Una casa più sicura? L’importanza della predisposizione per l’antifurto

on feb22 2010

Ed eccoci al primo grande contributo scritto da voi! Sopratutto utilissimo.

Meglio evitare brutte sorprese...

Meglio evitare brutte sorprese...

E’ un aspetto che, lo dobbiamo ammettere, abbiamo un po’ trascurato qui su Convivendo.net. L’unica volta che abbiamo trattato il tema della sicurezza in casa è stato nel nostro post Sicurezza in casa: il dossier in cui riportavamo alcune considerazioni trovate in rete.

Ma oggi abbiamo il prezioso contributo di Mauro, che sul sito Guida ai Sistemi Antifurto raccoglie soluzioni, consigli pratici e fondamentali indicazioni su come affrontare questo aspetto della propria abitazione. Ma soprattutto, come aveva lui stesso indicato nel suo commento al post Sicurezza in casa: il dossier, considerando che la maggior parte delle informazioni sull’argomento provengono da siti e risorse interessate, si corre il rischio di prendere tali materiali come “disinteressati” e prendersi una bella fregatura.

Prevenire o curare?

Prevenire o curare?

Ma il sito di Mauro Guida ai Sistemi Antifurto va proprio nella direzione opposta: un sito appassionato, senza fronzoli e ricco di indicazioni che non coprono solo l’abitazione ma anche altri aspetti. Qualche esempio?

Insomma ce n’è per tutti i gusti. Ma veniamo al sodo e passiamo la parola direttamente a Mauro.


L’importanza della predisposizione per  l’antifurto

Limportanza della sicurezza

L'importanza della sicurezza

Se state pensando ai lavori da fare per ristrutturare la vostra casa, forse è giunto il momento di pensare alla predisposizione dell’antifurto. Qualche tubo in più posato durante i lavori per l’impianto elettrico possono, subito o quando deciderete di installare un sistema di allarme, farvi risparmiare soldi e risolvervi molti problemi tecnici.

Vediamo perché: molto schematicamente, un sistema antifurto è composto di una centrale, delle periferiche di ingresso (i sensori volumetrici ed i contatti magnetici), delle periferiche di uscita (la sirena ed il combinatore telefonico) e di uno o più dispositivi di comando (tastiera, chiave elettronica o telecomando). Ricordiamo che ci sono tre tipologie di impianto antifurto: con i fili (anche detto filare), senza fili (anche detto via radio o wireless) e misto (filare + via radio).

Per i sistemi filari, fare la predisposizione dell’impianto equivale a fare posare i tubi per il passaggio dei cavi per il collegamento dei componenti alla centrale e/o del combinatore telefonico, se presente. Il tipo di cavo da utilizzare è indicato nella documentazione del prodotto ma, tipicamente, si utilizza cavo schermato anti-fiamma 4×0.22+2×0.50 quindi non molto grande. Se non potete stendere tubi, potete utilizzare una canalina esterna ma, importante!, ricordate sempre che nei tubi dove passano cavi della corrente elettrica (per Legge) non devono passare altri cavi se non certificati da un elettricista abilitato – e comunque devono essere cavi con schermatura speciale.

Per i sistemi via radio non è necessaria predisposizione. Comodo, ma… i sistemi wireless costano di più, non possono sfruttare tutte le tecnologie per problemi di consumo e hanno un costo di mantenimento legato alla sostituzione periodica delle batterie.

Per i sistemi misti filare+via radio valgono le considerazioni di cui sopra, con l’aggiunta che sostanzialmente potete prendere i pregi di entrambe i sistemi e scartarne i difetti. Le centrali che supportano sia sensori cablati che senza filo Vi permettono di effettuare un’installazione semplice sia dove c’è la predisposizione (il tubo), sia dove la stesura del cavo rappresenta un problema.

Dove dovete predisporre i tubi?

