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I dati ci dicono che oltre 3 milioni di Italiani ne sono vittima, ossia quasi il 5% della popolazione. Per il 96% circa parliamo di ragazze, in età compresa tra i 12 e i 25 anni e non è quindi così improbabile che la tua ragazza possa soffrire di problemi alimentari!
La recente pandemia non ha fatto altro che peggiorare la situazione visto che i casi sono aumentati negli ultimi 2 anni del 30%. Se stai leggendo questo articolo vuol dire che anche tu vivi insieme a qualcuno che ne soffre o vuoi semplicemente saperne di più su un disturbo così attuale.
Ti stai chiedendo come comportarti correttamente in questi casi? Magari anche come provare ad essere d’aiuto? Bene, allora sei nel posto giusto in cui proverò a darti risposta a queste domande.
Prima però, che ne dici di un’introduzione su quali sono i disturbi alimentari più diffusi? Procediamo!
Quali sono i disturbi alimentari più diffusi: i 5 principali
Quando si pensa a un disturbo del comportamento alimentare il primo che viene in mente è l’anoressia, ma non è l’unico. Ne esistono infatti anche altri e cito i più diffusi: la bulimia, il disturbo da alimentazione incontrollata, l’obesità e l’ortoressia. Vediamole brevemente una ad una:
- Anoressia nervosa: letteralmente sarebbe “mancanza di appetito” e si aggiunge il “nervosa” per precisare la natura mentale di questa mancanza. Chi ne soffre limita le quantità di cibo e le calorie ingerite, non per sazietà, anzi spesso i soggetti malati provano una forte sensazione di fame lungo l’arco della giornata, ma per una paura ingiustificata di ingrassare. Questo si può abbinare a un’iperattività fisica sempre con l’obiettivo di perdita di peso, nonostante sia già basso. Non si è mai soddisfatti delle proprie forme e non ci si vede mai allo specchio per come realmente si è.
- Bulimia nervosa: si differenzia dalla anoressia perché le limitazioni sul cibo non sono costanti. Sfociano in momenti incontrollati definiti “abbuffate”, più o meno pianificati, in cui si mangia tutto ciò di cui ci si è voluti precedentemente privare. In seguito, per via dei sensi di colpa e la paura di prendere peso, sono solite crisi che portano a: giornate di digiuno parziale o completo, un’iperattività fisica, il forte uso di lassativi, l’induzione al vomito subito dopo il pasto e/o il ritorno a una rigida dieta per compensare gli sgarri fatti. Chi soffre di bulimia può non presentare i cambiamenti fisici che invece sono evidenti nelle persone anoressiche.
- Disturbo da alimentazione incontrollata (Binge Eating Disorder): quando la persona ha la possibilità di eccedere nel cibo per una disponibilità di quest’ultimo e non riesce a controllarsi. Ciò sfocia in eccessi simil abbuffate bulimiche, a cui seguono solo i sensi di colpa, senza successive condotte di eliminazione. Conseguenza possibile di questo disturbo è l’obesità.
- Obesità: quando si ha un indice BMI di massa corporea superiore al 30, dovuto a una vita sedentaria e ad un’alimentazione incontrollata nella quantità e nella qualità del cibo ingerito.
- Ortoressia: quando la persona è fissata con il voler mangiare solo cose “sane” eliminando progressivamente tutte quelle considerate potenzialmente dannose. Si tratta quindi dell’ossessione patologica per un’alimentazione biologicamente pura e salutare.
Questo disturbo si concentra sulla qualità del cibo ingerito piuttosto che sulle quantità.
Anoressia e bulimia sono spesso accompagnate dalla dismorfia: ossia il focalizzarsi su caratteristiche e imperfezioni del proprio corpo che da fuori sono percepite come minime o addirittura inesistenti. Se la tua ragazza soffre di disturbi alimentari spesso si auto-influenzerà riuscendosi già a vedere più grassa e gonfia dopo un semplice biscotto, come più magra dopo anche solo due giorni di “rigore” alimentare fatto di digiuni e pasti ipocalorici.
Adesso che abbiamo esaminato velocemente i 5 disturbi alimentari più diffusi, vediamo nel prossimo paragrafo come accorgerti se il tuo partner presenta atteggiamenti bulimici o anoressici.
