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Terzo genitore, come far convivere al meglio una famiglia allargata

Cosa trovi in questo post

  • 10 consigli per andare d’accordo con i figli del tuo compagno in una famiglia allargata
  • Ruoli e limiti del terzo genitore in una famiglia allargata
  • Arrivano le vacanze, come gestire il momento della prima vacanza in una famiglia allargata?
  • Consigli di lettura sul tema Terzo genitore in una famiglia allargata
  • Consigli articoli sul tema “famiglia allargata”

10 consigli per andare d’accordo con i figli del tuo compagno in una famiglia allargata

In una famiglia allargata bisogna essere empatici, mai mettersi al livello dei bambini, gestire i conflitti con diplomazia e non assumersi responsabilità che non competono. Ecco 10 consigli per vivere bene il non facile ruolo di ‘terzo genitore‘. Oggi sono molte le famiglie che si separano e che si riformano dopo un divorzio. Capita sempre più spesso che nascano nuove coppie dove ci sono già dei figli avuti da relazioni precedenti. E spesso i nuovi partner non sanno bene come relazionarsi con questi figli acquisiti.

Il nuovo compagno va presentato al figlio poco per volta. I bambini devono avere tutto il tempo per abituarsi a un nuovo cambiamento, quindi bisogna procedere a piccoli passi.

All’inizio il nuovo compagno in una famiglia allargata va presentato in un gruppo di amici e col titolo di amico di famiglia. Solo dopo che si è visto come va questo rapporto si può pensare di presentarlo come compagno. L’importante è non avere fretta: è fondamentale per il futuro rapporto col bambino che il piccolo abbia avuto tutto il tempo di cui ha bisogno.

Terzo genitore, come far convivere al meglio una famiglia allargata • terzo genitore

I primi incontri col bambino: bisogna essere autentici ed empatici.

“Dimentica le battute a effetto, non ostentare l’amore per i bambini…” consiglia lo psicologo Jesper Juul all’adulto che deve incontrare il figlio del suo partner. “Meglio essere autentici, perché è solo dall’autenticità che scaturiscono contatto, fiducia e amicizia.

Un genitore può anche simulare degli atteggiamenti perché alla base c’è l’affetto incondizionato dei figli. Ma un altro adulto non può mentire, i bambini sono molto perspicaci e capiscono subito quando un adulto sta fingendo”.

“L’importante in una famiglia allargata” aggiunge Anna Oliviero Ferraris “è avere sempre un atteggiamento empatico verso il bambino, cioè l’adulto deve mettersi nei suoi panni, capire che cosa ha passato e di cosa ha bisogna. E soprattutto all’inizio i due adulti devono mettere il bambino al centro e tenere il rapporto di coppia in secondo piano, altrimenti il bambino si sentirà abbandonato.”

Fare qualcosa insieme al bambino aiuta a creare un rapporto intimo e di fiducia.

Meglio se la conversazione avviene mentre si sta facendo qualcosa. I bambini, infatti, si sentono più a loro agio se la conversazione avviene quando si è impegnati in altro.

Quindi il terzo genitore in una famiglia allargata può proporre al piccolo di andare a fare una passeggiata, oppure può portarlo al cinema.

Stare assieme col bambino senza il genitore aiuta a far crescere l’intimità e la fiducia. E se si riesce a creare un interesse comune, il rapporto ne avrà dei benefici.

Non obbligare il figlio a chiamare ‘mamma’ o ‘papa’ il terzo genitore

Col tempo sarà il bambino stesso a decretare il ruolo del nuovo adulto, per lui potrà essere semplicemente il compagno della mamma, un amico di famiglia, oppure una nuova figura parentale.

Quest’ultimo caso si verifica soprattutto se l’altro genitore è poco presente e se il bimbo è piccolo e perciò sente la necessità di un altro genitore. Ma questa esigenza deve essere mostrata dal bambino. Mai obbligare a chiamare mamma e papà il terzo genitore, se non è il bambino a farlo per primo.

Il terzo genitore può avere un ruolo educativo soltanto se l’altro genitore è assente.

