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Andare a convivere: come capire se si è pronti?
Andare a vivere insieme non è una scelta semplice, richiede impegno, tolleranza e tanto tanto amore.
Nonostante la difficoltà della scelta però, in ogni coppia spesso la convivenza diventa tema discussione, o sicuramente se non discusso, oggetto di desiderio di uno dei partner.
Prima di tutto è bene precisare che ci sono molte coppie felici che non convivono, come verrà spiegato più in là la convivenza non è obbligatoria, e spesso è solo uno specchietto per le allodole!
Per vivere insieme ad un’altra persona come abbiamo detto c’è bisogno di molto impegno, ma spesso questo non basta, ecco perché bisogna fare un’attenta valutazione preliminare.
Sicuramente il primo consiglio che posso darti è quello di far passare un po’ di tempo, se conosci il tuo partner da soli 4/5 mesi forse è meglio aspettare, prendere decisioni sulla base dell’ingente rilascio di dopamina, adrenalina e ossitocina non è la soluzione migliore.
Se però conosci il tuo partner da più tempo, e vuoi veramente andare a convivere, puoi iniziare come si fa quando si vuole lanciare una start-up, testa la tua idea!
Prova a dormire da lui/lei più spesso, organizza dei soggiorni, possibilmente più lunghi di un weekend, vedi cosa succede e fai attenzione ai dettagli:
- Come si comporta?
- Ti aiuta nelle faccende domestiche?
- Come giudichi il suo igiene?
- Ti annoi spesso?
Cerca di avere i radar sempre accesi, ricordandoti che quando andrai a convivere probabilmente ritroverai le stesse situazioni, anzi forse anche amplificate.
Se anche questo stress test è superato rivolgi lo sguardo su di te, tu sei pronto per andare a convivere?
Così come hai fatto tu, probabilmente anche il tuo partner avrà notato qualcosa su di te, chiedi dei feedback, chiedi se vivere insieme a te anche se per poco tempo è stato gradevole.
Tieni d’occhio anche i litigi, litigare nella convivenza è normale, ma il focus deve essere sul modo in cui i conflitti vengono risolti.
Ricorda, la probabilità di litigare quando si va a vivere insieme è molto più alta rispetto a prima, semplicemente perché ci sono molte più cose su cui discutere, e molte più cose da organizzare.
Se litigate spesso, e ogni litigio sembra una guerra punica, prima di andare a convivere forse è meglio migliorare questo aspetto, altrimenti la convivenza diventerà una sofferenza!
Attenzione, cerca di capire anche quali sono le vere motivazioni che ti portano ad avere il desiderio di andare a convivere, e analizza bene ogni tua risposta esempio:
- Vuoi passare più tempo con lui? sicuro/a che non basterebbe qualche pomeriggio in più a settimana?
- Vorresti risparmiare sull’affitto? sicuro/a che sia una motivazione valida?
- Vorresti andare via di casa perché ti annoi da sola?
Sii consapevole dei motivi a volte il desiderio di andare a vivere insieme non è supportato da reali motivazioni.
Come iniziare a vivere insieme
La vostra idea ha superato il test? vi sentite pronti per andare via di casa e iniziare una convivenza? se la risposta è si non ci resta che passare all’azione.
In questo paragrafo darò per scontato che entrambi vi sentiate pronti e che, avete già chiesto al vostro partner di andare via di casa e iniziare a convivere.
Se invece ancora non hai trovato il coraggio di chiederlo nel paragrafo successivo ti dirò come fare, una volta letto torna di qua e inizia con i preparativi!
In ogni cosa, la parte più difficile è iniziare, il nostro cervello è pigro, molti antropologi affermano che si tratta di un’abitudine sviluppata per sopravvivere, 10000 anni intraprendere qualcosa di diverso, poteva fare la differenza tra vivere e morire.
Ora ovviamente non è più così, ma il cervello umano non ha perso questa sorta di “pigrizia da sopravvivenza”.
Per cui essere titubante e avere dubbi è normalissimo, a tal proposito leggi anche il paragrafo dedicato a questo tema.
Sicuramente il primo step per andare a convivere e rispondere alla domanda “dove?” in linea di massima le opzioni sono 3:
- A casa tua
- A casa del tuo partner
- In una nuova casa
La prima opzione forse è quella più semplice da implementare, andare a vivere insieme in spazi e in luoghi già conosciuti ci permette in una certa misura di ridurre un po’ l’impatto del cambiamento.
Anche se il rischio è quello di non volere uscire definitamente dalla propria comfort zone, cerca di capire se casa tua è veramente il luogo adatto per la vostra convivenza.
