Andare a vivere insieme. I primi passi.

on lug22 2010

Il primo passo: la scelta di andare a convivere.

Non esistono regole, non esistono elenchi di consigli, non esistono ricette. Si tratta di una serie di variabili che coincidono in un certo momento e che spingono due persone a decidere di andare a vivere insieme. Tutto qui.

Quello che abbiamo fatto è mettere insieme, però, alcuni spunti utili, giusto per avere un’idea del punto di partenza.

Eccoli:

I primi passi

Il nostro primo post, giusto per segnare il punto di partenza.

Tutto iniziò con molta semplicità – Prima parte

Tutto iniziò con molta semplicità – Seconda parte

Riflessioni su come è avvenuta la nostra decisione di andare a convivere.

Siamo pronti per la Convivenza?

Una domanda che paralizza tantissime coppie.

Siamo pronti per la Convivenza? Una metafora

Un’immagine efficace di cosa significa essere pronti per andare a vivere insieme

11 Consigli anglosassoni per convivere felicemente.

Ebbene si. Nonostante non sembri possibile, ecco un vademecum interessante

Questione di scelte

Le prime decisioni legate alla casa. Come muoversi in un mare di scelte.

Sindrome di Peter Pan

Quando proprio non ce n’è…

Zero ansie: la coppia che cresce

Quando tutto fila liscio…

La convivenza e le paure di Lui. La Storia di Miss Li.

on giu24 2010

Nelle ultime settimane abbiamo più volte affrontato la paura di andare a convivere e dai racconti di moltissime nostre lettrici e lettori ci siamo accorti di un fattore piuttosto comune: noi uomini abbiamo una fifa terribile di “incastrarci” in una convivenza o in un matrimonio.

Miss Li ci racconta come sta vivendo questo aspetto e ci offre una marcia in più per riflettere sulla questione. Lei e il suo ragazzo stanno insieme da oltre due anni e  stanno cercando casa per andare a convivere. Una diversa situazione lavorativa e una maggior stabilità del loro rapporto li ha spinti a cercare di fare il grande passo e ci racconta quasi in diretta (la decisione è freschissima!).

La convivenza e le paure di lui.

Ciao a tutti!

penello La convivenza e le paure di Lui. La Storia di Miss Li.

Cercare casa... che fatica!

Ecco la mia storia con il mio ragazzo fino alla nostra grande decisione. Siamo insieme da più di due anni e viviamo fuori casa da ben sei anni, inizialmente per motivi di studio. Ora entrambi lavoriamo (anche se lui sta finendo di studiare.

Ai tempi lavoravo come agente immobiliare (lavoro noiosissimo che sconsiglio a chiunque!) e nei momenti di noia navigavo molto in internet. Mi iscrissi in uno dei siti prozii di Facebook. In quel sociale network ho conosciuto il mio ragazzo, quasi per caso. Abbiamo iniziato a chattare e ci siamo poi conosciuti di persona: caso vuole che non ci siamo più lasciati, anche se veramente ero proprio io l’ultima a nutrire speranze su questa storia.

Una settimana fa abbiamo iniziato a cercare casa. Ne abbiamo viste alcune, ma ovviamente rimane ancora solamente un primo giro esplorativo che ho fatto per giunta da sola.

863724 chain  La convivenza e le paure di Lui. La Storia di Miss Li.

Paura dei legami?!?

Perchè da sola? Perchè anche se abbiamo deciso insieme di fare il grande passo, lui ha paura di perdermi! ripete continuamente che per lui sono la cosa più bella e importante del mondo (si lo so,  è adorabile ed è MIOOOOOO! gnak! gnak!). A detta sua, ha paura che la convivenza possa in qualche modo rovinare il nostro rapporto e ha un po’ paura del momento in cui lo dirà alla sua famiglia, alle loro reazioni, ecc. (la gente del sud è molto attaccata all’immagine di sè nella famiglia e teme le loro reazioni). Però, a mio avviso, ha anche paura di perdere anche la sua libertà e di cambiare situazione, ossia di essere VERAMENTE impegnato!

Sono paure che posso capire e che trovo sensate conoscendo oramai non solo il mio ragazzo, ma anche il modo di vivere certe situazioni, tipico del meridione (non pensiate che sia un’offesa: sono 1/4 di torre del greco, 1/2 tra marche e toscana e 1/4 di Almeria e di nazionalità Francese, insomma un bel mix! :-D ).Da questo punto di vista sono ottimista e sono sicura che la sua famiglia capirà e accetterà la nostra scelta.

150354 scream La convivenza e le paure di Lui. La Storia di Miss Li.

Paura di andare a convivere?!?

Per il secondo aspetto, ossia la paura del legame e della perdita della libertà credo sia abbastanza normale: quando si fa un passo così importante per due giovani (abbiamo 24anni), è naturale avere un paura. E gli uomini in questo sono decisamente ansiosi e vivono la convivenza quasi come se fosse un castigo divino, una disgrazia!

Io sono più ottimista e non mi preoccupo di questo aspetto: sono convinta che facciamo la scelta giusta e soprattutto perchè sono convinta di lui e del nostro rapporto, per una serie di ragioni:  1) lavoro e lui pure con orari ben diversi 2) fa sport ed io pure 3) saremo assieme senza comunque essere due sanguisughe.

Poi credo che la mia voglia e il desiderio di andare a convivere siano contagiosi e vedo che questo ha un effetto positivo su di lui, che ha iniziato a chiedere alcune cose e ad informarsi. Il fatto di coinvolgerlo sempre più e senza tensioni inizia a calmarlo. Però sono anche convinta che supererà tutti i suoi timori solo quando si renderà conto che la convivenza funziona e quindi, solo dopo l’inizio della nostra convivenza!

man with big heart La convivenza e le paure di Lui. La Storia di Miss Li.

Quando anche lui ci tiene!

All’inizio avevo paura che i suoi timori avessero effetto sulla nostra scelta. Oggi molto meno, quasi per nulla perchè sono convinta che facciamo una cosa positiva. Certo, è vero che ogni tanto lo vorrei più preoccupato nella ricerca, più interessato e coinvolto (anche se lo è, a volte ha solo bisogno di avere una piccola spinta, o uno spintone, per non dire un calcio nel didietro!!!). Qualche giorno fa ho avuto un dubbio e ho verificato così: “Senti, Marco… ma sai che io potrei aspettare ancora, se tu lo volessi” (si, sono subdola eh!eh!eh!). La sua risposta: “ho detto che lo voglio fare e questo significa che lo voglio fare. Se fosse stato altrimenti, avrei detto no!”.

