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Che cosa comporta realmente l’adozione?
L’adozione comporta lunghe attese, tanti timori, e grandi difficoltà da sostenere.
L’adozione prevede una intensa e rigida procedura, per la quale occorre molta pazienza e tanta motivazione, ma soprattutto l’adozione comporta anche tanta meraviglia, gioia e amore.
Inoltriamoci dunque insieme in questo articolo, nel quale mi concentrerò sulla presentazione di ciò che realmente comporta l’iter per l’adozione, tra rigide procedure ed intense emozioni.
Chi può adottare: requisiti per l’adozione nazionale
Il termine adozione deriva dal latino optare, letteralmente “desiderare” o “scegliere”, a cui viene apposto il prefisso ad-, e fa riferimento all’istituto giuridico che permette il formarsi di una filiazione civile, che sorge quindi non per vincolo di sangue ma per un rapporto giuridico costruito mediante il consenso di un adottante e di un adottato.
L’adozione consiste dunque in quell’atto mediante il quale viene a crearsi un legame di parentela che prescinde dal legame di sangue, ma è stabilito giuridicamente in seguito ad una procedura prestabilita e solo dopo l’accertamento di determinati requisiti.
In Italia esistono infatti diverse limitazioni che regolano questo atto. Questi requisiti, validi sia per l’adozione nazionale che per quella internazionale, sono esplicitati dall’art. 6 della legge 184/83 e riguardano sia l’età che lo stato civile degli adottanti.
In accordo con il Ministero della Giustizia e con la Commissione per le Adozioni Internazionali, le limitazioni riguardo l’età degli adottanti sono le seguenti:
- la differenza d’età minima tra adottanti e adottato è di 18 anni;
- la differenza d’età massima tra adottanti e adottato è di 45 anni, anche se sono ammesse deroghe se uno dei due supera questo limite d’età di non più di 10 anni.
Questi limiti d’età hanno lo scopo di garantire all’adottato dei genitori idonei ad allevarlo e gestirlo fino all’età adulta, in condizioni analoghe a quelle di una genitorialità naturale.
La legislazione italiana ha tuttavia molto spostato in avanti questi limiti di età, così da dare la possibilità anche a coppie non giovani di adottare, purtroppo però generalmente esiste una tendenza a privilegiare le coppie giovani per l’adozione.
Per quanto riguarda invece i requisiti riguardo lo stato civile degli adottanti, sempre in accordo con gli enti sopra citati, questi sono:
- essere coniugati da almeno 3 anni al momento della richiesta;
- provare al Tribunale dei Minori che si sia convissuto in modo stabile e continuativo per un periodo di 3 anni prima del matrimonio, nel caso in cui questo sia stato contratto da meno di 3 anni;
- non avere in corso alcun procedimento di separazione, nemmeno di fatto;
- essere in grado di mantenere i minori che intendono adottare.
Questi ultimi requisiti devono essere accertati con valida documentazione durante la fase di presentazione della dichiarazione di disponibilità all’adozione presso il Tribunale dei Minori.
Solo in seguito all’accertamento dei requisiti necessari all’adozione è possibile procedere con l’iter dell’adozione, per poter ottenere l’idoneità.
Ora che conoscete quali sono i requisiti necessari per affrontare l’adozione, soprattutto per quanto concerne il vostro stato civile, è bene che riflettiate attentamente e consapevolmente sulle vostre possibilità.
Per aiutarvi nel farlo, vi lascio in seguito i link ad alcuni articoli sull’argomento:
- Convivenza o Matrimonio? Guida alla scelta consapevole
- Sposarsi o convivere? Matrimonio o convivenza?
Come funziona la procedura di adozione nazionale?
In Italia esiste una rigida e precisa procedura da seguire per poter ottenere l’idoneità all’adozione, la quale comporta parecchi sacrifici e un’infinita pazienza.
Elencherò in questo paragrafo i principali step previsti dalla procedura di adozione nazionale, sempre in accordo con il Ministero della Giustizia, fino al conferimento al bambino dello stato di figlio legittimo degli adottanti:
I step: la dichiarazione di disponibilità
Il primo passaggio da affrontare se desiderate procedere con l’adozione nazionale è quello di presentare la dichiarazione di disponibilità all’adozione presso il Tribunale dei Minori di competenza in base alla vostra residenza.
In questa modulistica, reperibile anche online presso il sito del tribunale, vi verrà richiesto di inserire, oltre alle vostre informazioni anagrafiche, anche le preferenze che avete riguardo le caratteristiche del bambino, le quali dovranno essere esposte in totale sincerità per evitare eventuali abbandoni o disagi per il minore.
