Categorie
Relazione e crisi di coppia

Monogamia: è naturale? o semplice costrutto sociale?

Tasso di divorzi esploso, tradimenti presenti nel 70% delle relazioni, frustrazioni, gelosie, terapie di coppia, guru, chi non ha mai provato quanto possa essere opprimente un relazione? Siamo quindi sicuri che la monogamia sia naturale?

Tasso di divorzi esploso,  tradimenti presenti nel 70% delle relazioni, frustrazioni, gelosie, terapie di coppia, psicologi, guru,  cartomanti, chi non ha mai provato sulla propria pelle quanto possa essere opprimente un relazione? Siamo quindi sicuri che la monogamia sia naturale?

Cos’è la monogamia?

Solitamente quando si parla di monogamia, il primo aspetto che ci viene in mente è quello delle relazioni romantiche/sessuali, ma la monogamia non si limita solo a questo.

Ogni tipo di relazione e ogni aspetto della relazione può essere monogamo o poligamo, in base alle circostanze e alle necessità, ad esempio l’amicizia solitamente è un tipo di relazione poligama, io posso avere più amici, mentre il lavoro solitamente è monogamo.

Soffermandoci però sulle relazioni sentimentali, con esse generalmente intendiamo una relazione che soddisfi aspetti emotivi e sessuali. Ma la relazione può soddisfare anche altri tipi di bisogni, ad esempio materiali, finanziari, mentali ecc.  Solitamente nelle relazioni sentimentali le persone scelgono la monogamia, quindi questo implica che una singola persona debba soddisfare tutti questi bisogni? Purtroppo no, sarebbe impossibile ed è per questo che molto spesso le relazioni finiscono.

Quindi l’uomo è monogamo?

Monogamia: è naturale? o semplice costrutto sociale? • monogamiaLa risposta a questa domanda non è semplice, ci sarebbero molte variabili da prendere in considerazione, ancora non molto chiare, ma considerando i dati sopracitati e dall’esperienza che dalla realtà traspare sembrerebbe di no. Anzi, il solo fatto di chiedersi se l’uomo sia monogamo o meno implicherebbe in una certa misura la non monogamia.

Quindi no, l’uomo potenzialmente non sarebbe portato a livello biologico ad essere monogamo, il discrimine per stabilire ciò come avviene con le specie animali è l’istinto, ovvero la voglia di accoppiarsi con un terzo diverso dal proprio partner. Quindi, se stando in una relazione amorosa monogama, e vedendo passare una ragazza/o istintivamente proviamo attrazione fisica questo già basterebbe a classificarci tra il 97% delle specie animali poligame.

Alla luce di quanto detto quindi anche la percentuale delle persone che non hanno mai tradito sono poligame, in quanto il solo fatto di avere l’istinto anche se evidentemente messo a freno per svariati motivi le rende poligame. Per l’uomo, quindi mantenere la fedeltà sessuale richiede un continuo sforzo di autocontrollo: più che condannare chi non resiste, dovremmo stupirci per tutti quelli che ci riescono.

In pratica, la monogamia viene (implicitamente) vissuta come un contratto che dice “Non farò quello che vorrei, così anche tu non farai quello che vorresti – e che temo” (ovvero interessarsi ad altre persone, farci sesso, e magari preferirle a noi), secondo quindi una monogamia sentimentale ma una poligamia sessuale.

Allora la monogamia è un costrutto sociale?

La risposta anche in questo non è banale né di semplice intuizione. Il fatto che come abbiamo esposto, l’uomo abbia degli istinti non implica necessariamente che la monogamia, o più in generale la coppia (standard) sia un costrutto sociale, e che non vi siano cause biologiche.

Questo perché esistono dei sentimenti comuni all’uomo (inteso come specie) assolutamente istintuali, come la gelosia o il piacere di sentirsi amati in maniera esclusiva. Quindi nonostante l’uomo abbia degli istinti potenzialmente non coincidenti con la monogamia ha altresì istinti e volontà di non infrangere la monogamia. La gelosia che si prova, ad esempio quando vediamo qualcuno che corteggia il nostro partner è fisiologica e normale, (salvo che non si ricada nel possesso) non è sintomo di chiusura mentale, anzi secondo molti antropologi la monogamia avrebbe delle spiegazioni molto efficienti:

  • Accudire e far crescere al meglio la propria prole (causa il lunghissimo periodo di cure parentali necessarie al raggiungimento dell’autonomia della prole a differenza di quanto accade negli animali);
  • Divertimento (fare molto sesso, senza più la necessità d’ingaggiare sanguinose lotte con i rivali);
  • Suddivisione dei compiti e condivisione delle risorse (ridotto stress);
  • L’“amore” tra i due partner (legami sentimentali duraturi e profondi, che arrecano un appagante benessere psico-fisico);
  • Motivazioni economiche (assistenza reciproca, messa in comune dei beni);
  • Ridotto rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili.
  • Quindi la monogamia sembrerebbe più che un costrutto sociale il frutto di precise valutazioni evoluzionistiche molto funzionali.

