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Passione CamGirl: intervista ad una giovane sexworker (e non solo!)

Cosa passa per la testa di una ragazza che fa video erotici online? La giovane Nives, CamGirl per passione, risponde a questa e ad altre domande scottanti sul mondo delle SexCam, svelando i segreti e i retroscena di una professione ancora troppo sottovalutata.

Fino a pochi decenni fa, il sesso era vissuto con estrema pudicizia, al limite del timore, e non c’era spazio per la libera espressione della propria sessualità, a patto di non voler compromettere irreversibilmente la propria reputazione, sia chiaro.

Oggi, però, le cose sono cambiate: i rinnovati valori della società e lo sviluppo delle nuove tecnologie hanno reso possibile vivere con più serenità il proprio corpo e ciò che si decide di fare con esso, incluse le SexCam, che permettono di guadagnare comodamente dalla propria camera da letto offrendo contenuti “a luci rosse” all’insaziabile pubblico di internet. Tutto grazie alla sola webcam del proprio computer!

Tuttavia, ancora troppe persone hanno una visione errata di quelle che sono state battezzate CamGirl, considerandole un po’ come delle escort mancate. Niente di più sbagliato, e per dimostrarlo abbiamo deciso di intervistare Nives, CamGirl per passione, nel tentativo di sdoganare alcuni stereotipi e conoscere i retroscena e il mondo interiore di una ragazza che sta dall’altra parte dello schermo (o, per lo meno, dalla parte meno comune).

Per cominciare vorrei che mi parlassi un po’ di te e dei motivi che ti hanno spinto a diventare una CamGirl.

Ammetto di non essere molto brava a fare le presentazioni, ma ci proverò. Ho vent’anni, vivo a Milano e studio Arti Visive all’Accademia delle Belle Arti di Brera. L’espressione artistica è il centro della mia vita e sono sicura che lo sarà per sempre, il mio obiettivo è fare della mia esistenza un’enorme opera d’arte. Inoltre, mi interessa molto la psicologia e seguo la filosofia buddista. Ah, quasi dimenticavo, nel tempo libero faccio anche piercing!

Mi sono avvicinata al mondo delle CamGirl grazie ad una ragazza che frequentavo e che me ne aveva parlato piuttosto bene. L’idea di guadagnare facilmente da casa è stato uno dei motivi che mi ha attirato sin da subito, e mentirei se dicessi il contrario, ma non è stato solo quello (anche perché per essere una CamGirl di successo bisogna investire considerevoli somme di denaro in “trucco e parrucco”). Nel mio caso, la ragione principale è stata la curiosità di conoscere meglio me stessa e di scoprire come si viva diversamente l’oggettivazione sessuale quando sei tu a sceglierla e a permetterla in un contesto di pura finzione e spettacolo.

Quanto conta l’aspetto fisico per essere una CamGirl?

L’aspetto fisico è importante solo se non crei un personaggio psicologicamente eccitante. In questo caso, infatti, risulta necessario essere per lo meno attraenti dal punto di vista estetico, perché altrimenti non si riuscirebbe a soddisfare nessuna pulsione dello spettatore, né fisica né mentale.

Personalmente preferisco curare più il piacere psicologico e creare eccitazione offrendo un “oggetto di piacere proibito”, più che tramite il semplice aspetto fisico. Questa scelta attira sicuramente un target di persone molto più particolare, a cui interessa ben poco dell’oggettiva bellezza estetica della CamGirl.

Inoltre, credo che creare un personaggio aiuti a prendere le distanze da quello che fai. Infatti, mi sentirei fortemente a disagio se fosse la “vera me” ad essere oggettivata sessualmente, ma quando ad esserlo è il mio personaggio, Nives, lo trovo curiosamente eccitante.

E tu, in particolare, che personaggio hai creato per le tue Cam?

Il mio personaggio è quello di una bambina dolce e indifesa, bisognosa di cure e affetto. Il mio pubblico trova questa immagine straordinariamente eccitante e a me piace molto rappresentare per gli uomini una meta libidica particolare, che non potrebbero raggiungere nella vita reale per questioni legali ed etiche. Ciò per me non significa incentivare tendenze pedofile, quanto permettere di sublimare una naturale pulsione di accudimento e protezione, realizzandola in una realtà fittizia a sfondo sessuale e in cui si riceve sempre un feedback positivo.

Che tipo di contenuti proponi alla tua audience?

Beh, diciamo che mi piace variare molto. A volte faccio finta di essere una studentessa e invito gli utenti a distrarmi dallo studio, altre volte inizio ballando e vedo come si evolve la situazione. Anche per questo trovo stimolante fare la CamGirl: si tratta di un’attività che può diventare estremamente creativa. Il sito che utilizzo, Chaturbate, dà inoltre la possibilità di far guadagnare tramite giochi in stile ruota della fortuna, o di fare Cam private.