La domanda ha poi validità di tre anni e alla sua consegna deve essere corredata della documentazione che comprova il possesso dei requisiti necessari all’adozione.
II step: il percorso di indagine
Successivamente occorre il secondo e più difficile passaggio: il Tribunale dei Minori disporrà l’esecuzione di un percorso di indagine volto a tracciare il vostro profilo per identificare le capacità e l’idoneità adottiva del nucleo familiare.
Questo percorso viene gestito generalmente dall’ATS (Agenzia di Tutela della Salute) di competenza territoriale, la quale dispone degli esperti, assistenti sociali e psicologi, per la valutazione della coppia.
Il percorso di indagine si compone di alcuni colloqui nei quali verrà mappato il vostro profilo familiare e verrà fatta chiarezza sulle ragioni che vi muovono all’adozione; inizia poi una fase di simulazioni nelle quali si attesteranno le vostre capacità genitoriali.
Questa fase è indubbiamente la più ardua, nella quale verrete sottoposti a pressioni e difficoltà importanti.
Al termine di questi incontri, che consistono di 4/5 sedute nel corso di circa 2 mesi, gli esperti procedono con la scrittura di una relazione che verrà spedita al Tribunale dei Minori.
A questo punto un giudice minorile togato od onorario avrà il compito di giudicarvi come idonei, non idonei o rivedibili. In quest’ultimo caso, questo percorso dovrà essere ripetuto con l’assistenza di nuovi esperti. Una volta ottenuto il decreto di idoneità questo ha validità anche per l’adozione internazionale.
III step: l’affidamento preadottivo
Dopo un lungo periodo di stasi e di attesa che può durare circa 9 mesi, il percorso giunge finalmente alle sue conclusioni. Il Tribunale dei Minori, sulla base delle indagini effettuate, sceglie tra le coppie che hanno presentato domanda, quella più idonea per il minore.
Viene quindi disposto per ordinanza un periodo di affidamento preadottivo che ha durata un anno.
In questo periodo generalmente vi verrà fortemente consigliato di evitare gravidanze naturali, salvo casi in cui si sia presentato l’attestato di sterilità, per salvaguardare il benessere del bambino ed evitare ripensamenti o rinunce all’adozione.
Durante questo periodo inoltre il tribunale e gli assistenti sociali si impegneranno nel garantirvi un’attività non solo di controllo ma anche di sostegno.
IV step: l’adozione
Al termine di questo anno, salvo eventuali proroghe o sospensioni, il tribunale può finalmente pronunciare l’adozione.
Con l’adozione cessano definitivamente i rapporti dell’adottato con la famiglia d’origine e questo acquisterà lo stato di figlio legittimo, insieme al vostro cognome.
Adozione internazionale e nazionale: affinità e differenze
Nei precedenti paragrafi ho esposto le direttive riguardanti l’adozione nazionale, tuttavia è bene che sappiate dell’esistenza di molte valide alternative, più o meno simili a questa soluzione, che vi permettono di aiutare e donare una famiglia anche a bambini stranieri.
La prima grande alternativa all’adozione nazionale è chiaramente l’adozione internazionale: vediamo ora in cosa si differenzia la procedura di adozione internazionale rispetto all’alternativa precedentemente esposta e come è possibile attuarla.
Cosa si intende per adozione internazionale?
Per adozione internazionale si intende l’adozione di un bambino straniero fatta nel suo paese, di fronte alle autorità e alle leggi che vi operano.
Questa procedura è regolata dalla Convenzione dell’Aja, che prevede un sistema di cooperazione tra Autorità Centrali dei vari paesi contraenti.
In Italia, il ruolo è svolto dalla Commissione per le Adozioni internazionali. La Convenzione stabilisce il diritto del bambino a crescere nel proprio paese d’origine, ma se questo non è possibile per la mancanza di una famiglia, viene presa in considerazione l’adozione internazionale.
L’iter per l’adozione internazionale: gli enti autorizzati
La procedura di adozione internazionale è affine a quella nazionale, salvo per le fasi finali del processo.
Una volta ottenuto il decreto di idoneità infatti, dovrete rivolgervi, entro 1 anno dal suo rilascio, ad uno degli enti autorizzati dalla Commissione.
Rivolgersi ad uno degli enti autorizzati è un passo obbligatorio, tuttavia la scelta dell’ente a cui rivolgersi può essere soggettiva, purché consapevole, poiché di fatto scegliere un ente significa scegliere uno dei paesi nei quali questo opera.