Ti piace il tuo paese (casa tua)? presenta attrazioni e strutture per intrattenervi dopo che si prospetta l’ennesima sera passata a guardare un film sul divano? ci sono dei familiari vicini? quest’ultimi rappresentano una minaccia o un opportunità? paghi un’affitto molto alto? ha degli spazi idonei ad una convivenza? ecc.
Ripeti questo esercizio per la casa del tuo partner e per la nuova abitazione.
Insomma fate una vera propria swot analysis per cercare di rendere il luogo della convivenza più piacevole possibile.
Una volta stabilito il luogo, scegliete il tempo per andare a vivere insieme!
Avete trovato il posto perfetto per iniziare a convivere? ora è il turno del tempo!
“C’è un luogoeunmomentoper ogni cosa”recitava il professor Oak nei pokemon. Se non date autorevolezza alla citazione, potete sempre considerare che una frase simile è inserita anche nell’antico testamento, ecco spero che ora vi fidiate di più del consiglio e di conseguenza anche di me!
Scegliere il “timing”come dicono gli esterofili bravi è fondamentale (a pensarci bene forse lo sono anch’io visto che l’ho utilizzato…) andare a convivere è una scelta difficile a livello organizzativo, per cui il mio consiglio è quello di farlo in un periodo in cui si ha molto tempo a disposizione e molte energie mentali da spendere.
Potreste farlo durante le ferie estive, oppure quelle invernali in cui la concorrenza è minore (eh si, si vede proprio che studio economia, blue ocean strategy portami via!) così anche il processo di individuare la casa dove vivere insieme è semplificato.
Non fatelo in periodi in cui gli impegni sono già tanti e il lavoro vi sovrasta, il burnout è sempre dietro l’angolo.
Parlate del vostro desiderio di convivenza anche ai vostri amici più stretti e ai familiari più fidati (non quelli invidiosi a cui non piace nessuna idea 😛 ), potreste trovare buoni alleati in campo organizzativo, magari avete uno zio falegname o un cugino idraulico, o semplicemente vostro padre vi potrà rassicurare sulla scelta, anche in questo contesto la creazione di un buon team è fondamentale!
Come recitava un vecchio libro “chiedi la luna e l’avrai” una vera e propria guida su come chiedere le cose, alla fine dell’articolo trovi il link.
Come chiedere al proprio partner di convivere
Chiedere le cose… che arte saperlo fare! ti ho appena parlato di quel libro in cui viene spiegato esattamente come fare, ma in questo casi fai attenzione! usare qualche piccola arma bianca per persuadere tuo cugino ad aiutarti a pitturare la casa non è di certo sbagliato, ma se lo fai con il proprio partner l’arma da bianca potrebbe diventare a doppio taglio!
Quello che intendo è che andare a convivere deve essere una scelta che nasce spontaneacome un fiore nel prato (no, non studio botanica), deve essere un desiderio di entrambi, se il tuo partner non è convinto di vivere insieme, o devi fare molto sforzo per persuaderlo forse non è il momento adatto.
Bisogna considerare anche gli obiettivi del tuo partner e capire cosa vuole, senza farne un dramma se al momento non coincidono, magari devi solo far passare del tempo, del resto forzare una decisione come andare a convivere non porterà nulla di buono.
Quello che puoi fare però per capire le intenzioni del tuo partner è come detto nel primo paragrafo, iniziare a fare delle mini convivenze per far si che l’idea lasci l’iperuranio e diventi “reale” ovvero che entrambi proviate a sperimentare la sensazione di vivere insieme.
Se le sensazioni sono positive non ti resta che chiedere! magari dopo uno dei soggiorni dove le sensazioni sono fresche, spiega che vorresti che ogni giorno della vostra vita sia così, spiega come mai del tuo desiderio esempio “vorrei passare più tempo insieme”, “vorrei maggiore intimità”, oppure potresti dire che sia un buon test in vista di un futuro matrimonio.
Le ragioni possono essere anche di tipo economico, il risparmio dell’affitto potrebbe essere non indifferente, ma ti sconsiglio di iniziare la conversazione parlando di questo vantaggio, se per te è importante potresti esporglielo alla fine, dopo aver citato quali sono le altre motivazioni che ti hanno spinto a chiedere di vivere insieme, ovviamente se quella economica rappresenta l’unica motivazione beh… rileggi il primo paragrafo dell’articolo!
L’importante è anche qui scegliere un momento adatto, sicuramente non mentre si fa altro, dedica a questa conversazione tutto il tempo necessario, così avrete modo di discutere di tanti argomenti, chiederlo con una lettera è molto romantico ma dopo ti consiglio di parlarne comunque di persona. Lascia parlare il tuo partner e ascolta quali sono le sue sensazioni e i possibili dubbi.