Il modo migliore mi sembra raccontarti la mia esperienza personale. Sottolineo il fatto che non voglio in nessun modo sostituire l’aiuto che può dare un esperto qualificato per disturbi alimentari di questo genere.
Come riconoscere i disturbi alimentari: i primi sintomi di anoressia e bulimia
Adesso, se la tua fidanzata soffre di disturbi alimentari, questi ti sembreranno vaghi ricordi, come lo sono per me che ho vissuto la tua situazione.
L’idea di mangiare quel piatto di pasta che hai sempre preparato adesso rappresenta una maggiore possibilità di assumere calorie rispetto a un’insalata. Per mangiare quel dolce che le hai portato dovrà saltare almeno due pasti perché si senta in equilibrio nuovamente con sé stessa, sempre che accetti di mangiarlo.
I disturbi del comportamento alimentare nella vita di coppia sono una cosa che si insinua in ogni sfaccettatura di essa.
Organizzare un’uscita a cena con gli amici più che fonte di felicità diventerà per lei fonte di ansie: dovrebbe abbandonare la sua rigida alimentazione auto-imposta preferendo rifiutare tali uscite. Oppure, nel caso accettasse, metterà in atto nei giorni successivi condotte di eliminazione per tornare al proprio equilibrio disturbato, straziata dai suoi sensi di colpa e dalle crisi mentali che essi scatenano.
Il tutto per inseguire la chimera della perfezione fisica che il partner con disturbi alimentari non sentirà mai di raggiungere.
La tua ragazza potrà calare di peso, anche drasticamente, ma per lei non sarà mai sufficiente. Questa è la dismorfia di chi è vittima di queste patologie: ai suoi occhi vedrà sempre del grasso, anche dove tu vedi della semplice pelle, o addirittura ossa. La soddisfazione per il proprio aspetto fisico, anche dopo aver perso 10, 20 o 30 kg, non arriverà mai. Non si vedrà mai abbastanza magra o bella e non si vedrà mai per quello che è realmente.
In un certo senso è comprensibile: viviamo in un mondo in cui l’estetica sembra dover prevalere su ogni cosa e i modelli di bellezza portati avanti dalle case di moda e dalla società sono al limite del ridicolo.
Non è infatti una sorpresa che molte modelle, o aspiranti tali, siano vittime di questi disturbi alimentari.
Essere più magre non vuol dire essere più belle, ma quando si è bombardati sui social e su ogni piattaforma di messaggi che indicano il contrario è difficile rendersene conto. A maggior ragione per chi ha questo tipo di problematiche.
Può una ragazza essere selezionata da un’agenzia di modelle dopo aver subito un TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) per problemi di anoressia?
Pensi che non sia possibile giusto?
Invece si, è successo realmente.
(Questa reazione penso sia condivisa anche da te che stai leggendo)
Ciò dovrebbe far capire ancora una volta di più quanto sono sbagliati i modelli che si inseguono, il cui confronto con essi, invece d’essere d’ispirazione, contribuisce a essere motivo di nascita e alimentazione di questi disturbi alimentari.
Se la tua ragazza soffre di problemi alimentari la sua ossessione per il cibo inizierà portandola a modificare radicalmente tutto ciò che ha mangiato solitamente fino a quel momento.
Comincerà a eliminare tutto quei cibi con una percentuale di grassi maggiore anche soltanto del 2% scegliendo di mangiare solo alimenti magri e ipocalorici. Saprà esattamente i valori nutrizionali di tutto ciò che è in casa e arriverà a sostituire condimenti come l’olio, fonte di grassi, con altro, magari col limone, come faceva la mia ragazza.
Il partner con disturbi alimentari non ha le competenze per pianificare una dieta, ma la progetterà e la seguirà nonostante questa possa prevedere il salto di pasti, il mangiare solo verdure o la completa eliminazione, o quasi, di uno o più macro-nutrienti, in particolare grassi e carboidrati.
In alcuni casi, anche la stessa frutta può diventare nemica della tua ragazza che soffre di disturbi del comportamento alimentare per la quantità di zuccheri che essa contiene.
Inizierà a monitorare il suo peso, anche più che quotidianamente per tenere d’occhio i “progressi”. Inizierà a mostrare una preoccupazione ossessiva, oltre che per quello che dice la bilancia, anche per la sua immagine corporea, di cui avrà una visione sempre deviata.