Spesso è molto difficile affrontare questo tipo di alti e bassi e mi è difficile accettare questi tentennamenti, soprattutto quando penso che nel mio paese di origine la gente alla mia età si sposa e ha già figli.

Ora torno sui siti di annunci: devo guardare se ci sono nuovi annunci… un abbraccio

Miss li

Decisamente stimolante la tenacia e la forza che scaturiscono da queste righe. Sono molte le donne che ci scrivono e che compilano il nostro questionario (a proposito, correte subito a compilarlo, se non l’avete ancora fatto!!! clicca qui) e ci raccontano di questi dubbi e perplessità iniziali.

In moltissimi casi, affrontare pacatamente la situazione, dialogando, ragionando, riflettendo sui tempi e sui modi che ognuno di noi ha per reagire alle scelte della vita è la soluzione migliore. Prendere di petto la cosa, porre aut aut, minacciare sono passi che spingono l’altro sulla difensiva e producono solo risultati negativi.

E voi? Come affrontate i tentennamenti del vostro partner di fronte alla decisione di andare a convivere? Come reagite ad eventuali rifiuti? E voi uomini? Come affrontate i tentennamenti femminili?

Foto: graur razvan ionut

Convivendo

CONVIVENDO X

cleardot La convivenza e le paure di Lui. La Storia di Miss Li.Rispondi
cleardot La convivenza e le paure di Lui. La Storia di Miss Li.|
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Convivendo.Net

a mary.lafrancese

mostra dettagli 7 giu (10 giorni fa)
Ciao Miss Li!

Innanzitutto grazie del commento e grazie di averci raccontato la tua storia.

Sto lavorando per preparare il post. Ma ti chiedo di spiegarmi meglio
un paio di passaggi: sto adattandolo un po’ allo stile di
Convivendo.net e non vorrei travisare o scrivere cose sbagliate.
al momento l’inizio è così:

—————————-
Nelle ultime settimane abbiamo più volte afforntato la paura di andare
a convivere e dai racconti di moltissime nostre lettrici e lettori ci
siamo accorti di un fattore piuttosto comune: noi uomini abbiamo una
fifa terribile di “incastrarci” in una convivenza o in un matrimonio.

Miss Li ci racconta come sta vivendo questo aspetto e ci offre una
marcia in più per riflettere sulla questione. Lei e il suo ragazzo
stanno insieme da oltre due anni e  stanno cercando casa per andare a
convivere. Una diversa situazione lavorativa e una maggior stabilità
del loro rapporto li ha spinti a cercare di fare il grande passo e ci
racconta quasi in diretta (la decisione è freschissima!).

La convivenza e le paure di lui.

Ciao a tutti!

Ecco la mia storia con il mio ragazzo fino alla nostra grande
decisione. Siamo insieme da più di due anni e viviamo fuori casa da
ben sei anni, inizialmente per motivi di studio. Ora entrambi
lavoriamo (anche se lui sta finendo di studiare.

Sono agente immobiliare (lavoro noiosissimo che sconsgiglio a
chiunque!) e nei momenti di noia navigavo molto in internet. Mi
iscrissi in uno dei siti prozii di Facebook. In quel sociale network
ho conosciuto il mio ragazzo, quasi per caso. Abbiamo iniziato a
chattare e ci siamo poi conosciuti di persona: caso vuole che non ci
siamo più lasciati, anche se veramente ero proprio io l’ultima a
nutrire speranze su questa storia.

—————————-

Mi spieghi meglio questi due pezzi?

1.

Ora [cioe da 1settimana ieri] abbiamo iniziato a cercare case. ne
abbiamo viste alcune ma ovviamente rimane ancora una prima battuta che
ho fatto per giunta sola [anche se grazie al cielo si sta svegliando.]
Perche da sola? perche anche se abbiamo deciso di farlo ha paura ci
fossero problemi di perdermi perche per lui sono la cosa la piu bella
al mondo che lui abbia (si lo so è adorabile ed è MIOOOOOO gnak gnak)
io non credo ce ne saranno perche sono convinta che facciamo la scelta
giusta e soprattutto perche è il genere di persone che vorrei per fare
una scelta cosi assieme a me. lui vuole farlo ma ha paura di farlo
anche perche deve annunciarlo ai suoi.

[questo pezzo è ok! e mi paice molto: :-D

invece io sono tranquillissimissima sono convinta che non ci saranno
problemi per un sacco di motivi: 1) lavoro e lui pure con orari ben
diversi 2) fa sport ed io pure 3) saremo assieme senza comunque essere
due sanguesugue ]

2.

Capisco abbia paura ma io la vedo come una cosa bella se penso che per
il mio paese di origine la gente alla mia eta si sposa e ha gia figli
mi fa quasi sentire una zitella (preciso che sono europea e anche al
confine con l’italia quindi niente idee del tipo è indiana o africana
no nulla di tutto cio ;O)) ora torno sui siti di annunci devo guardare
se ci sono nuovi annunci… un abbraccio Miss li

Ti faccio qualche domanda per aiutarti un po’. Fregatene
dell’italiano: sei stata bravissima! E io non so una parola di
Francese!!!!!!! :-)

Di cosa ha paura lui?
Pensi che siano sensate, spiegabili, risolvibili queste paure?
Come pensi di aiutarlo a superare queste paure?
Che effetto hanno le sue paure su di te?
E sulla scelta di andare a convivere?
Più o meno quando pensate di o sperate di entrare nella vostra nuova casa?

Fammi sapere e grazie mille,

Luca
www.convivendo.net

cleardot La convivenza e le paure di Lui. La Storia di Miss Li. Rispondi
cleardot La convivenza e le paure di Lui. La Storia di Miss Li. Inoltra
cleardot La convivenza e le paure di Lui. La Storia di Miss Li.Rispondi
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cleardot La convivenza e le paure di Lui. La Storia di Miss Li.
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marianne vandier

a convivendonet

mostra dettagli 7 giu (10 giorni fa)
ciao luca

grazie dell’interesse!!!! allora prima di tutto ERO agente immobiliare e ORA sono impiegata. fossi stata impiegata in fiat come lo sono ora non avrei mai potuto andare su internet durante le ore di lavoro (e per logica essere pagata a non fare nulla).

