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Esperienze e viaggi in coppia La nostra storia di convivenza

Due cose che si possono fare sul divano

Lo sappiamo: sono molte di più le cose che si possono fare sul divano, ma oggi non parliamo di posizioni kamasutriche nè tantomeno dei dodici modi per far eun sonnellino (che poi si riducono ad uno: Sdraiati e dormi!).

Lo sappiamo: sono molte di più le cose che si possono fare sul divano, ma oggi non parliamo di posizioni kamasutriche nè tantomeno dei dodici modi per far eun sonnellino (che poi si riducono ad uno: Sdraiati e dormi!).

No sul divano si possono fare due cose che fanno molto bene: leggere un libro e guardare un film.

Questa volta abbiamo trovato uno strano ponte tra un film e un libro che, forse, ad alcuni è sfuggito. Ma veniamo ai fatti.

Sabato sera abbiamo visto Ratatouille, film d’animazione della Disney che racconta la storia di un topo con la passione della cucina. Decisamente carino: vivace, veloce, dinamico, spiritoso, intelligente e con la solita generosa manciata di buoni sentimenti. Non troppo mieloso, non troppo buonista, insomma equilibrato ma stimolante (ovviamente se vi piacciono i film di animazione).

Quando Linguini (il co-protagonista umano) viene assunto definitivamente come cuoco, Colette (l’unica donna della cucina) gli racconta la vita ai fornelli: spiega i ruoli, i personaggi, le tecniche, le difficoltà della cucina.

La scena dura cinque minuti e sembra di sentire la voce di Antony Bourdain in “No reservations” o in “Il viaggio di un cuoco“. Ma chi è costui?

Antony Bourdain è l’autore di Kitchen Confidential e il Il viaggio di un cuoco, da cui provengono anche le due serie televisive di cui sopra. Kitchen Confidential, a mio avviso, è un capolavoro: ti fa venir voglia di mollare tutto e dedicarti  alla gastronomia, partendo dal Mc Donald sotto casa.

Il libro di Antony Bourdain (Clicca qui per conoscere gli altri libri che ha scritto) racconta di come l’autore sia diventato uno degli chef più bravi (e pagati) del mondo, partendo dalle peggiori bettole americane. Racconta della vita sui fornelli, della convivenza con i peggiori esemplari umani che, oltretutto, maneggiano tutto il giorno enormi coltelli, delle difficoltà che si incontrano in un ambiente in continuo mutamento e in cui la competitività regna sovrana.

Consiglio: se non conoscete nessuno dei due, prima leggete il libro, poi godetevi il film. Quella scena vi darà tantissime soddisfazioni.

EDIT: A posteriori.

Chicca numero 1: In effetti sembra che un rapporto tra il protagonista del film e l’autore del libro esista: guardate un pò qui

Chicca numero 2:  la voce di uno dei personaggi di un vero critico: Gualtiero Marchesi

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