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La nostra storia di convivenza

Ridere, ridere, ridere ancora

Forse la sensazione che stiamo costruendo qualcosa insieme, che stiamo compiendo un grande passo che tutto sommato corona i sentimenti tra noi, la voglia di stare insieme e di giocare il nostro gioco, fino in fondo.

Cosa ci fa mantenere il sorriso quando le cose si accavallano così e lo stress si fa sentire ora dopo ora, giorno dopo giorno? L’ottimismo? Uno stupido e insensato sense of humor? La marijuana che non fumiamo, ma che sappiamo che esiste nel mondo?


Non lo so. Forse la sensazione che stiamo costruendo qualcosa insieme, che stiamo compiendo un grande passo che tutto sommato corona i sentimenti tra noi, la voglia di stare insieme e di giocare il nostro gioco, fino in fondo.

È questa la sensazione che mi coglie quando penso a cosa ci sta accadendo. Con un po’ di incoscienza ci siamo lanciati in questa impresa ed è quell’incoscienza degli eroi, un misto di follia, coraggio, avventura ed entusiasmo.

Lo so, sto un po’ romanzando la cosa, che in realtà è leggermente più razionale di quanto si possa pensare, ma in effetti qualche sfumatura romantica e folleggiante ce l’ha.

Penso a certe copie, di cui raccontiamo anche nel blog, che temono questo passaggio, non cogliendo la sfida cui fa implicitamente riferimento. Penso a quell’inutile attesa che strugge in qualche modo e che giorno dopo giorno impoverisce un pezzo della relazione, alludendo ad una famiglia di domande: perché non siamo ancora andati a vivere insieme? Cosa c’è in lui/lei che non lo/la convince e lo/la sprona ad agire in questa direzione? Quando sarà il momento giusto per andare a convivere? Cosa stiamo aspettando?

Domande logoranti, che amplificano il dubbio che sono neglette di un’altra famiglia di fenomeni che assume diverse etichette: ricerca, sperimentazione, avventura, scommessa, gioco, sfida. Questi sono ingredienti di una ricetta che può rinnovarsi ogni giorno anche se chiede una cottura lunga, attenta, accurata, con un continuo rimescolamento degli ingredienti.

Svegliarsi al mattino insieme, fare colazione, cazzeggiare sul divano, impigrirsi fissando il soffitto, invitare amici a cena, tornare a casa inzuppati dopo un acquazzone e lanciarsi insieme sotto la doccia, scorrere gli scaffali alla ricerca degli ingredienti della zuppa di miso, scegliere il cuscino o la stampa da mettere sopra il letto.

Queste sono le immagini che ora ci accompagnano e che sono il segreto per continuare a sorridere, anche se il montatore dei mobili continua a camminare sui nostri scaffali.

E per questi 33, questo è il regalo più bello!

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