Gli enti scelti hanno poi il compito di informarvi, formarvi e affiancarvi, nonché di curare lo svolgimento delle procedure necessarie per realizzare l’adozione, assistendovi davanti all’Autorità del paese di origine del bambino e sostenendovi nel percorso post-adozione.
L’iter per l’adozione internazionale: l’abbinamento
Quando si sarà trovato un bambino adatto a voi, sulla base di colloqui e valutazioni da parte dell’ente identificato, la proposta di abbinamento verrà mandata all’ente da voi scelto, insieme ad una scheda informativa del bambino.
A questo punto comincia la fase più psicologicamente delicata del processo: il periodo di permanenza all’estero, necessario a dileguare le incertezze e a conoscere meglio il bambino nel suo paese d’origine. Al termine di questo periodo, se gli incontri con il minore si concludono con parere positivo, viene emessa nel paese straniero la sentenza di adozione.
Sarete dunque autorizzati al rientro in Italia con il bambino, il quale gode di tutti i diritti attribuiti al minore italiano in affidamento familiare preadottivo, finché il provvedimento straniero di adozione non verrà trascritto nei registri dello stato civile su disposizione del Tribunale dei Minori.
Appare chiaro quindi come la procedura di adozione internazionale sia molto più tortuosa e complessa, nonché preveda dei costi non indifferenti rispetto all’adozione nazionale, che si aggirano tra i 12.000 e i 30.000 euro a secondo del paese prescelto.
Tuttavia rappresenta un’opportunità semplicemente meravigliosa, dunque, qualora desideraste comprenderla e valutarla più a fondo, vi consiglio di informarvi sul sito dalla Commissione per le Adozioni Internazionali.
Come aiutare un bambino tramite adozione a distanza?
Giunti a questo punto è possibile affermare che l’adozione nazionale, così come quella internazionale, sia un gesto estremamente arduo da sostenere, che comporta moltissimi sacrifici, percorsi molto rigidi da seguire e talvolta costi molto elevati.
Tuttavia non per questo dovete rinunciare al desiderio di aiutare dei bambini in difficoltà.
Esiste infatti una validissima alternativa alle modalità di adozione sopra elencate, che vi può permettere, con il minimo sforzo e dispendio di denaro, di garantire non solo la sopravvivenza, ma anche una valida istruzione e nuove opportunità ai bambini meno fortunati.
Sto parlando dell’adozione a distanza.
Questa rappresenta infatti una soluzione ottima e molto più accessibile, specialmente se non vi sentite pronti ad affrontare responsabilità troppo grandi o costi troppo elevati ma avete comunque il desiderio di donare amore a chi è meno fortunato.
Chiunque può adottare un bambino a distanza, anche un singolo, l’importante è essere maggiorenni e garantire di mantenere l’impegno abbastanza a lungo, almeno il tempo necessario per permettere al piccolo adottato di concludere un ciclo di studi.
La procedura per l’adozione a distanza è poi estremamente semplice: vi basterà contattare l’organizzazione prescelta, anche solo compilando il form sul loro sito, per poi contribuire con donazioni, che generalmente si aggirano intorno ai 30 euro mensili e possono essere sostenute mensilmente o anche annualmente.
Una volta ricevuto il primo pagamento diventerete ufficialmente genitori a distanza: riceverete così le prime informazioni sulla storia del piccolo, il quale viene scelto dall’associazione, prediligendo chi ha più bisogno.
Da quel momento in poi riceverete periodici aggiornamenti sulla vita del piccolo e, dopo un certo periodo di tempo che varia a seconda dell’associazione, vi sarà possibile effettuare videochiamate con il bambino o addirittura avere la possibilità di incontrarlo e conoscerlo di persona.
Diverse sono gli enti che permettono di compiere adozioni a distanza, al seguente link è possibile osservare un elenco di tutte le associazioni, organizzazioni, cooperative, ONLUS e NON profit in Italia che si occupano di questa iniziativa.
Adozione in Italia: una testimonianza concreta
É giunto ora il momento di trarre le conclusioni dell’articolo e affrontare il discorso riguardo l’adozione in maniera più concreta, più personale.
Nei precedenti paragrafi ho infatti descritto piuttosto formalmente i passaggi che occorrono e le procedure da affrontare qualora desideriate adottare un bambino, tuttavia è bene che abbiate un quadro completo della situazione e che sappiate anche ciò che realmente comporta l’adozione a livello emozionale e personale.
Per questa ragione presenterò in questo paragrafo conclusivo la testimonianza di Clara e Mattia, una coppia che ha affrontato concretamente la dura ma meravigliosa procedura di adozione in Italia.