I disturbi alimentari possono portare la tua ragazza a mostrare una passione irrefrenabile per le attività aerobiche, che sono quelle che permettono il maggior dispendio calorico a parità di tempo speso.
Un cambiamento così repentino non è però dovuto a un riscoperto amore per lo sport, che questo è lecito ci possa essere, ma è causa dei disturbi alimentari. Infatti quando metterai davanti alla tua ragazza la possibilità di saltare anche solo per un giorno l’esercizio fisico, e quindi di non bruciare le tanto odiate calorie, scatenerai in lei crisi di ogni genere per la paura di star già prendendo peso.
Non esiste per chi soffre di disturbi alimentari un metabolismo basale, che rappresenta le calorie che il corpo normalmente brucia solo per mantenere le funzioni vitali e lo stato di veglia. Per la tua ragazza affetta da DCA ogni alimento mangiato lo considererà essere fonte di grasso e da qui gli atteggiamenti limitanti nei confronti del cibo.
Al punto che avere i crampi di fame potrebbe essere una sensazione che la renderà felice e soddisfatta.
In situazioni avanzate di disturbo, la tua fidanzata potrebbe arrivare ad avere un’interruzione del normale ciclo mestruale (amenorrea) e analisi del sangue totalmente alterate nei valori.
Finisco qui questa serie di atteggiamenti che possono segnalare la presenza o l’inizio di un disturbo del comportamento alimentare con l’ultimo “sintomo”: la stanchezza.
Chi sarebbe energico vivendo giornate su giornate, anche lavorando e facendo attività fisica, con zero energie in corpo per via delle carenze alimentari?
Probabilmente nessuno.
Adesso ti starai dicendo: “ok, fin qui tutto chiaro, ma cosa posso fare io per aiutare il mio partner che soffre di problemi alimentari e ci sta male?”. Questa è un’ottima domanda e proveremo a darci risposta nel prossimo paragrafo.
Come aiutare una persona che soffre di disturbi alimentari: una rapida guida
La prima cosa, ma anche la più scontata, è parlarne.
Quando si iniziano a intravedere i segnali descritti nel paragrafo appena concluso, puoi provare a entrare nell’argomento con la tua ragazza che soffre di disturbi alimentari, ma delicatamente. Se le darai anche solo la minima impressione di volerla attaccare, arriverai solo alla chiusura immediata delle possibilità che si apra con te.
Spesso le persone che soffrono di un disturbo del comportamento alimentare non ne sono pienamente consapevoli, seguono errate convinzioni e modelli tendendo a sottostimare i loro cambiamenti alimentari e corporei.
La cosa migliore da fare quindi è ascoltare quanto ci dicono e analizzarlo dal punto di vista più oggettivo possibile.
Si sente in colpa perché dice di aver mangiato “tantissimo”?
Probabilmente, analizzando con calma il suo pasto, scoprirete che ha mangiato anche meno di quanto farebbe una persona normale.
Si sente in colpa perché ha mangiato troppo frutta perché ricca di zuccheri?
È utile ricordare che è diverso assumere gli zuccheri naturali della frutta o gli zuccheri raffinati, ad esempio da una bevanda analcolica zuccherata.
Allo specchio si vede ingrassata rispetto all’anno prima?
Chiedile allora come mai i vestiti dell’anno scorso le stanno ancora bene, se non addirittura leggermente più larghi.
La tua ragazza che soffre di disturbi alimentari vede quel che vuole vedere auto-influenzandosi con i suoi pensieri ossessivi ed è quindi fondamentale analizzarli in maniera imparziale e oggettiva. In questo modo si noterà insieme tutto ciò che nei suoi ragionamenti non torna aiutandola nelle sue crisi che, ti avviso già, ci saranno.
Devi aiutarla a distaccarsi dal controllo ossessivo su tutto ciò che mangia oltre che lavorare nel mentre sulla sua autostima. La bassa stima di sé è infatti un ulteriore causa per cui iniziano e si protraggono questi disturbi alimentari: il non sentirsi mai abbastanza. Tuttavia non è questa la strada giusta per arrivare a sentircisi.
