scalata per diventare adulti.

Vivere con i genitori a 30 anni • vivere con i genitori a 30 anni

Durante l’adolescenza si comincia a diventare più autonomi e per questo ad allontanarsi dalla figura autoritaria dei genitori. Gli stessi genitori, che prima sapevano rispondere ad ogni tua domanda, ora sembrano ai tuoi occhi degli estranei che non riescono a capirti. Anche i genitori, però, si sentono disorientati ed esclusi, da un momento all’altro, dalla vita dei loro figli.

Inoltre, in questa fase della vita, le regole date vengono percepite dai figli come soffocanti e questo non fa altro che aumentare i problemi con i genitori.

L’unica opzione per mantenere un rapporto positivo è quella, da parte dei genitori, di lasciare liberi i figli per vivere al meglio il periodo dell’adolescenza restando aperti al dialogo e rimanendo presenti e attenti per ogni difficoltà.



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Rapporto con i genitori nell’età adulta

Quando i genitori invecchiano e i figli crescono il rapporto cambia.

Per mantenere una buona relazione anche dopo aver preso la decisione di non vivere più con i propri genitori, per intraprendere la vita indipendente, i figli devono allontanarsi senza far percepire troppo la distanza ai genitori, ovvero senza escluderli totalmente dalle proprie nuove vite.

Spesso vivere con i genitori a 30 anni o più può indurre ad una situazione di “tarda adolescenza” dove i tuoi genitori mantengono uno sguardo nei tuoi confronti autoritario. Questa situazione non solo si ripercuote negativamente nella relazione con i tuoi ma può avere conseguenze negative anche nel rapporto con gli altri e nella capacità di essere autonomi. Infatti, ad un certo punto, in età adulta il rapporto tra genitori e figli dovrebbe diventare paritario, ma purtroppo questo non accade quasi mai se non quando i ruoli si invertono completamente perché i genitori sono ormai troppo anziani.

Problemi con i genitori: a chi rivolgersi

Se si hanno problemi con i genitori o più in generale problemi familiari ci si deve riorganizzare al meglio per superarli (leggi anche questo articolo).

A volte però non è così semplice vivere con i genitori in armonia, perché non si riesce a riconoscere l’ostacolo che ha fatto emergere i problemi in famiglia. In questo caso è possibile rivolgersi ad uno psicoterapeuta familiare per intraprendere un percorso di terapia che permetta di superare questo momento di difficoltà. L’obiettivo della psicoterapia familiare è aiutare a risolvere i disagi e le difficoltà dell’intero nucleo familiare o di uno solo dei suoi membri.

Per approfondire questo argomento ti proponiamo questo articolo.

Vivere con i genitori a 30 anni • vivere con i genitori a 30 anni

Relazione familiare in letteratura

Come abbiamo ripetuto più volte il rapporto con i genitori è fondamentale per la vita di ognuno di noi. Infatti, il vivere con i genitori, è un tema affrontato in tutte le sue sfaccettature dalla letteratura al fumetto, dal teatro al cinema. Alcuni esempi:

  • «Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo» scriveva Lev Tolstoj nel romanzo “Anna Karenina”;
  • «Ed è così che augurai a mio padre la morte» scriveva Italo Svevo in “La coscienza di Zeno” un romanzo che nei primi capitoli racconta del rapporto che il protagonista ha con il padre;
  • La poesia “La madre” scritta da Giuseppe Ungaretti, invece, parla della figura materna vista come l’emblema di un amore che sopravvive alla morte;
  • Un’opera che riassume perfettamente quel sentimento di ambivalenza e conflittualità che spesso vi è tra padre e figlio sono “Le lettere al padre” scritte da Franz Kafka.

Questi sono solo alcuni esempi di una moltitudine di opere il cui fulcro è rappresentato dai rapporti familiari.

Consigli di lettura sul tema delle relazioni familiari

Se sei interessato ad approfondire l’argomento del vivere con i genitori ti consiglio questi libri.

Quando li hai letti lasciaci un commento qui sotto con la tua opinione.

Vivere con i genitori a 30 anni • vivere con i genitori a 30 anni
Anna Sangiorgio
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Ciao, sono Anna Sangiorgio. Sono diplomata in Grafica e Comunicazione e attualmente frequento il corso di laurea in Scienze Psicosociali della Comunicazione presso l'Università Bicocca di Milano.

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