Detto cio rispondo:

1)Di cosa ha paura lui?
ufficialmente di rovinare il rapporto nostro e di annunciarlo ai suoi (la gente del sud è molto attacata all’immagine di se nella famiglia e l’annuncio suo sembra un motivo di preoccupazione)
ufficiosamente ha anche paura di perdere anche la sua liberta: vale a dire essere VERAMENTE impegnato

2)Pensi che siano sensate, spiegabili, risolvibili queste paure?
sono paure che posso capire e che trovo sensate conoscendo oramai le consuetudini ”terrone” ( nn lo vedere come un offesa sono 1/4 di torre del greco ehehe ^^ 1/2 tra marche e toscana e 1/4 di almeria ma sono FRANCESE di nazionalita :D )
spiegabili anche, quando si fa un passo cosi importante per due giovanni (abbiamo 24anni) ma il punto è che voi lo vedete come un essere “in castigo”

3)Come pensi di aiutarlo a superare queste paure?
beh io gia ora come ora credo che la mia voglia sia contaggiosa e anche lui ha iniziato a chiedere alcune cose. coinvolgerlo inizia a calmarlo.
pero per me le superera veramente tutte tutte quando si renderà conto che la convivenza funziona cioe dopo l’inizio della nostra convivenza.

4)Che effetto hanno le sue paure su di te?
diciamo quasi nulla perche sono convinta che facciamo una cosa positiva. ma ogni tanto lo vorrei piu preoccupato nella ricerca, interessato, (anche se lo è, ha solo bisogno di avere una piccola spinta (o uno spintone per non dire un calcio nel didietro?))
piu che allarmarmi mi fa ogni tanto arrabbiare ma tanto guardare gli stessi siti ad orari diversi non serve a tanto….

5) E sulla scelta di andare a convivere?
su questa scelta, nessuno effetto!!!!!!
per il motivo che un po di giorni fa ho avuto un dubbio e ho verificato cosi: “senti marco ma sai che io potrei aspettare ancora per te se tu lo volessi” (si sono subdola ehehe)
risposta sua: ho detto che lo voglio fare vuole dire che lo voglio fare. avrei detto no in caso diverso (cosi è stato salvo eheheh)
quindi continuo le ricerche e credo che a breve gli passerà.


6)Più o meno quando pensate di o sperate di entrare nella vostra nuova casa?
andiamo a convivere per fine agosto inizio settembre (e non pensiamo o speriamo lo faremo :) )

Grazie ancora e se hai bisogno di “TRADUZIONE ITALIANESE – ITALIANO” rimango a disposizione

ciao ciao

Marianne
> From: convivendonet@gmail.com
> Date: Mon, 7 Jun 2010 08:44:28 +0200
> Subject: Convivendo
> To: mary.lafrancese@hotmail.it

- Mostra testo citato -
>
> Ciao Miss Li!
>
> Innanzitutto grazie del commento e grazie di averci raccontato la tua storia.
>
> Sto lavorando per preparare il post. Ma ti chiedo di spiegarmi meglio
> un paio di passaggi: sto adattandolo un po’ allo stile di
> Convivendo.net e non vorrei travisare o scrivere cose sbagliate.
> al momento l’inizio è così:
>
> —————————-
> Nelle ultime settimane abbiamo più volte afforntato la paura di andare
> a convivere e dai racconti di moltissime nostre lettrici e lettori ci
> siamo accorti di un fattore piuttosto comune: noi uomini abbiamo una
> fifa terribile di “incastrarci” in una convivenza o in un matrimonio.
>
> Miss Li ci racconta come sta vivendo questo aspetto e ci offre una
> marcia in più per riflettere sulla questione. Lei e il suo ragazzo
> stanno insieme da oltre due anni e stanno cercando casa per andare a
> convivere. Una diversa situazione lavorativa e una maggior stabilità
> del loro rapporto li ha spinti a cercare di fare il grande passo e ci
> racconta quasi in diretta (la decisione è freschissima!).
>
> La convivenza e le paure di lui.
>
> Ciao a tutti!
>
> Ecco la mia storia con il mio ragazzo fino alla nostra grande
> decisione. Siamo insieme da più di due anni e viviamo fuori casa da
> ben sei anni, inizialmente per motivi di studio. Ora entrambi
> lavoriamo (anche se lui sta finendo di studiare.
>
> Sono agente immobiliare (lavoro noiosissimo che sconsgiglio a
> chiunque!) e nei momenti di noia navigavo molto in internet. Mi
> iscrissi in uno dei siti prozii di Facebook. In quel sociale network
> ho conosciuto il mio ragazzo, quasi per caso. Abbiamo iniziato a
> chattare e ci siamo poi conosciuti di persona: caso vuole che non ci
> siamo più lasciati, anche se veramente ero proprio io l’ultima a
> nutrire speranze su questa storia.
>
> —————————-
>
> Mi spieghi meglio questi due pezzi?
>
> 1.
>
> Ora [cioe da 1settimana ieri] abbiamo iniziato a cercare case. ne
> abbiamo viste alcune ma ovviamente rimane ancora una prima battuta che
> ho fatto per giunta sola [anche se grazie al cielo si sta svegliando.]
> Perche da sola? perche anche se abbiamo deciso di farlo ha paura ci
> fossero problemi di perdermi perche per lui sono la cosa la piu bella
> al mondo che lui abbia (si lo so è adorabile ed è MIOOOOOO gnak gnak)
> io non credo ce ne saranno perche sono convinta che facciamo la scelta
> giusta e soprattutto perche è il genere di persone che vorrei per fare
> una scelta cosi assieme a me. lui vuole farlo ma ha paura di farlo
> anche perche deve annunciarlo ai suoi.
>
> [questo pezzo è ok! e mi paice molto: :-D
>
> invece io sono tranquillissimissima sono convinta che non ci saranno
> problemi per un sacco di motivi: 1) lavoro e lui pure con orari ben
> diversi 2) fa sport ed io pure 3) saremo assieme senza comunque essere
> due sanguesugue ]
>
>
> 2.
>
> Capisco abbia paura ma io la vedo come una cosa bella se penso che per
> il mio paese di origine la gente alla mia eta si sposa e ha gia figli
> mi fa quasi sentire una zitella (preciso che sono europea e anche al
> confine con l’italia quindi niente idee del tipo è indiana o africana
> no nulla di tutto cio ;O)) ora torno sui siti di annunci devo guardare
> se ci sono nuovi annunci… un abbraccio Miss li
>
>
>
> Ti faccio qualche domanda per aiutarti un po’. Fregatene
> dell’italiano: sei stata bravissima! E io non so una parola di
> Francese!!!!!!! :-)
>
> Di cosa ha paura lui?
> Pensi che siano sensate, spiegabili, risolvibili queste paure?
> Come pensi di aiutarlo a superare queste paure?
> Che effetto hanno le sue paure su di te?
> E sulla scelta di andare a convivere?
> Più o meno quando pensate di o sperate di entrare nella vostra nuova casa?
>
> Fammi sapere e grazie mille,
>
> Luca
> www.convivendo.net