  • dalla/e porta/e di ingresso a dove installerete la centrale (nel ripostiglio, ad esempio) per gli attivatori (chiave elettronica o tastiera) e per un contatto magnetico di apertura
  • dalle finestre (o porte-finestra) se sono accessibili dall’esterno alla centrale (ottimo per contatti magnetici che costano poco e vi proteggono anche quando siete in casa)
  • dalla centrale al balcone (o all’esterno) per la sirena
  • dalle stanze dove volete mettere dei sensori alla centrale
  • IMPORTANTE: ricordatevi di portare la LINEA TELEFONICA alla centrale – vi servirà per il collegamento del combinatore telefonico
Casa, dolce casa

Casa, dolce casa

Quanto sopra è una breve e sintetica introduzione alla predisposizione per l’antifurto: se desiderate approfondire l’argomento, potete trovare maggiori dettagli e fare domande (o commenti) nel mio blog Guida ai Sistemi Antifurto .

Nota biografica – Dal sito Guida ai Sistemi Antifurto .

Mauro Gabbiati si occupa di sicurezza antintrusione dal 1992. Ha lavorato per alcuni dei principali costruttori di sistemi antifurto italiani nel settore progettazione e normativa tecnica. E’ stato consigliere direttivo dell’ANCISS ANIE, (associazione costruttori e installatori di sistemi di sicurezza), segretario del Comitato Tecnico CT79 del CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano), rappresentante Italiano al CENELEC (Comitato Europeo per la Normazione Elettrotecnica) per la normativa Europea sulla Sicurezza antintrusione e delegato Italiano per la Sicurezza in EURALARM (Associazione Europea dei costruttori di sistemi intrusione ed incendio). Recentemente ha collaborato alla creazione del nuovo schema certificativo pan-europeo CertAlarm.


Ecco pochi, semplici ma utilissimi consigli per iniziare a porsi il problema della sicurezza in casa.

E’ un aspetto fondamentale e le indicazioni di Mauro ci hanno fatto fare un serio pensiero su come affrontare la questione.

Se poi volete qualche consiglio aggiuntivo, contattatelo sul suo sito, dove troverete altre importantissme indicazioni.

Un grazie specialissimo a Mauro.

Mauro Gabbiati si occupa di sicurezza antintrusione dal 1992. Ha lavorato per alcuni dei principali costruttori di sistemi antifurto italiani nel settore progettazione e normativa tecnica. E’ stato consigliere direttivo dell’ANCISS ANIE, (associazione costruttori e installatori di sistemi di sicurezza), segretario del Comitato Tecnico CT79 del CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano), rappresentante Italiano al CENELEC (Comitato Europeo per la Normazione Elettrotecnica) per la normativa Europea sulla Sicurezza antintrusione e delegato Italiano per la Sicurezza in EURALARM (Associazione Europea dei costruttori di sistemi intrusione ed incendio). Recentemente ha collaborato alla creazione del nuovo schema certificativo pan-europeo CertAlarm.

Convivenza: gli errori da evitare. I possibili rimedi. 2

on giu30 2009

Riprendiamo il discorso iniziato qualche settimana fa sui possibili errori cui si va incontro durante la convivenza e su qualche soluzione praticabile e fattibile.

Parliamo quindi degli altri cinque errori, e come sempre facciamo riferimento a quanto hanno scritto nell’articolo originale (Clicca qui per leggerlo)

(continua…)

Convivenza: gli errori da evitare. I possibili rimedi. 1

on giu24 2009

Veniamo quindi alle risposte, che in realtà sono delle semplici considerazioni a partire da quanto scritto nell’articolo originale (Clicca qui per leggerlo).

Vi preghiamo solo di leggere il testo che segue con attenzione, ma di prendere tutte le opinioni in merito con le pinze: su certi temi è difficile trovare accordo per un mucchio di ragioni. In primo luogo perchè le premesse non sono sempre le stesse e definire “un errore” qualcosa che può creare problemi può già creare dei pregiudizi e vincolare le conseguenze, irrigidendone le posizioni. In secondo luogo, perchè non esistono ricette uniche, certe, scientifiche e misurabili per affrontare certe situazioni. Come sempre il buon senso è ciò che ci permette di non fare… scemate! :-)

(continua…)

Convivenza: gli errori da evitare

on giu18 2009

Esistono le istruzioni per l’uso della coppia? Quali sono gli errori da evitare quando si va a convivere? E cosa si fa quando si commette qualche errore piuttosto grande? Si può tornare in dietro?

problema Convivenza: gli errori da evitareDomande preziose, e sarebbe carino trovare le risposte una volta per tutte. Ma chissà se esistono queste risposte corrette. La risposta è dentro di te, ma è sbagliata!, ci potrebbe rispondere Quelo.

