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Un armadio per due: come condividere (gli spazi) convivendo. La storia di Tess e Giulio

Come condividere convivendo? Gli spazi non saranno più un problema grazie ai pratici consigli che vogliamo condividere attraverso l’esperienza diretta di Tess e Giulio che dimostreranno che è possibile condividere anche un armadio in due!

Come condividere convivendo? Gli spazi non devono essere un problema!

Prendendo spunto dalla storia di Tess e Giulio si possono raccogliere curiosi e utili consigli per poter imparare a dividere anche un singolo armadio!

Condividere gli spazi e la casa è un passo importante nella vita di una coppia. È normale chiedersi se il momento giusto sia arrivato, se finalmente ci si possa considerare pronti a fare il grande passo. D’altronde si sa, l’unione fa la forza, ma sono necessarie delle “regole di base” per una buona e sana convivenza.

È arrivato il momento giusto per iniziare a condividere gli spazi?

Non c’è un tempo da rispettare per poter iniziare una convivenza, ogni coppia è diversa, ciò che conta non è il calendario che sottolinea il tempo che passa, ma il fatto di sentirsi in sintonia e di essere in grado di immaginare di condividere gli spazi assieme al partner.

Dal racconto di Tess e Giulio:

Hanno capito di essere pronti a condividere gli spazi dopo un paio d’anni dall’inizio della loro relazione durante una vacanza in Spagna, quando si sono resi conto che condividere gli spazi in quella piccola casetta sul mare non era poi così male. Certo, erano consapevoli che la vita una volta tornati a casa non sarebbe stata la stessa, convivenza in vacanza o nella vita di tutti i giorni non sono certo la stessa cosa, ma in quel momento si sono sentiti preparati e forti nell’iniziare una nuova avventura.

Se una convivenza totale all’inizio può spaventare, perché costringersi a condividere tutti gli spazi immediatamente? Quando si sceglie di andare a convivere con il partner non per forza bisogna traslocare totalmente con scatole e scatoloni; è consigliabile partire a condividere gli spazi in modo graduale, iniziando prima a passare tutti i fine settimana insieme, poi dimenticandosi casualmente lo spazzolino nel suo bagno, lasciando intimo e pigiami nel suo armadio, … Fino a quando ci saranno più cose a casa dell’altro che nella propria!

Dove è meglio convivere?

Dopo aver capito che si è pronti per iniziare a condividere gli spazi è necessario definire il dove. Non tutte le coppie hanno già una casa a disposizione, o grandi disponibilità economiche che permettono di trovare la casa dei sogni al primo colpo.

Il nido d’amore non deve essere una villa con piscina o un attico nel centro della metropoli (anche se penso che nessuno avrebbe da lamentarsi! 😊), l’importante è che sia uno spazio accogliente, anche se piccolo, da poter chiamare casa e dove tornare dopo un’intensa giornata.

L’inizio della convivenza di Tess e Giulio:

Prima di trovare il loro nido d’amore hanno visitato tantissime case, perché sentivano che quella giusta ancora non l’avevano trovata, fino a quando non si sono imbattuti in un piccolo appartamento nella periferia di Milano. Dopo averlo comprato hanno subito iniziato ad arredarlo con gli oggetti che più piacevano loro e che più li rappresentavano.

Non è stata una cosa semplice, perché gli spazi erano pochi e le cose da portare tante, ma con i giusti compromessi la convivenza è iniziata. I litigi più accesi non sono stati per la scelta del colore delle pareti o il materiale del piano cottura, ma proprio per lo spazio negli armadi e negli scaffali.

Tess voleva comprare due scarpiere da mettere in anticamera, una grande per tutta la sua collezione di scarpe (ne è ossessionata) e l’altra più piccola per poter far appoggiare a Giulio ciabatte e scarpe sportive; Giulio dall’altro canto era consapevole che se avessero comprato due scarpiere sarebbero dovuti uscire loro di casa, lo spazio non era abbastanza.

Dopo una lunga discussione i due hanno deciso di acquistare una scarpiera a cinque piani, quattro per Tess e uno per Giulio; d’altrocanto si sa, per condividere gli spazi si deve anche scendere a compromessi.

Condividere gli spazi in una piccola casa può quindi non essere semplice, d’altronde la superificie non è tanta, e doversi dividere scarpiere e armadi può non essere l’ideale, ma la saggista francese Dominique Loreau nel suo libro: “Vivere in piccolo – la gioia di abitare in un pugno di metri quadrati” spiega la filosofia nipponica sul concetto di piccola abitazione.

E se volete dei consigli pratici per imparare a condividere gli spazi sfruttando ogni angolo della propria casa ecco quello che fa al caso vostro:

Nel pratico, come condividere gli spazi convivendo? Il fattore economico

Il fattore economico, anche se non è il primo pensiero quando si progetta una convivenza, è qualcosa che non si deve sottovalutare.

Condividere gli spazi convivendo vuol dire anche programmare come verranno suddivise le spese.

La scelta più ottimale e semplice, che difficilmente darà vita a discussioni, è la creazione di una sorta di “cassa comune” o spartizione a metà. Sono sicuramente cose poco romantiche, ma meglio parlarne all’inizio che trovarsi poi davanti a bollette e scontrini senza avere idea di come pagarli.