Ci sono genitori separati ma molto presenti nella vita e nell’educazione dei figli. Quindi in questi casi è sconsigliabile che il terzo genitore si mostri come educatore, rischierebbe reazioni del tipo “Tu non sei la mia vera mamma!”. Se invece l’altro genitore non è presente nella vita dei figli allora sì che è utile che il terzo genitore abbia un ruolo educativo.

Il terzo genitore non deve prendere posizione in un conflitto tra genitore e figlio.

all’interno della famiglia allargata può capitare che tra genitore e figlio ci siano dei conflitti. In questo caso il terzo genitore non deve schierarsi, né assumersi delle responsabilità che non ha, se ha delle cose da dire, meglio parlarne da soli col partner e poi con estrema diplomazia cercare di dare una mano a risolvere il conflitto.

Se il bambino attacca il terzo genitore, l’adulto deve sdrammatizzare e non reagire in maniera dura.

Può capitare che i figli entrino in conflitto con il terzo genitore. In questo caso l’adulto coinvolto non può fare finta di niente. Il miglior consiglio in questi casi è non dare valore esagerato al conflitto. Sdrammatizzare gli scontri e mai reagire in maniera dura. Bisogna sempre tenere presente che certi comportamenti del bambino potrebbero essere dettati dalla sofferenza che ha passato e non dalla voglia di fare dispetti.

Il terzo genitore non deve essere geloso dei figli. Sono rapporti affettivi diversi.

Il terzo genitore nella famiglia allargata deve comprendere che si tratta di rapporti affettivi molto diversi e che non deve assolutamente mettersi sullo stesso piano dei bambini né provare gelosia.

La presenza dell’ex può essere fastidiosa ma è salutare per i bambini.

Il terzo genitore nella famiglia allargata deve mettere anche in conto la presenza dell’ex moglie o marito del suo partner. Nelle separazioni condivise può capitare che l’altro genitore sia molto attivo nella vita dei figli. Anche in questo caso non bisogna mostrare gelosia. Anche se può dare fastidio che il proprio partner condivida con l’ex la gestione dei figli, il terzo genitore deve prendere consapevolezza delle proprie emozioni, razionalizzarle e accettare questo rapporto, sicuramente salutare per i bambini.

Famiglie allargate: fronteggiare le crisi con il dialogo e la diplomazia.

Può capitare che si formi una coppia dove ci siano dei figli da entrambi le parti e si vada a costruire una famiglia allargata. Anche in questi casi gli adulti devono agire con grande diplomazia e tatto. In queste famiglie può capitare che ci siano valori molto diversi e possono nascere conflitti territoriali, magari per la cameretta, oppure gelosie tra fratelli acquisiti.

Queste crisi sono normali e spesso vengono dopo un primo momento di entusiasmo, dove tutti erano contenti di costruire una nuova famiglia, prima di scontrarsi con i problemi del quotidiano.

Ruoli e limiti del terzo genitore in una famiglia allargata

Fortunatamente, da alcuni anni, anche nella giurisprudenza italiana l’importanza del rapporto affettivo di un adulto con un minore ha raggiunto un tale livello di tutela da superare addirittura quello connesso al rapporto biologico procreativo.

Sempre di più, dunque, dobbiamo considerare la famiglia come una formazione sociale alla base della quale è il legame affettivo che deve essere preso in considerazione per ogni valutazione in merito alla tutela dei suoi componenti, sia in riferimento ai diritti/doveri della coppia sia, ed a maggior ragione, per quanto riguarda i diritti del minore.

terzo genitore

Se infatti un bambino costruisce all’interno della nuova famiglia allargata un legame affettivo solido con il nuovo compagno/a della madre o del padre, tale legame deve essere considerato degno di tutela al pari di quello creato con un genitore o un ascendente biologico.

Non di rado, infatti, accade che un minore riesca a creare un rapporto affettivo o empatico più forte con un genitore sociale che con il genitore biologico il quale, a volte, è addirittura meno interessato a conservare il rapporto con la propria discendenza di quanto non sia invece il nuovo o la nuova convivente.

Alla luce dell’attuale quadro normativo e giurisprudenziale, quale deve essere dunque, all’interno della coppia separata, il ruolo che possono o debbono rivestire i nuovi partners rispetto ai figli nati dalla relazione che, purtroppo è giunta al termine?