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Ci passiamo tutti, prima o poi!

on mag10 2010

Ecco, ho fatto!

1216935 red spirals Ci passiamo tutti, prima o poi!Ci ho pensato a lungo, ho riletto il nostro blog come se fosse il diario di bordo di un viaggio iniziato nel 2008 (e in effetti lo è!). Ne ho parlato a lungo, sia con Lei che con i miei amici. E mi sono ricordato di tutto, ma proprio tutto.

Parlo del punto di partenza, dell’inizio della convivenza.

Ma ripercorriamo, se avete voglia, alcuni passi salienti di questo particolare tipo di viaggio che è la convivenza.

Ecco alcuni “post salienti”. Se vi va, andate a leggerli, e poi riprendete la lettura di questo articolo.

L’influenza sociale

Tuttavia, fu proprio quella volta che mi accorsi che tutto sommato emergeva solo un aspetto intrigante: la complicità, con le sue sfaccettature della condivisione, del luogo comune, inteso come spazio simbolico costruito dai due componenti della coppia.

Tutto iniziò con molta semplicità – Prima parte

Un giorno, come se mi chiedesse ti va di andare a mangiarci una pizza, mi chiede “Visto che entrambi abbiamo la stessa esigenza, che ne dici di andare a vivere insieme?”.

Tutto iniziò con molta semplicità – Seconda parte

Stai per affrontare una scelta importante. Non hai mai paura?

Mi chiede uno dei miei migliori amici, che condivide con me almeno due elementi comuni: una tendenziale lieve – ma lui è messo peggio :-) – sindrome di Peter Pan e il cromosoma Y, che lo spinge non solo a fare pipi in piedi ma soprattutto a vedere molte cose come me: da uomo!

Zero ansie – La coppia che cresce

Ti accorgi in queste occasioni che man mano che gli anni passano aumenta la probabilità di assistere a determinati eventi, anche laddove non l’avresti mai detto. Coppie di eterni fidanzati che raggiungono la fatidica decisione. Adulti vestiti da Peter Pan, che svestono gli abiti di scena e decidono di convivere, o di fare un figlio, o di cambiare città.

Ci passiamo tutti, prima o poi. Anche quando abbiamo incrociato e raccontato storie di rinvii, pensieri, sfumature “convi-fobiache” (per intenderci entrambe le coppie di Attendere… prego! e di Quando le etichette pesano nel frattempo si sono sposate!!! quindi portiamo fortuna!!!), andava a finire che il discorso si alleggeriva, si colorava di un alone possibilista, a discapito di qualsiasi statistica e qualsiasi sondaggio.

857455 pair 2 Ci passiamo tutti, prima o poi!

Scelte e sogni di coppia

Questo momento è il punto di non ritorno. Scatta qualcosa in testa che ti fa guardare le cose in un modo diverso.

Ed è lì che saltano fuori le frasi che abbiamo descritto all’inizio, nel post E noi? Quando mettiamo su casa?.

Capita tutti. Se nella casa nuova di una nuova coppia che ha appena iniziato una nuova convivenza e che, anche presi separatamente, sembrano… nuovi!

Lo stesso fascino che ti cattura quando un amico ha comprato la macchina nuova, o un nuovo gadget. Quell’odore di nuovo che ti ispira e che ti lancia immediatamente in fantasie del tipo “come ci starei al suo posto?”, quelle strane sensazioni a cavallo tra empatia, condivisione, entusiasmo e quasi una piccola, vaga, innocua sensazione di micro-gelosia.

Ecco! Proprio in quel momento è giusto abbandonarsi a quel sapore, collocarsi in uno scenario mentale adatto, fatto di simulazioni, di innocenti giochi del “e se fossi io?”. Allora ti potresti accorgere che si, tutto sommato, non è male quella sensazione, e che forse voi due, con una casa vostra, con la possibilità di scegliere ogni giorno ogni cosa, probabilmente stareste proprio bene.

E’ questo che deve scattare: una sensazione positiva che fa seguito ad un piccolo esperimento mentale in cui vi immaginate a convivere. E’ una sensazione bellissima, di apertura verso infinite possibilità, che sostituisce le paure e i timori, i dubbi e le incertezze. E’ una sensazione da cavalcare.

E spesso è il primo passo per… diventare grandi!

I motivi per andare a convivere

on apr19 2010

Ok, dobbiamo ammetterlo: facciamo fatica a starvi dietro! Nelle ultime settimane ci avete scritto un mucchio di mail, inviato moduli (mi scuso con tutti coloro che aspettano la pubblicazione della loro storia! promesso: arriviamo!!!) e anche inserito commenti che ci offrono spunti straordinari, letture prospettiche completamente differenti.

Però, piano piano arriviamo a toccare tutti i punti che ci avete segnalato.

Iniziamo dal nostro affezionatissimo Ingenuo (lo so, arriverà anche il nostro articolo scritto ad hoc per il tuo blog) che ci ha scritto queste poche, ma entusiasmanti righe.