Andare via di casa: paure e dubbi
Tra andare a vivere insieme, e non volerlo fare vi sono una marea di sfumature, tutte rappresentate da paure e dubbi che una scelta del genere normalmente porta.
Come abbiamo detto prima il nostro cervello ha installato in automatico una sorta di “istinto di conservazione” che spesso ci blocca nel fare scelte importanti come quelle di iniziare una convivenza.
Ma non disperare, come step iniziale bisogna capire quali sono questi dubbi, come ho scritto nel primo paragrafo è importante capire se si è pronti o meno, fare delle piccole prove di convivenza e iniziare a parlarne con le persone di cui ci fidiamo di più sono dei buoni passi per sciogliere dei dubbi.
Se le vostre paure sono legate al rapporto con il partner ma sono normalissime paure di lasciare il proprio nido non siete soli, l’Italia è uno dei paesi d’Europa più in ritardo in questo senso, si stima che l’età media in cui i giovani vanno via di casa è di circa 30 anni, molto distanti della media europea di 26 anni.
Per cui sei in buona compagnia, ed evidentemente la colpa non è tua perché dietro a questi fenomeni spesso ci sono motivazioni culturali ed economiche molto importanti. se ti ritrovi in queste paure potresti valutare la prima opzione tra le modalità di convivenza.
Come ho spiegato nel secondo paragrafo, andare a convivere non implica necessariamente l’abbandono della propria abitazione, ma potreste convivere magare anche solo momentaneamente nella tua abitazione, o in quella del tuo partner se è lui ad avere questi dubbi. Se ti senti a disagio per la possibile presenza dei genitori, considera che spesso nelle case si riescono a ritagliare degli spazi per “creare” più appartamenti ed essere indipendenti, soprattutto se la casa è composta da più piani.
O in alternativa potreste pensare di prendere un’abitazione terza, vicina a quella del partner più restio al cambiamento.
Come vedi le alternative sono tante e non sono esaurite in questo paragrafo, ma io credo che se c’è complicità e voglia di adattarsi le soluzioni si trovano e le paure se ascoltate pian piano vengono superate.
Sul tema dell’andare via di casa ti consigliamo di leggere due articoli strepitosi, completi e immancabili:
Disclaimer: attenzione alla paura della solitudine
Tra le tante paure che abbiamo visto ce n’è una più insidiosa, ma che miete ogni anno molte vittime tra le coppie! Finora abbiamo visto paure che ci “bloccavano” dall’andare a convivere, ma questa è una paura diversa, perché ci spinge verso la convivenza.
“La maggior parte dei problemi sarebbero risolti se le persone riuscissero a stare sole per 20 minuti” la frase recitava più o meno così, sicuramente è di una persona colta (anche il professo Oak comunque lo è) ma sinceramente non ricordo di chi fosse.
La frase mi ha colpito perché metteva in luce una paura che spesso si sottovaluta: la paura della solitudine. Quando parliamo di convivenze a mio avviso, non possiamo non parlare della paura di restare soli che spesso ci spinge verso scelte non troppo ponderate per usare un eufemismo.
Senza entrare nell’ambito della coppia, perché spero che se state insieme da molto tempo con una persona non è solo perché non volete stare da soli (ma non è scontato), anche la singola scelta di andare a convivere spesso è dettata da questa paura. NB se hai dei dubbi sulla tua relazione forse potrebbe esserti utile leggere questo articolo sulla monogamia.
Torniamo alla nostra paura della solitudine, in una delle tante frasi fatte che trovi sul web tra un “la vostra invidia sarà la mia forza” e un “mi hanno buttato tra i lupi ma ne sono uscito da capo branco” spesso avrai incrociato quella che recita “per stare bene con gli altri, devi stare bene con te stesso”, ecco forse quest’ultima, a differenza delle altre valeva quei 2 secondi e mezzo che ci hai impiegato per leggerla.
Spesso molte persone decidono di andare a vivere insieme perché non stanno bene vivendo da soli, o vivendo a casa dei propri genitori, spesso ci si può sentire anche indietro rispetto a dei nostri coetanei che consideriamo più “avanti” perché hanno già intrapreso una convivenza.
In questo modo la scelta di andare via di casa e vivere insieme ad un’altra persona è caricata da aspettative sociali e da paure, invece di essere frutto di una propria riflessione personale allineata con i propri obiettivi e valori.
