5 passi imparati oggi grazie a noi potrebbero salvare la tua convivenza domani!
Si sa: condividere i propri spazi e le proprie abitudini con qualcuno non è affatto semplice, persino se si tratta di famigliari o amici con cui c’è un forte legame, e ci possono essere tanti motivi di scontro.
La prima domanda da porsi però è: sono pronto ad uscire da casa mia e ad andare a vivere senza la mia famiglia?
Per risolvere i dubbi di partenza abbiamo degli ottimi suggerimenti proprio qui in Convivendo, nell’articolo Andare a vivere da soli.
Una volta pronti, nel momento in cui ci si ritrova a convivere con perfetti sconosciuti, come ci si deve comportare per gestire al meglio la cosa?
Ecco a voi una breve guida che spiega in 5 semplici passi come essere un buon coinquilino in questa situazione.
Regole da seguire fin da subito
Fondamentale è stabilire da subito le intenzioni di tutti i componenti della casa riguardo la gestione delle attività pratiche: si parte da quelle economiche, come il pagamento delle bollette, la spesa, la scelta della linea internet, e si arriva a quelle gestionali, come le pulizie settimanali, o l’organizzazione delle visite da parte di parenti, amici, partner o animali domestici. Può capitare che ci siano delle visioni diverse su questi punti, ma se tutto viene concordato fin da subito, sia tu che il tuo coinquilino perfetto saprete esattamente come agire, tenendo in considerazione l’altro.
Comportamenti da evitare in qualsiasi tipo di convivenza
Come in qualsiasi altro rapporto umano, in qualsiasi ambito, anche nella convivenza con uno sconosciuto deve esserci un ingrediente fondamentale: il rispetto.
E rispettare una persona con cui convivi significa rispettarne gli spazi e le esigenze. Aboliti quindi i rumori molesti della band che vi piace tanto a tutto volume, le liti con la fidanzata urlando a telefono, e le conseguenti riappacificazioni fin troppo vivaci.
Nella propria stanza può regnare il caos, ma negli spazi comuni è fondamentale mantenere ordine, soprattutto in cucina o in bagno.
Un grandissimo no alla cleptomania: nulla impedisce, nel momento in cui si crea un legame di confidenza con il coinquilino, di chiedere in prestito un capo di abbigliamento o un po’ di zucchero, ma solo e solamente grazie al permesso di quest’ultimo.
Anche la procrastinazione è sbagliata, se applicata nelle attività che per forza di cose hanno una conseguenza anche sull’altro.
Infine, bisogna prestare attenzione a non essere troppo invadenti: è apprezzabile quando si cerca di creare un legame che vada oltre quello di semplice condivisione di spazi e doveri, ma bisogna anche essere capaci di capire quando l’altra persona ha bisogno di privacy.
Come affrontare le questioni pratiche senza controversie
I fondamenti della risoluzione di qualsiasi litigio che si possa creare con l’altra persona si racchiudono in tre regole:
- avere pazienza
- coltivare il dialogo
- assumersi le proprie responsabilità
Soprattutto nel periodo iniziale è possibile che tutto quello che l’altra persona faccia risulti molto fastidioso, a volte quasi assurdo, ma dare luogo a litigi per ogni cosa, anche piccola, non è la soluzione più funzionale.
Infatti, la pazienza è la virtù più apprezzabile in questi casi, seguita dall’impegno nel mantenere sempre aperto un dialogo rispettoso in cui si comunica tutto quello che non va e che deve essere cambiato o chiarito, con i giusti toni.
Attenzione perché, anche involontariamente, potremmo essere noi ad avere comportamenti sbagliati! Per questo è importante sapersi assumere le proprie responsabilità, e cercare di cambiare in meglio.
Vivere la convivenza con persone di diversa nazionalità, cultura e religione
E se l’estraneo in questione possiede delle caratteristiche che lo rendono ancora più diverso da noi, tra cui la nazionalità o una religione diversa dalle nostra?
Questo punto è molto delicato, perché è possibile che determinate abitudini o credenze siano talmente lontane dalle nostre, e talmente radicate nell’altra persona, che affrontarle nella quotidianità cercando un compromesso potrebbe richiedere un ulteriore sforzo di comprensione.
Questo aspetto, sempre nei limiti del rispetto di spazi ed esigenze altrui, potrebbe invece essere un grande punto di partenza per allargare i propri orizzonti.
Scoprire delle realtà diverse rispetto a quelle in cui siamo abituati a vivere ci permette di imparare le radici culturali legate ad esse, e magari cambiare prospettiva.
Nelle migliori delle ipotesi si possono creare nuovi punti di vista, o banalmente imparare delle nuove ricette!
Oltre i 5 passi: le app per gestire al meglio la convivenza
Come ultimo passo, se avete bisogno di un aiuto tecnologico per amministrare e tenere traccia di tutti questi aspetti, ecco qui un elenco delle applicazioni più utili:
- Splitwise: app che aiuta a tenere conto delle spese di entrambi e divide precisamente le quote dovute da ogni coinquilino
https://play.google.com/store/apps/details?id=com.Splitwise.SplitwiseMobile&hl=it&gl=US - Ourgroceries: permette di condividere con i coinquilini la lista della spesa, tenendola sempre aggiornata
https://www.ourgroceries.com/overview - RoomMate: pianificazione delle faccende di casa, preparazione di promemoria per le bollette e chat apposita per parlare tra coinquilini. Cos’altro serve?
- Frigok: se sia tu che il tuo coinquilino avete una vita frenetica e siete spesso fuori casa ma non volete far scadere il cibo che avete comprato, quest’app segna la scadenza di ogni pietanza e la notifica a entrambi, per organizzare al meglio le successive spese. https://frigok.appstor.io/
Per concludere, creare un buon legame di convivenza con un coinquilino estraneo non è una semplice questione di fortuna, ma va costruito con il massimo impegno, trasformandolo magari in un coinquilino perfetto!
E chissà, da una base di rispetto reciproco, può nascere anche un’autentica amicizia!





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