Per queste persone mangiare non è più un piacere, ma una sorta di sofferenza e ogni cosa che prima era gratificante, come gustarsi un dolce, adesso è fonte di ansie.
I complimenti sono una sorta di campo minato, perché, sia che tu li faccia o meno, possono essere visti come un motivo per alimentare i suoi disturbi alimentari.
Se non ne farai, la tua fidanzata potrà pensare che quel che sta facendo non sia sufficiente, intensificando i suoi atteggiamenti disturbati.
D’altro canto, facendoglieli, potrebbe vederli come un incentivo a continuare a percorrere la strada intrapresa perché sta portando buoni risultati.
Personalmente li ho fatti solo nel caso siano stati sinceri e non in un suo momento di crisi, perché in quella circostanza potrebbero sembrare poco autentici.
Chi ha queste patologie deve avere controllo su ciò che mangia e sulle quantità, quindi potrebbe essere molto utile fare la spesa insieme affinché lei scelga quello che più la aggrada per evitare litigi a tavola sul cosa e sul quanto cucinare.
È ancora più importante, però, che tu la convinca a rivolgersi a una nutrizionista.
I disturbi del comportamento alimentare non porteranno una laurea in scienze dell’alimentazione al tuo partner, quindi bisogna farle capire l’importanza di affidarsi a un esperto per avere una dieta davvero sana ed equilibrata. Un regime alimentare adatto al suo corpo e alla sua vita, con qualcuno che decida per lei cosa mangiare nelle giuste quantità visto che la persona con disturbi alimentari non ne è in grado.
Non dovresti assecondare le ossessioni della tua ragazza che soffre di problemi alimentari facendo pasti differenziati solo per lei secondo i suoi voleri. Una volta intrapresa questa strada sarà difficilissimo farla tornare a mangiare normalmente con te. Per lo stesso motivo non dovresti assecondare il tuo partner acquistando, come lei vorrebbe, solo alimenti magri e ipocalorici.
Il percorso è lungo e richiede pazienza, non si può pensare che la situazione cambi dall’oggi al domani.
Questo è quello che puoi fare per aiutare la tua ragazza con DCA, ma cosa dobbiamo assolutamente evitare di dire e/o di fare? Scopriamolo nel prossimo paragrafo.
15 cose da non dire a chi soffre di problemi alimentari
- “Ti ho preparato/comprato questo”: per chi ha problemi di questo tipo, un qualsiasi alimento al di fuori del suo piano alimentare auto-programmato e auto-imposto sarà solo fonte di ansie.
- “Guarda questa ragazza, è bella non trovi?”: si stanno commettendo due errori: il primo è l’eccessivo focus sull’aspetto estetico. In secondo luogo potrebbe vedere in quella ragazza delle differenze con il suo attuale corpo, più o meno fondate, che non farebbero altro che alimentare i suoi comportamenti.
- “Cosa ti costa mangiare di più?”: se fosse facile come lo è a dirsi lo farebbero. La natura di questo problema mentale sta proprio nel fatto che anche un pezzo di pane viene visto come un acerrimo nemico e possibile causa di crisi per la persona malata.
- “Anche io sono insoddisfatto del mio aspetto fisico”: l’errore sta nel fatto che si sta sminuendo il suo problema come se fosse un semplice capriccio estetico.
- “Io calcolo le calorie”: l’ultima cosa che una persona con disturbi alimentari vuole sentire è una persona attenta come lei su numeri, calorie e macro-nutrienti. Le serve avere vicino persone che vivono il cibo serenamente.
- “Lo fai solo per attirare l’attenzione”: se una qualsiasi persona affetta da DCA potesse scegliere, penso preferirebbe essere guardata per altro che non siano le conseguenze dei suoi disturbi alimentari.
- “Stavi meglio prima”: la persona con disturbi alimentari non riconosce questa cosa come vera. Questo perché il vero problema non è nella sua estetica reale, ma in quello che la sua testa le fa vedere.
“È maleducazione non assaggiare”: è il modo migliore per mettere completamente a disagio una persona con problemi alimentari quando si è fuori in compagnia o a tavola. Cosi facendo si sottolineano i suoi problemi che rendono prima di tutto infelice la persona disturbata.- “Sei esagerata”: visto da fuori, per una persona sana, le crisi che possono essere innescate per del semplice olio sulle verdure potrebbero anche sembrare esagerate. Tu, però, non puoi giudicare, perché non sai realmente quello che si vive in quella condizione.