Più che la nostra storia vi invio i nostri 5 buoni motivi per andare a convivere:

1) Fare colazione insieme la mattina

2) Scegliere insieme l’arredamento

3) Il piacere di cucinare ottimi piatti insieme

4) L’intimità e l’affinità elettiva

5) Addormentarsi insieme

Ingenuo & Silvya

1152074 hand 5 I motivi per andare a convivere

Cinque buonissime ragioni per andare a convivere

Solo cinque?!? Adoro il dono della sintesi, perchè non ce l’ho! :-)

Eppure sei riuscito a cogliere l’essenza della convivenza: fare le cose insieme, indipendentemente da quali, quanto grosse, quanto importanti esse siano.

In questi giorni ci siamo fracassati spalle e braccia per montare alcuni mobili che aspettavamo da un po’ (con un retroscena piuttosto interessante che vi racconteremo quanto prima) e abbiamo fatto una serie di piccoli lavoretti in casa. lavoretti che rientrano nella categoria “ottimizzazione”, ossia piccoli e grandi dettagli che arricchiscono la casa e te la fanno sentire sempre più tua e a misura delle tue esigenze.

Come spesso capita di fronte alle scelte (magari fosse sempre possibile applicare L’arte del giusto compromesso), ci siamo pure abbastanza scannati su dettagli e scelte assolutamente ininfluenti, ma abbiamo opportunamente attribuito la responsabilità ad un buona dose di meteropatia causata dal tempo assurdo di queste settimane.

Sta di fatto che ieri sera potevamo ammirare la cassapanca e il pouff, il tavolo a ribalta sul terrazzo, il finto gelsomino rampicante e una serie di altri dettagli che ci fanno sempre più apprezzare la nostra casa.

Ma è un simbolo. Come lo sono la colazione, i pomeriggi all’Ikea, la cucina, e le mille altre ragioni che potremmo immaginare. Un simbolo dello stare insieme e del fare delle cose insieme. Ed è questo il bello del gioco.

E voi? Seguendo l’idea di Ingenuo, quali sono le vostre cinque ragioni per andare a convivere?

Felici e Conviventi – E noi scegliamo la convivenza

on apr16 2010

Perché si decide di vivere insieme? It’s only love! Così canta Mick Hucknall con i Simply Red… (ma, in effetti, anche i Beatles, Tina Turner, Bryan Adams, ecc.).  È per amore che si uniscono i cuori, non è così forse?

Certo, non c’è neppure bisogno di dirlo. È un dogma che non si discute!

In realtà demografi e sociologi danno una spiegazione un po’ più articolata sulla convivenza.

Si vive insieme per tre ragioni fondamentali:

  • per scelta prematrimoniale (almeno il 40%);
  • per scelta obbligata, come nel caso delle coppie impossibilitate a sposarsi perché uno dei due è divorziato o nel caso delle coppie omosessuali (40%);
  • per scelta di vita (il 20%).

Secondo l’Istat, negli ultimi 15 anni 3 milioni di coppie hanno convissuto almeno una volta. Sembra una cifra enorme, in realtà le ultime ricerche dicono che 7 coppie su 10 decidono di sposarsi dopo aver vissuto insieme; la convivenza viene quindi vista spesso come un percorso di passaggio.

Non a caso l’identikit di chi convive vede al primo posto soprattutto giovani, con un livello medio-alto di educazione, entrati nel mondo del lavoro intorno ai 30 anni. E se le coppie omosessuali decidono di convivere perché non hanno scelta (in Italia è vietato il matrimonio tra persone dello stesso sesso), c’è una buona fetta di fidanzati che decide invece volontariamente di non sposarsi e vivere insieme anche per motivi pratici ed economici.

Conviene convivere?

Mettiamola così: tra le ragioni più comuni che portano alla convivenza molte sono proprio di ordine pratico-economico. Ecco riassunte le più frequenti.

  • Si vive insieme per unire le forze: un affitto è meno costoso di due.
  • Si vive insieme come “prova” per un eventuale passo successivo: il matrimonio.
  • Si vive insieme per capire se è davvero il partner giusto.
  • Si vive insieme per acquistare autonomia e indipendenza dalla famiglia d’origine.
  • Si vive insieme anche… per risparmiare tempo: molte coppie giovani sono così indaffarate con la carriera che la convivenza diventa la scelta migliore.
  • Si vive insieme perché fa piacere avere un “coinquilino” speciale in casa che ci conosce molto bene.
  • L’idea su cui riflettere: qual è la vostra scelta?
felici conviventi Felici e Conviventi   E noi scegliamo la convivenza

La copertina di Felici e Conviventi

Tratto da:

Felici e Conviventi – Manuale per una unione perfetta

di

Michaela Belisario

Morellini Editore

Felici e Conviventi – Il grande passo

on apr9 2010

Felicitazioni! Wow, tiriamo subito fuori lo champagne: avete deciso di andare a vivere insieme. Il Grande Passo, finalmente! Che emozione.  Lo scenario è stato più o meno questo: alla fine di una cena da Andrea & Giulia, la Coppia Perfetta (tutti ne conosciamo e frequentiamo una, è inevitabile), in macchina, esattamente davanti a un semaforo rosso, il vostro Principe Azzurro vi ha sussurrato: “Amore, senti, e se andassimo a vivere insieme?”. Che colpo. Ovviamente avete risposto di getto: “Sìììì, sììì amore, lo voglio”.

È così, dunque, che arriva la proposta… Certo, a volte il Grande Passo si profila anche in modo meno plateale. I primi tempi lui si fermava ogni tanto, solo nel fine settimana. Poi è arrivato il suo spazzolino vicino al vostro.  E viceversa. Quindi sono iniziate a fiorire le sue t-shirt nel vostro armadio e le vostre borse di Gucci nel suo soggiorno. Fino al limite oltre il quale avete dovuto compiere una scelta: i segni premonitori per ritrovarsi presto felici & conviventi, a pensarci bene, c’erano tutti! Fantastico, sia come sia, vivere insieme è comunque quello che volevate da sempre, da quando avete iniziato a frequentarvi.