Ma allora perché sembra che la monogamia non funzioni più?

È sempre più evidente come sia difficile dare senso e stabilità alle relazioni. Si fa fatica a legarsi in maniera duratura. Questo cambio culturale si riflette nell’aumento delle separazioni: in Italia, secondo i dati Istat, dal 1995 al 2010 si è passati da 158 separazioni e 80 divorzi ogni mille matrimoni a 307 separazioni e 182 divorzi. Ma questi dati sono solo la punta dell’Iceberg dei limiti intrinseci della monogamia legati all’uomo moderno.

Perché tutto questo? Secondo alcuni studiosi di psicologia possiamo individuare almeno tre ragioni fondamentali del perché questo avviene:

 

La recente diffusione del “paradigma della sperimentazione”. Ossia la tendenza a un’allargata sperimentazione a livello affettivo e dei rapporti amicali e sociali che induce a non ritenere alcuna scelta di vita, anche sentimentale, definitiva e degna di reale impegno nel lungo tempo.

 

Nel passato, l’acquisizione di un’identità adulta era connessa ad alcuni marcatori di passaggio, come il matrimonio, che rappresentava una relazione di coppia stabile sancita da un contratto pubblico e da un patto privato.

L’attuale sistema di valori è improntato sull’autorealizzazione: la relazione di coppia è vincolata alla ricerca di uno spazio di espansione e conferma del sé personale a discapito del sé relazionale.

È questo l’esito di un clima e di modelli culturali molto diffusi, in Europa come negli Stati Uniti, nelle quali prevale il perseguimento dell’interesse personale e dell’auto-realizzazione, filosofia di vita che non trova precedenti nelle culture classiche e moderne.

 

La recente concezione, soprattutto occidentale, della relazione di coppia come luogo dell’amore “emozionale”. Ossia come stato emozionale di assorbimento dell’altro in sé, che trascura l’idea di un amore basato su mutua e reciproca fedeltà, cura, rispetto, responsabilità e impegno a lungo termine.

 

La relazione di coppia sembra oggi essere basata, più che sull’impegno esplicito e duraturo, sulla passione e sull’intimità, sulla ricerca di “emozioni forti” che possano confermare, l’immagine di sé costruita nel processo di conseguimento della propria auto-realizzazione.

 

L’aspetto di vincolo che le relazioni portano con sé è oggi il più problematico, l’uomo moderno aborrisce i vincoli, non vede l’aspetto di arricchimento e di risorsa che le relazioni contengono in sé, vede solo il suo diritto, vorrebbe poter entrare e uscire dai legami a suo piacimento; li vorrebbe intensi e leggeri.

 

Negli ultimi anni, l’acquisizione di un’identità adulta coincide con l’assunzione del ruolo genitoriale, evento che sembra acquistare tale valore a prescindere dalla realizzazione o meno di una relazione di coppia stabile, oggetto di impegno e dalla presenza di un’identità di coppia.

Il vincolo di filiazione sembrerebbe l’unico motivo su cui investire in modo certo e continuativo verso la monogamia. Il figlio è oggi l’asse indissolubile della famiglia e sembra rimpiazzare la debolezza del legame di coppia, dando senso e stabilità alla coppia, a fronte della sua forte instabilità. Pensiamo al progressivo aumento di coppie che decidono di dare stabilità al patto solo dopo la nascita dei figli.

Svincolata da ogni appartenenza, la coppia rinuncia ad investire sul suo legame per riversare tutta la progettualità solo su quello con il figlio, ma la stabilità della coppia non può dipendere dai figli.

Monogamia come cura di sé

È altrettanto cristallino che uno dei motivi principali per cui la monogamia sembra non funzionare, è che per molto tempo si è fatto coincidere il termine monogamia con la cura di sé.  Credendo che il proprio partner debba soddisfare tutti i nostri bisogni.