“Sono passati ormai 18 anni dall’inizio della nostra esperienza adottiva, i ricordi sono in parte sfocati ma le emozioni sono ben fissate nella memoria” hanno affermato Clara e Mattia prima di iniziare a raccontarmi i momenti più significativi e intensi del loro percorso.
Questo è certamente stato costellato di difficoltà, lunghe attese e tanti timori, che sono tuttavia spariti in un secondo nel momento in cui hanno scoperto che sarebbero diventati genitori di un meraviglioso bambino di 3 anni: “felicità e paura si sono talmente fuse insieme che non siamo più riusciti a dormire nel nostro letto!” affermano.
Il primo incontro è stato per loro indubbiamente il momento più emozionante dell’intero percorso, durante il quale sono stati travolti da gioia e commozione al sentire il piccolo chiamarli fin da subito “mamma e papà!”.
Dopo una prima settimana di incontri graduali e controllati dall’educatrice che lo seguiva, hanno finalmente potuto portare il piccolo Luca a casa con loro, anche se per tempi ancora limitati. “I momenti difficili erano quelli di rientro in istituto, Luca era inconsolabile” raccontano Clara e Mattia.
Emozioni molto intense accompagnavano questi momenti, colmi di gioia nel vederlo così affezionato a loro, ma anche di dispiacere nel vederlo così triste quando si dovevano salutare. “Era bellissimo andarlo a riprendere la mattina seguente, ci aspettava fiducioso seduto su una panchina con la sua educatrice e appena ci vedeva esclamava:
”.
Una volta cominciato il periodo di affidamento preadottivo si sono iniziate ad osservare le prime piccole difficoltà. Avendo conosciuto solo figure femminili non sempre positive Luca ha messo più volte alla prova la mamma durante il primo periodo di permanenza, in seguito la situazione si è via via modificata fino a quando non ha cominciato a dare fiducia anche a Clara.
Infine, dopo un lungo anno pieno di emozioni è stato comunicato a Clara e Mattia che finalmente Luca era a tutti gli effetti loro figlio: “quando siamo tornati dal giudice la felicità si leggeva sul nostro volto tanto che ha esclamato
”.
L’esperienza di Clara e Mattia parla da sé: l’adozione è indubbiamente un’opportunità unica e meravigliosa, che riesce a colmare i cuori dei bambini, ai quali viene donata una famiglia, e degli adottanti, ai quali viene donata la possibilità di diventare genitori.
Tuttavia adottare è una decisione importante, dunque prima di intraprenderla dovreste essere ben consci di ciò a cui state andando incontro. Ricordate, non esiste un diritto dell’adulto all’adozione ma esiste quello di un minore ad avere una famiglia, è quindi importante essere assolutamente sicuri della scelta che state per compiere.
Per prepararvi a questo percorso esistono diverse possibilità, come la partecipazione ad incontri informativi organizzati dalle Associazioni di famiglie adottive e dai servizi socio-sanitari del comune di residenza.
Concludendo, come già ribadito più volte nel corso dell’articolo, l’adozione è un’opportunità magnifica ma mai scontata, ricordate che adottando avrete tra le mani la felicità e il benessere di un bambino e sarà solo vostro il potere di decidere se coglierla e coltivarla o meno.
Per questa ragione è bene che siate pronti ad affrontare ciò che vi aspetta e soprattutto che siate pronti a donare amore incondizionato al bambino che vi sarà affidato.
Per prepararvi all’ingresso di un nuovo membro in famiglia vi consiglio inoltre la lettura di questo altro articolo presente su questo blog:
Primo figlio: come cambia la vita di coppia. Intervista a Giusi e Giovanni
Video sull’adozione nazionale, internazionale o a distanza
Se questo articolo vi ha interessati, vi consiglio la visione di questi video esplicativi per prendere maggior consapevolezza di questo gesto:
https://youtu.be/e3KPyo49_gc
Libri sul tema dell’adozione
Qualora intendiate prendere seriamente in considerazione questa opportunità, vi presento alcuni consigli di lettura utili per prepararsi a questo gesto:
Pubblicato la prima volta il 6 Dicembre 2026 alle 08:00 e aggiornato recentemente per te!
Mi chiamo Silvia e sono una studentessa. Sono appassionata di musica, teatro e cinematografia. Ho sempre amato scrivere, sin da piccola. Più di recente ho invece scoperto la mia passione per la psicologia, in particolare per la psicologia sociale. Spero quindi che un giorno io possa integrare queste facoltà nel mio lavoro.








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