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La nostra storia di convivenza

Gravidanza e convivenza improvvisa

Aspettate un bambino ma non convivete ancora? Vi sentite impreparati ad affrontare una gravidanza e una convivenza improvvisa? È assolutamente normale e tutti i (futuri) genitori ci sono passati. Questo articolo contiene una preziosa testimonianza.

Gravidanza e convivenza improvvisa: la storia di Marina e Roberto

Avete scoperto da poco di essere in dolce attesa e non sapete cosa fare? Vi sentite impreparati ad affrontare una gravidanza e una convivenza improvvisa? Avete paura che il bambino in arrivo possa condizionare tutti i vostri progetti, sia individuali, che di coppia?

Se vi state ponendo queste domande, siete nel posto giusto: la storia di Marina e Roberto mostra come tutto è possibile se fatto insieme.

Gravidanza inaspettata e convivenza: l’avventura di andare a vivere insieme

La scoperta di aspettare un bambino dovrebbe essere un momento di gioia. Non sempre è così, soprattutto per una studentessa all’ultimo anno di liceo che desidera continuare gli studi. È questa la storia di Marina (18 anni) e Roberto (19 anni), ambientata negli anni ‘80, in cui la leva militare era ancora obbligatoria.

Marina: “Quando ho scoperto di essere incinta, il panico. Cosa facciamo?”

Dopo un primo momento di disorientamento e paura, prendono una decisione: si sposano, tre giorni dopo la maturità di lei, e vanno subito a vivere insieme dalla zia di lui per 6 mesi. Grazie al matrimonio anticipato, Roberto è così potuto rimanere a casa per sostegno familiare, con moglie e figlio a carico, che altrimenti non avrebbe potuto mantenere.

Marina: “Abbiamo fatto una scelta improvvisa senza risorse economiche e senza l’appoggio totale dei genitori. Il fatto di essere rimasta incinta è stato un anticipare quello che avremmo voluto nel futuro; si sono sovrapposti degli eventi che volevamo comunque.”

Dopo 6 mesi nasce il bambino e i due si trasferiscono in un appartamento inutilizzato: così inizia la loro vita insieme, con un figlio piccolo e nuove responsabilità. Ci sorprende come, nonostante siano passati 34 anni da quel momento, la coppia sottolinei che la loro voglia di stare insieme fosse più forte di qualsiasi difficoltà.

Dall’essere figli a diventare genitori: come cambia la vita in casa

Condividendo la casa con il partner per la prima volta, ci si aspetta che le proprie abitudini si scontrino in quanto le famiglie di provenienza hanno, per forza di cose, usanze diverse. Non è questo il caso di Marina e Roberto, che non hanno trovato problemi nella convivenza e nella gravidanza improvvisa. Alcune cose però sono cambiate dopo aver lasciato il nido materno:

  1. Responsabilità
    Marina: “Siamo diventati di colpo grandi, pur essendo sempre dei ragazzini.”
    È importante capire subito di avere delle responsabilità: le decisioni vanno prese insieme, pur scontrandovi, specialmente se i genitori non vi consigliano come comportarvi.
  2. Supporto reciproco
    Diventare genitori implica avere un doppio ruolo: genitore e amante. Marina e Roberto ricordano che i loro unici obiettivi erano stare insieme, far funzionare la coppia perché lo volevano (non perché costretti), e far star bene il bambino. Il loro benessere di coppia si rifletteva automaticamente sul piccolo.
  3. Condivisione
    Roberto: “Abbiamo sempre condiviso tutto. Non sentivamo l’esigenza di ritagliarci i nostri spazi, perché i nostri spazi erano stare insieme.”
    La coppia non ha mai sentito la necessità di suddividere tempi e spazi, soprattutto i primi anni. Se lei leggeva, lui suonava la chitarra sul balcone. Se volevano fare un giro, andavano insieme a Milano col passeggino.
    Marina: “Eravamo tutti coinvolti, eravamo sempre tutti insieme.”
  4. Comunicazione
    La comunicazione è centrale. È essenziale sentirsi liberi di poter parlare di qualsiasi cosa, esprimere il proprio pensiero, giusto o sbagliato che sia. In questo modo si possono evitare discussioni inutili dovute all’incapacità di esprimere correttamente le proprie emozioni.

Le difficoltà di essere due giovani genitori conviventi

Affrontare precocemente una gravidanza e diventare genitori quando si è ancora “troppo figli” è già una bella sfida. Se in più si aggiungono il mancato supporto da parte dei genitori e l’assenza di risorse economiche quando si va a convivere, la questione si complica.

Marina non riesce a trovare lavoro perché ha un figlio piccolo e non lo trova finché il bambino non compie 3 anni. Durante quel periodo si sente un peso verso Roberto, che deve mantenere da solo tutta la famiglia con uno stipendio che, oggi, corrisponde a 600 euro al mese.