E d’accordo, la proposta non sarà arrivata da un vero principe azzurro in sella a un cavallo bianco, e neppure – se vogliamo proprio dirla tutta – tanto in fretta, ma vi è sembrata assolutamente accettabile. In una frazione di secondo avete anche pensato all’aspetto pratico della questione: non dovete sposarvi, scegliere l’abito bianco, fare le prove con la sarta, redigere la lista degli invitati, la lista di nozze, recuperare documenti anagrafici, contattare il prete, scegliere il relais per il pranzo, i fiori, il menu, il viaggio di nozze, evviva niente di tutto questo.  Siete pronti a riempire gli scatoloni?

D’accordo, forse ora sarete ancora un po’ confusi.  Siete felici ed eccitati, certo ma, in effetti, ora che ci pensate dovete ancora avvertire i vostri genitori, i vostri amici e qualche collega con cui siete in particolare confidenza.  E già provate a immaginarvi le possibili reazioni:  “Uhm, siete proprio sicuri?”, “…ma, cara, dimmi: prevedete di sposarvi in futuro?”, “Scusa la domanda indiscreta: dove abiterete?”.

Niente panico, sono domande che pongono sempre tutti, sono normalissime. L’importante è che la risposta la conosciate almeno voi!

A livello sociologico, a ogni modo, siete in buona compagnia. In Italia, secondo una recente “fotografia” dell’Istat, il 6 per cento delle coppie convive. Questo significa, in pratica, che state per aggiungervi alle 680 mila persone che hanno già deciso di vivere romanticamente insieme senza vincoli giuridici.

felici conviventi Felici e Conviventi   Il grande passo

La copertina di Felici e Conviventi

Tratto da:

Felici e Conviventi – Manuale per una unione perfetta

di

Michaela Belisario

Morellini Editore

Zero ansie – La coppia che cresce

on giu8 2009

barbecue Zero ansie   La coppia che cresceLa tavola apparecchiata su una splendida terrazza, fresca, ombreggiata e costantemente accarezzata da una brezza estiva, contraria a tutte le previsioni. Birra, bibite, torte salate sono solo le prime presenze che anticipano il ben di dio che giungerà nei nostri piatti tra pochissimo, una splendida grigliata a casa di amici. Era proprio quello che ci voleva.

Fin qui tutto abbastanza scontato. La consuetudine della grigliata estiva è assolutamente imperdibile, anche solo per innalzare trigliceridi e colesterolo. Ma nessuno si aspettava tutte quelle sorprese.

(continua…)

Siamo pronti per la Convivenza?

on mag25 2009

iniziare Siamo pronti per la Convivenza?Quando si è pronti per andare a convivere? Quando ci si può piazzare sulla linea dello Start e iniziare questa esperienza? E’ una domanda da un milione di dollari. O euro… scegliete voi la valuta!

D’altra parte la paura di compiere una scelta simile può essere vincolante e paralizzare anche quelle persone che hanno i sentimenti più solidi e certi che si possa immaginare. L’altro giorno, parlando di amici di amici che devono sposarsi (tranquille le coppie che conosciamo direttamente… non parlavamo di voi!!!) abbiamo sentito un detto curioso, che forse è proprio la chiave alla domanda che ci siamo posti: “dopo i confetti, saltan fuori i difetti”.

Aldilà dei pregiudizi e degli stereotipi, forse la convivenza non è così difficile se esistono alcuni prerequisiti, più dettati dal buon senso che dalla ricerca scientifica in materia. Vediamone alcuni:

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Mai più sposi, meglio convivere. Il sorpasso delle “coppie light”.

on mar21 2009

E’ di ieri questo curioso articolo apparso su Repubblica.it:

La spiegazione è fin troppo semplice: la crisi economica crea problemi per quanto tutto ciò che riguarda le spese da sostenere.

“Le giovani coppie preferiscono un legame leggero, a tempo, da confermare in seguito, senza i vecchi mobili della nonna, il mutuo da pagare, la festa inutilmente costosa.”

Come capita, e Darwin lo sapeva bene, gli esseri umani adattano i propri costumi, le abitudini, le proprie percezioni del mondo all’ambiente che li circonda e, in un ambiente piuttosto ostile come quello configurato fino alla fine del 2009 – pessimismo e allarmismi esclusi – difficile prendere scelte definitive (sarà poi vero?).

“Gli esperti spiegano che si tratta di una “strategia adattativa” in un mondo che non ama più i legami “eterni” – che richiedono lacrime e denaro per essere cancellati – e convive con precarietà, mobilità, incertezza sempre crescenti. “Le diciottenni di oggi non si sposeranno senza prima aver provato a convivere, in media per due anni – conferma Alessandro Rosina, demografo, docente alla Cattolica di Milano – Ciò non significa che il matrimonio non abbia più valore, al contrario, per molti resta un traguardo. Ma non al primo colpo”.

E ancora:

“Il matrimonio si è trasformato da rito di passaggio all’età adulta a rito di conferma – dice Chiara Saraceno, sociologa della famiglia – Perfino la chiesa cattolica si è adattata: nei corsi prematrimoniali si parla ormai pochissimo di sesso, e l’abito bianco viene considerato come il simbolo di un ‘nuovo iniziò anziché della verginità della sposa”.

Il resto dell’articolo va nella stessa direzione (Leggi l’articolo intero)

In estrema sintesi, la convivenza viene dettata dal bisogno di andare a vivere insieme (ed è tautologico) ma con un importante peso degli aspetti pratici ed economici.

A pensarci bene, anche per noi è stato così: prima di tutto, avevamo voglia di andare a vivere insieme. In secondo luogo, avevamo bisogno di andare a vivere insieme . Paradossalmente, dal punto di vista economico, per alcuni versi conviene, soprattutto se si vive in due città diverse, ancora di più se lontane. La convivenza, se da un lato aumenta i costi di gestione della quotidianità (le spese, la casa, ecc.) dall’altra dimezza i costi del potersi vedere: non diventa più indispensabile uscire a cena per stare insieme, non diventano più indispensabili i weekend da qualche parte per passare del tempo insieme, ecc. Chiaramente, se uno dei due già vive da solo, il discorso si ridimensiona.