A tal proposito, senza scomodare Einstein e la sua teoria della relatività, voglio dirti che il tempo è un qualcosa di personale, ci sono coppie felici che sono state 10 anni insieme prima di andare a convivere, altre che sono andate a convivere dopo 1 anno, ti sembrerà strano ma ci sono molte coppie felici che non sono mai andate a convivere. Nei primi minuti di questo video Agosti lo spiega bene, (ho messo un suo video perché se avessi detto che lo diceva Mazzei, cioè io nessuno mi avrebbe creduto pff… ma vabbè un giorno anch’io diventerò una persona autorevole.)
Nel decidere di andare a convivere quindi fai anche questa riflessione, lo so non è facile capirlo (ma se stai leggendo un mio articolo se già a buon punto) non far si che la convivenza si carichi di aspettative, o diventi soluzione a difficoltà che non le appartengono.
Convivenza: consigli su come viverla al meglio
Se sei ancora convinto/a di voler convivere dopo aver letto fin qui forse allora sei veramente pronto a
“Cambiare vita, a cambiare casaA fare la spesa e fare i conti a fine meseA la casa al mare, ad avere un figlio e un caneEd affrontare suocera, cognato, nipoti, parentiTombola a Natale, mal di testa ricorrentiE tutto questo per amore”
Scusa era partito il mio lato canoro, ti è andata bene che puoi solo immaginarmi ma non puoi veramente sentirmi 🙂 in ogni caso che bella questa canzone degli Zero Assoluto!
Ritornando a noi ora è il momento di farla funzionare per il meglio in modo di “svegliarsi la mattina, con la voglia di parlare solo con te” si è un’altra canzone degli Zero Assoluto.
Prima di tutto devo avvisarti le coppie perfette, quelle che si svegliano sempre con il sorriso che fanno colazione sempre con calma come quelle della Mulino Bianco non esistono.
Quindi spero tu non abbia queste aspettative, ma da questo estremo a quello in cui ci si azzuffa ogni due secondi (queste coppie esistono veramente) in mezzo ci stanno tutte quelle coppie sane che vivono in discreta e ragionevole armonia.
Per far parte dell’esclusivo club di quest’ultimi è fondamentale tenere in considerazione alcune cose.
- Anche se convivete e siete una coppia (o un triangolo è indifferente) siete persone diverse ed è importante che lo restiate, le coppie il cui rapporto si traduce in una fusione sono le più problematiche, è importante che ognuno abbia i propri spazi, sia all’interno della propria abitazione, sia al di fuori, avete presente i litigi perché uno dei due vuole uscire con gli amici? bene non dovrebbero succedere.
- Parlate, parlate, parlate. Se andate a vivere insieme uno dei segreti più importanti, è il parlare. Condividere dubbi, ansie, problematiche che avere riscontrato, parlatene, non tenetevele dentro, altrimenti si accumuleranno stress e tensioni.
- Siate collaborativiquando andrete a vivere insieme ci saranno sicuramente mansioni che nessuno vorrebbe fare, fare le pulizie, occuparsi della spesa, di lavare i vestiti ecc. sono tutte attività che possono portare a disguidi. Cercate di aiutarvi, se necessario fate dei veri e propri turni come accade tra studenti negli appartamenti condivisi.
- Fate attività insieme e non dimenticatevi di divertirvi, quante coppie dopo essere andati a convivere si sono trasformati in pensionati da divano come Vianello e Mondaini? non dimenticatevi delle vostre passioni e di quello che vi ha unito, andate al cinema cucinate insieme, scherzate e siate bambini!
Ultimo consiglio, cercate di stabilire delle regole, sembrerà strano ma quando si va convivere l’amore da solo non basta, a volte un contratto di convivenza può essere utile.
Contratto di convivenza
Sul tema abbiamo scritto un articolo molto comnpleto: Contratto di convivenza a 360°: tutto quello che devi sapere.
Te lo consigliamo appena hai finito di leggere queste righe.
Tale accordo richiede la forma scrittae in esso possono essere inseriti gli aspetti economici e patrimoniali della coppia.
Una parte fondamentale del contratto di convivenza è la scelta se optare per una comunione legale dei beni, una separazione legale dei beni o una comunione convenzionale. In quest’ultimo caso bisogna tenere conto di di come il loro acquisiti entreranno a far parte della comunione.
Il costo del contratto di convivenza si aggira dai 700€ ai 3000€ per casi più complessi, sicuramente non una cifra irrisoria ma forse necessaria per evitare tensioni che in termini di salute potrebbero costare di più della serie patti chiari… convivenza lunga!
Andare a convivere: consigli per la lettura
Questo è il libro di cui parlavo per chiedere qualsiasi cosa!
Usalo con cautela.
Un altro libro sicuramente consigliato per vivere le relazione al meglio non solo quelle amorose è il seguente:
23 anni, studente di economia con una sola passione: il sapere, so di non sapere ma sono curioso di provarci. 🙂







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