Come si è detto in precedenza la relazione sentimentale dovrebbe soddisfare bisogni sessuali ed in parte emotivi. Assistiamo così ad alcune derive relazionali, in particolare oggi osserviamo un pericoloso sbilanciamento, si considera il proprio partner come un eroe, lo si idealizza ad una figura simile a quella di un salvatore, come colui che ci salvi dalla nostra instabilità mentale, dalla nostra solitudine, dai problemi finanziari, e da chissà quali altri disagi che ci affliggono.

Per intenderci, se per soddisfare i nostri bisogni materiali, ad esempio borse, scarpe, case, auto, libri ecc. noi (e per riflesso quindi la società) ci siamo accorti che un solo negoziante non è sufficiente e di conseguenza ci siamo organizzati segmentando e suddividendo vari luoghi differenti dove poter soddisfare i nostri bisogni, per quanto riguarda i bisogni emotivi-emozionali siamo in uno stato di consapevolezza primordiale.

Di conseguenza, la monogamia è soggetta a facili delusioni e rotture, perché è sovraccarica di aspettative e illusioni. Ci si attende spesso dalla relazione un rapporto fusionale, senza divergenze e difficoltà, ma questo bagaglio di aspettative così elevate, che idealizza un rapporto di coppia non eticamente orientato e nutrito, si presta a inevitabili delusioni. Purtroppo questa visione è stata per anni cavalcata dai film hollywoodiani e dalla narrazione romanzesca di stampo platonico-dantesco, alimentando una sorta di “ipnosi collettiva” in cui la monogamia viene elevata a mito, e difficilmente viene messa in discussione.

Inoltre come lo psicologo Daniel Gilbert (autore di “Felici si diventa”) ha osservato, prevediamo ciò che ci renderà felici in futuro basandoci su come ci sentiamo nel presente. Infatti una neo coppia pianificherà il proprio avvenire pensando erroneamente che proverà le stesse sensazioni negli anni avvenire, ma ciò quasi mai è vero. Un “ti amerò per sempre” è sincero, ma non è frutto di attenta valutazione! la dopamina dopo un po’ si esaurirà. L’innamoramento così come l’amore purtroppo non è qualcosa di metafisico o trascendentale, esso è esplicabile tramite dei processi chimici che come ogni processo chimico ha una durata limitata.

Conclusioni sulla monogamia

Attualmente la scelta della monogamia si colloca in una dimensione quasi paradossale: osserviamo continuamente chiari segnali di crisi e di fragilità, espressi sia dall’elevato numero di separazioni sia dalla sempre crescente difficoltà ad immaginare un legame che possa essere “per sempre”, ma nonostante ciò la monogamia perdura come la scelta di vita maggiormente desiderabile basti guardare soprattutto all’alto numero di matrimoni e alle persone separate che dopo la fine dell’ultimo ricercano una nuova relazione di coppia, andando a configurarsi in una sorta di monogamia seriale.

Purtroppo, spesso bisognerebbe imparare a stare in solitudine, bisognerebbe essere sinceri con sé stessi senza ricadere nel bias di conferma che ci risalta i pochi casi di coppie durature come i nostri nonni, o la coppia famosa e (spesso falsamente) felice, cercando di capire se la monogamia oltre ad essere quello che vogliamo sia veramente la strada migliore per noi.

Del resto quei film e quei romanzi, non narrano mai di quello che succede in seguito; le commedie romantiche si fermano alla fase dell’idillio, allo “stato nascente” in cui la vita appare straordinaria e tutto sembra possibile, ma detto ciò, parafrasando qualcuno più grande di me “Così è (se vi pare)”.

Consigli di lettura sul tema “Monogamia e difficoltà di coppia”

Se sei interessato ad approfondire l’argomento di consiglio questo libro:

Dopo averlo letto lascia un commento qui sotto!

21 anni, studente di Economia e Amministrazione delle imprese. Fin da piccolo ho sempre avuto una sola passione: il sapere. Possiamo parlare di tutto dal calcio fino alla filosofia passando per l'economia. Non incontrerai mai più una persona come me! In medio stat virtus.

Di Mattia Mazzei

21 anni, studente di Economia e Amministrazione delle imprese. Fin da piccolo ho sempre avuto una sola passione: il sapere. Possiamo parlare di tutto dal calcio fino alla filosofia passando per l'economia. Non incontrerai mai più una persona come me! In medio stat virtus.

Visualizza archivio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Aggiornamenti, news e strumenti per migliorare e vivere meglio in coppia.
    Ti aggiorneremo ogni volta che pubblichiamo un post (una volta alla settimana)

    Per tutti gli iscritti DUE BONUS A SOPRESA nella tua casella e-mail!

     

  • Exit mobile version