In primo luogo, ogni clausola contenuta negli accordi di separazione o di regolamentazione della cessazione di una convivenza, che sia diretta a limitare l’accesso di nuovi compagni/e nella vita del figlio, dovrà necessariamente essere letta in base ai principi sopra indicati, risultando priva di qualsivoglia efficacia nel momento in cui il nuovo adulto di riferimento riesca a costruire con il minore un legame affettivo importante.

Allo stesso modo nessuno dei due genitori biologici, in presenza di determinate condizioni, potrà impedire al nuovo genitore sociale di svolgere alcuni compiti di cura del minore quali prelevarlo o accompagnalo a scuola, seguirlo nei compiti, portarlo alle attività sportive o ricreative, sgridarlo se necessario.

Certamente il genitore sociale non potrà pretendere di sostituirsi al genitore biologico, né tantomeno attivarsi per creare confusione, nel bambino, circa i ruoli di quelli che devono sempre essere identificati come i suoi genitori, anche dopo la separazione.

In tale caso, infatti, egli non starebbe certamente rispettando il principio del “best interest on the child” che deve guidare ogni scelta dei genitori, degli ascendenti e degli adulti in generale che hanno a che fare con i minori.

A parte questo evidente limite la nuova relazione intrapresa dal separato può rappresentare un arricchimento per il bambino il quale, avendo sempre ben presenti le proprie origini e quali siano i propri genitori, potrà (se vorrà) costruire anche con queste nuove figure un legame importante.

Arrivano le vacanze, come gestire il momento della prima vacanza in una famiglia allargata?

Il momento delle vacanze è ormai arrivato e anche le famiglie allargate si apprestano a partire; per molte di queste però si tratta di un passaggio delicato che, se non affrontato nella maniera adeguata, potrebbe mettere a rischio le coppie e il futuro rapporto con i figli dell’altro.



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Terzo genitore, come far convivere al meglio una famiglia allargata • terzo genitore

Spesso l’errore di molte nuove coppie che hanno alle spalle matrimoni con figli, è quello di volere legittimare il nuovo partner troppo in fretta. In realtà la prima vacanza tutti insieme dovrebbe avvenire in seguito ad un percorso lungo tre anni.

Perché dopo così tanto tempo? Perché ai bambini ci vuole un anno e mezzo per metabolizzare la separazione dei genitori e un altro anno e mezzo per iniziare ad accettare il nuovo compagno/a di mamma o papà.
Inoltre, se il bambino non ha ancora compiuto i 5 anni, sarebbe meglio evitare le vacanze collettive, ricordandosi che le ferie con i figli non sono la prova d’amore del nuovo legame, ma i bambini vanno coinvolti solo quando la coppia è diventata stabile.

Le 5 mosse per vacanze serene di famiglie allargate:

Prima di partire accordarsi con l’ex su date, orari delle chiamate ai figli ed eventuali visite.

Il nuovo partner con il figlio dell’altro può giocare, aiutare nei pasti, e nelle varie situazioni, ma solo il genitore deve stabilire regole e orari. Inoltre, farsi rispettare e, se serve, con garbo ma decisione, sgridare.

Agevolare i rapporti con l’ex rimasto a casa, chiamandolo per raccontargli del figlio, mandandogli foto o mail.

La fidanzata non deve essere una badante o una baby-sitter, ma deve spingere il compagno a cavarsela da solo.

In vacanza con i figli si va solo se si è costruito un rapporto graduale, con incontri durante l’anno da almeno un anno e mezzo.

Consigli di lettura sul tema Terzo genitore in una famiglia allargata

Ho raccolto per te alcuni libri che ti possono aiutare ad approfondire il tema.

Dopo che li hai letti, lascia un commento qui sotto, oppure raccontaci subito la tua esperienza.

Consigli articoli sul tema “famiglia allargata”

Ed ecco un articolo che abbiamo scritto sempre sul tema: Famiglia allargata. Vivere con il tuo compagno e i suoi figli

SE TI PIACE IL TEMA, PUOI LEGGERE ANCHE:

  • Andare a convivere dopo il divorzio: una seconda chance col nuovo partner
  • I 6 migliori film per superare la fine di un amore

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