- “Stai meglio”: magari riferendosi a dei kg presi. Una persona che sta provando ad uscire dai disturbi alimentari, anche se può sembrare un controsenso, nelle prime fasi ha paura di queste parole perché le percepisce come un “sei ingrassata”.
- “Se solo avessi qualche kg in più”: si mette nuovamente enfasi sull’aspetto fisico rimarcandone l’importanza e in più sottolineando il suo problema. Diresti mai a un calvo: “se solo avessi più capelli?”
- “A nessuno piace il pelle e ossa”: si da importanza al parere delle persone che è spesso ciò che contribuisce a far scattare i disturbi alimentari, ovvero come si viene giudicati dalle persone per la propria estetica. Inoltre chi soffre di DCA è perennemente insoddisfatto del suo corpo e dicendo così sottolinei che lo sono anche tutte le altre persone.
- “Non hai caldo?”: spesso le persone con problemi alimentari sono particolarmente freddolose perché il corpo non ha energie da dedicare alla termoregolazione: possiamo quindi vederle molto coperte nonostante un’alta temperatura. Un ulteriore motivo è che i vestiti lunghi possono far sentire più a proprio agio la persona malata nascondendo il suo disturbo.
- “Ti alleni per diventare ancora più magra?”: gli eccessivi allenamenti sono una parte dell’ossessione di chi soffre di disturbi alimentari, continuando nello spasmodico obiettivo di dimagrire sempre di più.
- “Pensa ai veri problemi della vita”: non si può giudicare quanto incida un problema su una persona finché non lo si vive su sé stessi. La sofferenza, in generale, non deve mai essere sminuita.
Come uscire dai disturbi del comportamento alimentare: a chi rivolgersi
Il modo migliore per aiutare una persona a uscirne è senza dubbio quello di appoggiarsi a un esperto. Psicologi, psicoterapeuti, psicoanalisti, numeri verdi, sportelli per i disturbi del comportamento alimentare (DCA), le possibilità sono infinite. Bisogna solo far si che la persona con i DCA voglia intraprendere il percorso motivata a farlo: qualsiasi forzatura esterna sarebbe solo controproducente.
Peso, calorie, grassi, proteine e carboidrati son numeri che devono essere considerati per quello che valgono. Quando sarai vecchio le persone si ricorderanno della persona che sei stata, dei tuoi valori, di quel che ha portato loro conoscerti, non se pesavi 5 kg in più o in meno. È importante considerare che più il problema si protrae nel tempo, più si aggrava. Deve essere riconosciuto e affrontato nella maniera più veloce possibile per evitare si arrivi a situazioni peggiori.
Mettendo così tanta enfasi su problemi estetici/fisici si perde l’attenzione su altre parti della persona che sono più importanti da essere coltivate. Per questo è fondamentale mettersi nelle mani di esperti che possano far uscire la persona che soffre di disturbi alimentari da questo loop di ansie, crisi e pensieri negativi che creano solo una grande e inutile sofferenza, fisica e mentale.
Consigli di lettura sul tema “Disturbi alimentari”
Ecco 3 libri che possono essere di spunto e di aiuto se la tua ragazza soffrisse di problemi alimentari:
Se li hai letti lasciaci un commento qui sotto!
Convivere con alimentazioni diverse dalla propria
Come abbiamo visto i disturbi alimentari possono influenzare negativamente la vita di coppia. Questa può essere condizionata, seppure in modo diverso, nel caso il tuo partner abbia intrapreso una dieta vegana, vegetariana o soffra di celiachia. Nel caso vivessi questa situazione di disagio ti allego qui sotto degli articoli interessanti che puoi leggere:
- Convivere con una persona vegana o vegetariana
- Ragazzo celiaco: consigli pratici per vivere serenamente con il tuo partner
Mi divido tra fare il giocatore di basket e lo studente di Economia e Marketing all'Università degli studi di Milano-Bicocca. Ho 23 anni e sono originario di Latina, ma lo sport mi ha portato a vivere in diverse città del nord da quando ne avevo 16.











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