Convivenza: che tipo di scelta è? (Massimo due risposte)

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Sindrome di Peter Pan

on nov11 2008

E’ carina la definizione di Wikipedia di questa sindrome:

La sindrome di Peter Pan è quella situazione psicologica in cui si trova una persona immatura, che si rifiuta (o è incapace) di crescere, di diventare adulta e di assumersi le responsabilità. (Clicca qui per il resto)

peter pan Sindrome di Peter PanSebbene sia nei toni eccessiva, o forse che nella realtà dei fatti spesso siamo di fronte a sfumature ben più lieve, rende bene l’idea di cosa si tratti: il rifiuto ad andare avanti, ad affrontare le scelte, a fare il passo.

Ammetto che per molte delle cose che abbiamo scritto, per molte delle sfumature che ho personalmente descritto in questi mesi, sono stato fortunato e mi viene molto naturale andare avanti, ma capisco anche coloro che aspettano, cincischiano, rinviano. Ma a quale costo? con quali perdite? Con quali guadagni?

In Facebook ho trovato moltissimi compagni delle elementari, delle medie, delle superiori, qualcuno dell’Università: credo che il 70% di loro abbia almeno un figlio, e molti ne hanno più di uno. La maggior parte sono sposati, molti da più di 5-7 anni. Certo, altri hanno corso troppo e qualche anno dopo il diploma erano sposati con figli – alcuni di questi si sono separati pochi anni dopo.

Fa effetto vedere i diversi tempi di reazione alla vita, ma allo stesso tempo è naturale: ognuno deve fare ciò che si sente in un dato momento, senza correre, senza rinviare [troppo]. E’ solo in quel momento che ti gusti la crescita, la maturità, il senso del diventare grandi. O forse, del diventare vecchi! :-)

L’influenza sociale

on ott16 2008

Ieri vi abbiamo raccontato dei nostri amici e delle loro vicissitudini casalinghe.

Mi è venuto in mente che proprio con loro ho avuto una piccola epifania (intesa come “un momento in cui un’esperienza sale in superficie nella mente riportando tutti i suoi dettagli e tutte le sue emozioni”, come riporta in modo sommario Wikipedia, non intesa come 6 gennaio, ovviamente).

Era la scorsa primavera, quando io e Lei non avevamo ancora pensato di andare a vivere insieme. Era forse la prima volta che conoscevo questi suoi amici e colsero l’occasione di raccontarci del loro matrimonio: con dovizia di particolari, ci mostrarono foto, filmati e tutto ciò che solitamente scatena una reazione allergica paragonabile alla scabbia.

Tuttavia, fu proprio quella volta che mi accorsi che tutto sommato emergeva solo un aspetto intrigante: la complicità, con le sue sfaccettature della condivisione, del luogo comune, inteso come spazio simbolico costruito dai due componenti della coppia.

C’era entusiasmo, certo difficile immaginare il contrario, ma in una quota ragionevole, quasi razionale, quasi autoesplicativa. Come se l’entusiasmo per quei resoconti, si spiegasse da sè, si sviluppasse autonomamente senza alcun intervento esterno. Era bello sentirli parlare delle scelte, del viaggio di nozze, del matrimonio, ma era come se stessero parlando di un film visto insieme, di un viaggio, di un’esperienza.

Indipendentemente dal fatto che stessero parlando di una cosa che tuttora condivido fino ad un certo punto, mi rendevo conto che ne parlavano bene ed emergeva dalle loro parole qualcosa di carino, piacevole, persino utile.

Mi era già capitato, ma in periodi della mia vita in cui le priorità non erano quelle attuali. Forse è stato quello il momento in cui ho preparato le basi per il si. Un momento in cui le cose sono cambiate.

condivisione Linfluenza sociale

Vantaggi e svantaggi della convivenza.

on set22 2008

decisione Vantaggi e svantaggi della convivenza.

Pensavamo di non poter arrivare a tanto ( e forse non ci saremmo arrivati, considerata la vastità delle possibili risposte), ma anche in questo caso Yahoo Answers ci ha anticipato e ci ha posto il problema (o almeno ci ha fatto venire il dubbio).

Qualcuno ha chiesto recentemente:

Quali sono i vantaggi e svantaggi della convivenza…?

Leggetevi le risposte. Poi ne parliamo!

Coppia e spese.

on set15 2008

E’ molto probabile che non siamo gli unici a porci il problema.

E alcuni hanno anche posto la domanda a Yahoo Answer, anche se le risposte sono piuttosto vecchiotte.

salvadanaio 199x300 Coppia e spese.Ecco qui la domanda:

Nella convivenza la coppia come si deve organizzare con le spese?

In sintesi (per leggere le -poche -  risposte puoi cliccare sul link), la maggior parte di quelli che hanno risposto si muove con due conti correnti separati, dividendo le spese in mutuo della casa e spese: di solito uno paga il mutuo e l’altro si accolla l’equivalente delle spese (bollette, spesa settimanale, ecc.).

Diciamo che ci sono moltissimi aspetti relativi al tema.

Ad esempio, a chi è intestata la casa? Si parte da zero (come nel nostro caso), o uno dei due va a convivere a casa dell’altro? Come si ripartiscono le entrate? In modo proporzionale, o ci sono delle differenze?

E voi? Come vi organizzate con il budget e con la gestione economica?

Quando le etichette pesano

on set14 2008

Tutti abbiamo sentito i racconti di coppie assolutamente non intenzionate a convivere, addirittura che vivono deliberatamente in due differenti case, per mantenere la propria indipendenza. Hanno un nome, si chiamano L.A.T. – Living Apart Together.

Legittimo, sensato, condivisibile: si tratta di una scelta e quindi tutti sono liberi di vivere la propria coppia nel migliore dei modi.

Ma il caso che presentiamo oggi è abbastanza strano, peculiare nella sua illogicità (almeno esterna, perchè ogni scelta ha sempre una spiegazione logica, magari non condivisibile, ma logica).

Secondo caso.

(continua…)

Tutto iniziò con molta semplicità – Seconda parte

on set10 2008

Stai per affrontare una scelta importante. Non hai mai paura?

Mi chiede uno dei miei migliori amici, che condivide con me almeno due elementi comuni: una tendenziale lieve – ma lui è messo peggio :-) – sindrome di Peter Pan e il cromosoma Y, che lo spinge non solo a fare pipi in piedi ma soprattutto a vedere molte cose come me: da uomo!

