Ecco, ho fatto!
Ci ho pensato a lungo, ho riletto il nostro blog come se fosse il diario di bordo di un viaggio iniziato nel 2008 (e in effetti lo è!). Ne ho parlato a lungo, sia con Lei che con i miei amici. E mi sono ricordato di tutto, ma proprio tutto.
Parlo del punto di partenza, dell’inizio della convivenza.
Ma ripercorriamo, se avete voglia, alcuni passi salienti di questo particolare tipo di viaggio che è la convivenza.
Ecco alcuni “post salienti”. Se vi va, andate a leggerli, e poi riprendete la lettura di questo articolo.
Tuttavia, fu proprio quella volta che mi accorsi che tutto sommato emergeva solo un aspetto intrigante: la complicità, con le sue sfaccettature della condivisione, del luogo comune, inteso come spazio simbolico costruito dai due componenti della coppia.
Un giorno, come se mi chiedesse ti va di andare a mangiarci una pizza, mi chiede “Visto che entrambi abbiamo la stessa esigenza, che ne dici di andare a vivere insieme?”.
“Stai per affrontare una scelta importante. Non hai mai paura?”
Mi chiede uno dei miei migliori amici, che condivide con me almeno due elementi comuni: una tendenziale lieve – ma lui è messo peggio
– sindrome di Peter Pan e il cromosoma Y, che lo spinge non solo a fare pipi in piedi ma soprattutto a vedere molte cose come me: da uomo!
Ti accorgi in queste occasioni che man mano che gli anni passano aumenta la probabilità di assistere a determinati eventi, anche laddove non l’avresti mai detto. Coppie di eterni fidanzati che raggiungono la fatidica decisione. Adulti vestiti da Peter Pan, che svestono gli abiti di scena e decidono di convivere, o di fare un figlio, o di cambiare città.
Ci passiamo tutti, prima o poi. Anche quando abbiamo incrociato e raccontato storie di rinvii, pensieri, sfumature “convi-fobiache” (per intenderci entrambe le coppie di Attendere… prego! e di Quando le etichette pesano nel frattempo si sono sposate!!! quindi portiamo fortuna!!!), andava a finire che il discorso si alleggeriva, si colorava di un alone possibilista, a discapito di qualsiasi statistica e qualsiasi sondaggio.

Scelte e sogni di coppia
Questo momento è il punto di non ritorno. Scatta qualcosa in testa che ti fa guardare le cose in un modo diverso.
Ed è lì che saltano fuori le frasi che abbiamo descritto all’inizio, nel post E noi? Quando mettiamo su casa?.
Capita tutti. Se nella casa nuova di una nuova coppia che ha appena iniziato una nuova convivenza e che, anche presi separatamente, sembrano… nuovi!
Lo stesso fascino che ti cattura quando un amico ha comprato la macchina nuova, o un nuovo gadget. Quell’odore di nuovo che ti ispira e che ti lancia immediatamente in fantasie del tipo “come ci starei al suo posto?”, quelle strane sensazioni a cavallo tra empatia, condivisione, entusiasmo e quasi una piccola, vaga, innocua sensazione di micro-gelosia.
Ecco! Proprio in quel momento è giusto abbandonarsi a quel sapore, collocarsi in uno scenario mentale adatto, fatto di simulazioni, di innocenti giochi del “e se fossi io?”. Allora ti potresti accorgere che si, tutto sommato, non è male quella sensazione, e che forse voi due, con una casa vostra, con la possibilità di scegliere ogni giorno ogni cosa, probabilmente stareste proprio bene.
E’ questo che deve scattare: una sensazione positiva che fa seguito ad un piccolo esperimento mentale in cui vi immaginate a convivere. E’ una sensazione bellissima, di apertura verso infinite possibilità, che sostituisce le paure e i timori, i dubbi e le incertezze. E’ una sensazione da cavalcare.
E spesso è il primo passo per… diventare grandi!