Mi piace anche usare molti sextoys colorati, come dildi, plug anali o vibratori bluetooth, che possono essere attivati a distanza dallo spettatore tramite versamento di denaro (il mio preferito è Lush 3 by Lovense).
Un piccolo segreto: il piacere procurato da questi giocattolini è decisamente minore di quanto possa sembrare dallo schermo. È lì che si riconoscono le bravi attrici!

Quindi per te essere una CamGirl è anche una questione di creatività. Qual è allora la richiesta più strana e creativa che ti abbiano mai fatto?

Come ho già detto, mi piace offrire più piacere mentale che prettamente estetico. Questo attira un target molto particolare e con richieste più bizzarre della media.

Una volta, ad esempio, un utente mi ha chiesto di inquadrarmi mentre indossavo, uno dopo l’altro, i vestiti nel mio armadio, senza fare alcun che di sessualmente esplicito. O, ancora, ricordo di quando uno spettatore mi ha pagato per masturbarmi sulle note di un brano degli anni ’70 di Patti Smith, che, a mio parere, di eccitante aveva ben poco. “Gloria (In Excelsis Deo)” mi pare fosse il titolo della canzone.

E hai mai paura di chi sta dall’altra parte dello schermo?

Più che paura, ho ansia di provare ribrezzo se vedessi chi c’è dall’altra parte, per questo non faccio mai attivare la webcam agli spettatori. Preferisco di gran lunga comunicare con loro tramite chat, perché così posso conoscerli in un modo più puro, ma anche distaccato.

Forse è un approccio un po’ codardo da parte mia, ma mi ha permesso di instaurare rapporti più sinceri, arrivando a provare seria eccitazione ed interesse per la persona dall’altra parte dello schermo. Con qualche utente ho persino parlato di vicende e curiosità personali, scambiato opinioni su musica, libri e tanto altro.

Per concludere, cosa vorresti dire a chi pensa ancora che tutte le CamGirl siano ragazze senza talento e poco per bene?

Credo che quello delle CamGirl sia un gruppo molto eterogeneo, quindi potrebbe anche essere che alcune di loro siano effettivamente senza talento. Ci sono però moltissime CamGirl che dimostrano una creatività e un “occhio artistico” incredibile. Per me queste sono ragazze di talento, indipendentemente dall’ambito in cui decidano di esprimerlo. Inoltre, parlando di sessualità, il concetto di “poco per bene” mi fa un po’ ridere.

Nel sesso non esiste il “per bene” assoluto, esistono solo convenzioni che, in quanto tali, posso e voglio rifiutare.

Inoltre, al di fuori della sfera sessuale, la maggior parte delle CamGirl sono effettivamente ragazze per bene. Molte di noi studiano, fanno altri lavori, coltivano moltissimi interessi (e non di natura sessuale). Credo che sia necessario normalizzare questa professione e rendersi conto che dietro una CamGirl si nasconde una persona vera, con una storia, dei sogni e anche dei problemi. Come in ogni cosa nella vita, non bisogna fare di tutta l’erba un fascio!

Letture e prodotti consigliati

Se vuoi scoprire di più sul mondo delle CamGirl, ti suggeriamo la lettura di questi interessanti articoli:

Il sesso con il tuo partner è diventato monotono e vorresti aggiungere un pizzico di creatività? O, magari, desideri conoscere meglio il tuo corpo e scoprire le nuove e grandi gioie del piacere autoindotto?
In entrambi i casi, ti consigliamo vivamente di dare una sbirciata ai sextoys usati da Nives, la nostra CamGirl di fiducia (e le uniche urla in casa saranno quelle di piacere!):

Dopo averli provati, facci sapere come è andata nei commenti qui sotto!

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Mi chiamo Ennio, ho vent'anni e frequento il corso di Scienze Psicosociali della Comunicazione all'Università di Milano-Bicocca. Sin da piccolo sono appassionato di psicologia e scrittura, così come di comunicazione in generale. L'espressione creativa per me è qualcosa di fondamentale, per questo mi piace dedicarmi a molte attività artistiche, tra cui la fotografia, il doppiaggio e la musica, in cui posso dare sfogo al mio mondo interiore grazie all'arma più bella e potente che esista, quella della parola.

Di Ennio Lauretta

Mi chiamo Ennio, ho vent'anni e frequento il corso di Scienze Psicosociali della Comunicazione all'Università di Milano-Bicocca. Sin da piccolo sono appassionato di psicologia e scrittura, così come di comunicazione in generale. L'espressione creativa per me è qualcosa di fondamentale, per questo mi piace dedicarmi a molte attività artistiche, tra cui la fotografia, il doppiaggio e la musica, in cui posso dare sfogo al mio mondo interiore grazie all'arma più bella e potente che esista, quella della parola.

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