La divisione delle spese per Tess e Giulio:

Per dividere i conti hanno scritto una semplice “lista” di spese dove venivano indicate uscite ed entrate, per poter essere organizzati ed evitare di far sorgere litigi che avrebbero intaccato la loro convivenza.

Per i più “digitalizzati” si possono trovare tranquillamente delle app da scaricare per poter tenere i conti in famiglia.

E se questi consigli non ti soddisfano, puoi trovare ulteriori suggerimenti qui: Il budget di coppia: come gestire le spese di coppia.

Anche pulizia e cucina si possono condividere convivendo?

Condividere gli spazi in una convivenza vuol dire anche dividersi i compiti nella gestione della casa. Al giorno d’oggi sono superate le dicerie secondo le quali è la donna che si deve occupare della casa mentre l’uomo si deve preoccupare del mantenimento; con un buon compromesso e olio di gomito ci si può impegnare per tenere pulita la casa e provare nuove ricette in cucina.

Il modo migliore per decidere è quello di suddividere equamente le faccende domestiche, parlando anche di ciò che si preferisce fare e ciò che invece non si sopporta.

Non per forza poi pulizie e cucina devono essere attività pesanti e noiose, con un po’ di musica di sottofondo moccio e scopa per pulire possono diventare gli strumenti perfetti per iniziare un bel duetto canoro.

Condividere pulizia e cucina per Tess e Giulio:

In cucina si sono divisi i compiti in modo molto preciso: Giulio si occupa di primi o secondi mentre Tess ha il compito di cucinare dolci, per condividere un po’ di dolcezza a fine pasto. Per quanto riguarda le altre faccende domestiche, invece, Tess si è offerta volontaria di stirare tutte le camicie del compagno pur di non dover uscire di casa per andare a buttare la spazzatura.

 

Convivere è condividere non solo gli spazi

La convivenza non è soltanto condividere gli spazi fisici in casa, pulizie e cucina.

È importante in una relazione, ma a maggior ragione in una convivenza, parlare con il partner, raccontargli le proprie giornate, i momenti felici ed i successi ma anche i dubbi e le preoccupazioni. Il dialogo è la chiave di una felice convivenza assieme alla capacità di scendere a compromessi.

Compromessi e …

Giulio odiava condividere gli spazi in bagno, nell’armadietto non c’era posto nemmeno per il suo kit da barba; tutto era occupato dalle creme e dai profumi di Tess.

Dopo un primo periodo dove aveva cercato di farsi spazio silenziosamente nascondendo poco per volta le creme di Tess, si era deciso a parlarne con lei. Era bastato un semplice confronto per trovare un giusto compromesso: Tess avrebbe limitato il numero di profumi e creme, pensandoci bene, non le servivano tutti quei prodotti!

Dall’altro canto Tess non sopportava la divisa del calcetto che veniva abbandonata da Giulio sul letto dopo una partita con gli amici, anziché essere messa subito in lavatrice.

Dopo essere rimasta in silenzio per un primo periodo aveva deciso di “passare alle maniere forti”, lanciando addosso a Giulio la maglia non ancora lavata; lui ridendo aveva capito l’antifona e da quella volta nessuna divisa era più stata ritrovata sul letto.

… tradizioni per Tess e Giulio

Non hanno solo imparato a conoscersi e a condividere gli spazi in convivenza, ma hanno anche portato avanti delle piccole tradizioni per poter condividere del tempo insieme.

Almeno una volta al mese infatti i due organizzano una piccola gita fuori porta, e ogni volta visitano un posto diverso, appagando così la loro comune passione per i viaggi e le avventure.

Il mercoledì sera non si possono prendere impegni! È tradizione infatti che venga scelto un film (una settimana proposto da Tess e la successiva da Giulio), vengano spenti i telefoni e preparati pop corn e patatine per poter passare una serata-cinema sul divano, comodamente accoccolati sotto le coperte.

Una coppia quindi non deve soltanto condividere gli spazi di casa, ma è bene trovare del tempo per fare delle attività assieme, degli hobby che possano piacere ad entrambi, scoprire con il proprio partner qualcosa di cui prima si ignorava l’esistenza.

Allo stesso tempo però, bisogna essere in grado di ritagliare del tempo per sé stessi, continuando a frequentare il proprio gruppo di amici, andando ad una partita di calcetto o ad un corso di yoga, ricordandosi che la sera a casa si tornerà da una persona che ti ama e che è contenta di condividere con te anche il cassetto dei calzini.

Condividere gli spazi condividendo è quindi possibile?

Non importano i metri quadrati, il numero di cassetti o di mensole, i pollici del televisore, se si riesce in due a condividere un armadio, si è già a metà strada per una convivenza duratura!

E tu? Riesci a condividere gli spazi con il tuo partner? Parliamone nei commenti!

Ciao! Sono Veronica, una studentessa iscritta al corso di scienze psicosociali della comunicazione presso l'Università Bicocca. Sono curiosa e amo viaggiare.

Di Veronica Cereda

Ciao! Sono Veronica, una studentessa iscritta al corso di scienze psicosociali della comunicazione presso l'Università Bicocca. Sono curiosa e amo viaggiare.

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