Ci sono decine di scelte che ogni giorno rinviamo e ogni giorno ci promettiamo di smettere di rinviare. Ma alcune, quando non le affronti, producono molti più danni di quanto si possa pensare. o, nel migliore dei casi, non producono danni, ma non producono neanche frutti: stanno lì, aspettano, in stand by.

Non è il caso della convivenza, o almeno, non è il caso di procrastinare all’infinito eventi che hanno una caratteristica: puoi sapere se ti piacciono solo se le vivi. Certo, puoi immaginartelo, puoi fare tutti gli esperimenti mentali  che vuoi, simulazioni di come sarebbe questo e di come non sarebbe quest’altro. Ma solo lanciandoti puoi assaporarne il vero senso.

Facciamo un esempio. Immagina il tuo piatto preferito, magari quello che sai cucinare anche tu, senza troppe difficoltà. Varrebbe la pena domani a pranzo di procurartene una bella portata? Facciamo il test.

Immaginalo ben servito, su un piatto da portata, prova a sentirne il profumo, visualizzane i contorni, immagina anche di poterlo toccare, di sentirne la consistenza. Assaggialo, con l’immaginazione, gustane la prelibatezza, godi della sua fragranza. Pensi sia sufficiente?

E se non fosse esattamente come lo vuoi tu? E se non avesse esattamente quella consistenza? E se poi, in realtà, non è veramente quello che vuoi, perchè forse il tuo piatto preferito è un altro?

E se? Quanti se… E se domani te lo procurassi e testassi dal vivo, non sarebbe forse più semplice?

Poi, dopo pranzo, dopo il caffè, se lo prendi, magari ne parliamo, se valeva la pena!

Attendere… prego!

on set8 2008

Arrivati ad una certa età – ma forse anche prima? – cresce il numero di amici che sta compiendo scelte importanti, coppie che cercano casa, coppie che si sposano (di queste poche nel nostro giro), coppie che fanno figli, coppie che rinviano, o che trovano molte scuse.

E’ a queste che mi riferisco quando penso alla scelta che abbiamo fatto, al modo in cui viviamo la nostra vita di coppia, alla strada comodamente in discesa che ci si spiana davanti, da qui al momento in cui varcheremo quella soglia per la prima volta in modo definitivo.

E’ uno stillicidio: aspettare, cercare la casa, cercare la soluzione migliore, non chiedersi “ma perchè non stiamo già convivendo in modo definitivo, o almeno stabile?”. Mi raccontava proprio l’altro giorno un collega che abita nella capitale, di quanto fosse difficile trovare appartamenti in vendita a Roma. Non tanto per l’offerta, di per sè sterminata, ma per la qualità di questa offerta. E lui è uno di quelli che in un altro post abbiamo definito un convivente in bilico (leggi il post: Vado a stare da… La Convivenza parziale), quindi assolutamente intenzionato a trovare una soluzione.

Non abbiamo ancora indagato i sentimenti e le sensazioni di alcuni nostri amici che non hanno ancora risolto la questione, e per il momento mi devo accontentare di rifletterci in modo teorico, anche perchè la questione ci prenderà sicuramente molto tempo e altrettanti post.

Le motivazioni per la procrastinazione sono molteplici e tutte, sempre ragionevoli e plausibili. Raccontiamo un pò di storie di amici e di amici di amici.

Primo caso.

(continua…)

Questione di scelte

on set3 2008

Rileggendo a rallentatore gli scorsi mesi come un osservatore esterno, mi vengono in mente un pò di spunti su come io e Lei prendiamo le decisioni relative alla casa. Tulle volte che abbiamo deciso per un mobile abbiamo seguito un percorso più o meno simile, e che credo sia abbastanza comune a tutte le coppie che si accingono ad arredare una casa. Chissà che possa essere utile a qualcuno.

(continua…)

Tutto iniziò con molta semplicità – Prima parte

on set1 2008

Immagine tratta da Stock.xchng

Queste pagine raccolgono un pò di pensieri sparsi, riflessioni, dubbi, domande aperte che potrebbero interessare tante persone che stanno per intraprendere o hanno già intrapreso una scelta come la nostra. E forse questo post doveva essere il primo, ma non ci piace l’idea di avere schemi troppo rigidi e ci piacerebbe se le cose comparissero sul web un pò come ci vengono in mente.

Il punto di partenza è sicuramente il momento in cui si decide di convivere. Può avvenire in molti modi (e ci piacerebbe leggere tra i commenti come è successo a voi.

Immagine da Stock.xchng

Per noi è stato semplicissimo. Due percorsi si intrecciavano e le nostre esigenze si sono perfettamente incastrate, come le due parti di una cerniera.

Per motivi di lavoro, avevo già deciso di cambiare casa ed ero disposto anche ad andare vivere da solo, per non accelerare troppo i tempi e per lasciare maturare le cose tra di noi. Lei era d’accordo, non apprezzava molto l’idea di sbattere via soldi in affitto, ma poteva essere una buona soluzione intermedia.  Poi, una serie di eventi, hanno spinto Lei a pensare ad una soluzione anche per sè.

Un giorno, come se mi chiedesse ti va di andare a mangiarci una pizza, mi chiede “Visto che entrambi abbiamo la stessa esigenza, che ne dici di andare a vivere insieme?”.

  • Tempo di reazione/risposta mia: 2 secondi.
  • Percentuale di sicurezza: 100%.
  • Risposta: “ci sto!”.

Non so cosa mi è preso in quel momento. So solo che non ho avuto dubbi, ed esattamente come quando hai fame, ti propongono un panino e tu al volo prendi e dici grazie, quella è stata la risposta più naturale e immediata.

Tempo qualche settimana e il motore del nostro progetto prendeva un ritmo sempre più rapido e deciso. Era il mese di aprile del 2008. Ed era solo l’inizio.

Il divano

on ago31 2008

Non è una scelta affatto semplice. Come le sedie dove cenerai e pranzerai, il letto, i mobili del bagno e tutti quegli elementi che ti faranno ampiamente compagnia nei prossimi anni.

La prima scelta potrebbe essere un bellissimo divano Ikea, che con meno di 300 euro ti dà tantissime soddisfazioni, con la consapevolezza che non resterà lì moltissimo. Ed io ero per questa opzione.

(continua…)

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