Nonostante ciò, dicono: “Non l’abbiamo vissuta in modo difficile, non era un peso che lui portasse a casa quello stipendio. Vivevamo sereni, volevamo solo stare insieme.”

Ricordano un aneddoto relativo alla loro prima casa che definiscono “un buco di 40 metri quadri”. In bagno non c’è né la vasca né la doccia, quindi al mercato comprano una tinozza che ogni volta devono riempire d’acqua, con delle pentole, per potersi lavare. “A noi andava bene così. La cosa bella di quella casa era il balcone dove suonavo la chitarra” dice Roberto.

In ogni caso, la principale difficoltà è stata “affrontare delle cose che non avevamo mai affrontato: andare in banca, in posta. Come si fa? Ci vedevano come dei bambini e questo ci metteva un po’ in soggezione. Dovevamo dimostrare agli altri di essere credibili e responsabili.”

Neo-genitori: come gestire le spese quando si va a convivere

Andare a convivere con un figlio piccolo, avendo dei soldi da parte o grazie all’aiuto dei propri genitori, permette di avere una certa tranquillità. Partire da zero è ben diverso.

Ricordiamoci che Marina è appena uscita dal mondo della scuola e Roberto ha uno stipendio scarno, con il quale però riescono a vivere. Pagano le bollette (che arrivano ogni due mesi, quindi riescono ad organizzarsi) e fanno la spesa (esclusivamente nei discount).

Roberto: “Ci prendevano in giro perché andavamo al discount: facevamo la spesa una volta al mese per i cibi a lunga conservazione. Cercavamo di risparmiare su quello.”

Per ulteriori consigli su come risparmiare, in questo articolo vi presentiamo un software che aiuta nella gestione delle spese.

Inizialmente non hanno la macchina, quindi neanche l’assicurazione da pagare; i vestiti per il bambino arrivano da amici di conoscenti; l’affitto della prima casa lo paga interamente la mamma di Roberto per un anno.

In generale riescono a vivere tranquillamente ma senza mettere soldi da parte e senza permettersi sfizi. Puntualizzano però: “Al bambino non doveva mancare niente, piuttosto preferivamo rinunciare noi a qualcosa.”

Dopo un anno, Roberto cambia lavoro, gli stipendi iniziano a cambiare e con quelli, anche la loro situazione. Si trasferiscono riuscendo a pagare tutte le spese autonomamente, fanno la patente e comprano la prima macchina. Il loro trucco è stata una buona gestione dei soldi, ovvero il saper come usarli senza sperperare, ma solo per le cose essenziali.

Consigli per affrontare la gravidanza e la convivenza improvvisa

Dare dei consigli in questo ambito è impegnativo, dato che ogni esperienza è soggettiva e ogni coppia vive situazione diverse. Così abbiamo chiesto a Marina e Roberto: “Se aveste davanti voi stessi, ma da ragazzi, che consigli vi dareste col senno di poi?”

Marina: “Io posso dire che, forse, avrei dovuto avere meno paura. In certi momenti, soprattutto all’inizio, avevo paura. Vorrei che nessuno passasse quello che abbiamo passato noi.”

Essere terrorizzati davanti ad una situazione che non possiamo controllare è fisiologico. È importante chiedere aiuto ad amici, familiari o professionisti per poter ricevere supporto psicologico. Se state cercando degli psicologi economici a Milano, vi consigliamo di consultare questo sito.

Roberto, invece, ci pensa su: “Io direi a me stesso di non ascoltare tutto quello che ti dicono contro, lo fanno per buttarti giù. Quando ti dicono che non sei adatto per fare qualcosa, non è vero, è che non hai esperienza. Fatti esperienza sul campo, impara tutto quello che puoi perché prima o poi ti sarà utile.”

Ci auguriamo che questo racconto sia d’ispirazione e che trasmetta un po’ di speranza: con la forza di volontà, la determinazione e la voglia di stare insieme, si può ottenere ciò che si vuole. Si può addirittura affrontare una convivenza improvvisa e una gravidanza a soli 20 anni!

Se volete condividere la vostra storia o avete domande, scriveteci e noi vi leggeremo.

Alcune letture sul tema “gravidanza e convivenza improvvisa”

Ecco 3 libri per approfondire il tema della gravidanza e della convivenza:

Quando li avete letti, lasciate un commento qui sotto.

Ho 22 anni e studio Scienze Psicosociali della Comunicazione presso la sede di Milano-Bicocca. Mi piace la psicologia, cucinare dolci e il mio gatto Siberiano.

Di Dana Lucchin

Ho 22 anni e studio Scienze Psicosociali della Comunicazione presso la sede di Milano-Bicocca. Mi piace la psicologia, cucinare dolci e il mio gatto Siberiano.

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