Su un sito ho trovato un bel decalogo, che vorrei condividere con voi. Lo trovate su www.style.it (Link diretto all’articolo). Visto che ci sono alcune aspetti critici nelle risposte e nelle soluzioni trovate, proviamo a riportare i pezzi salienti di ogni regola d’oro.

Ovviamente, prima di iniziare, i nostri migliori complimenti: è un decalogo completo che presenta davvero tanti spunti, ma noi siamo puntigliosi e ci teniamo a lavorarci su. Per allegerirne un po’ la lettura (è davvero lunghissimo!!!) abbiamo pensato di dividere le descrizioni del problema o dell’errore dalle soluzioni. Quindi nel prossimo articolo troverete le possibili soluzioni (potete già leggere quelle proposte dalle autrici nell’articolo originale)

1.NEGARE LA PROPRIA INDIVIDUALITA’

«Un errore comune nella convivenza è sacrificare i propri interessi e le amicizie per dedicarsi completamente alla coppia», spiega la psicoterapeuta Federica Leva. «Eppure non ci si deve sentire messi da parte se l’altro trascorre una serata con amici. Non è una fuga, anzi. Sviluppare autonomamente le proprie curiosità rigenera la comunicazione nella vita a due».

2.NON CONDIVIDERE I COMPITI

«Capita spesso che già dall’inizio di una convivenza in una coppia uno dei due si carichi di quasi tutte le incombenze», afferma la psicoterapeuta Federica Leva di Varese. «All’inizio lo fa in modo naturale, senza che gli pesi, mentre l’altro inizia ad abituarsi comodamente alla situazione». Nei lunghi tempi però questo squilibrio di responsabilità non funziona e la coppia ne risente.

3.ASSECONDARE LE INTERFERENZE FAMILIARI

L’avvio di una convivenza a due è un momento molto delicato, tanto più se «si permette ai propri genitori, fratelli, parenti di invadere la nuova vita coniugale con consigli, apprezzamenti, aiuti vari», sottolinea la psicologa Sabrina Sozzani di Varese. «Spesso lo fanno per controllare voyeuristicamente la coppia. Lasciare che si intromettano è uno sbaglio comune, ma che può avere delle conseguenze pericolose».

4.RINTANARSI IN CASA

Prima della convivenza non si perdeva occasione per andare a cena, al cinema o a teatro. Adesso invece si sta a casa, vittime della pigrizia . Succede spesso così durante la convivenza: «Si tende a seppellirsi in casa e a non concedersi più gli svaghi di prima, dato che si sta insieme lo stesso», conferma la psicologa Federica Leva. «Il rischio? Noia e mancanza di stimoli comuni».

5.GIUSTIFICARE IL PETER PAN IN LUI

Se la coppia decide di andare a convivere si assume una responsabilità. Entrambi devono essere pronti ad affrontare in maniera matura la propria nuova quotidianità: «A questo punto può presentarsi il pericolo del complesso di Peter Pan, ovvero della difficoltà del soggetto, per lo più maschio, a crescere e ad assumersi le responsabilità», evidenzia la psicologa Sabrina Sozzani. «Questo, inevitabilmente, compromette una convivenza positiva e stabile».

6.ESTREMIZZARE IL SENSO DI LIBERTA’

«La convivenza non è esattamente la libertà di fare ciò che si vuole», afferma la psicologa Sabrina Sozzani. « È un errore credere che significhi uscire dal nucleo familiare per diventare “padroni del mondo”. Devono essere rispettati i valori personali, le credenze, tra cui quelle religiose, limitando la propria libertà a quello che desidera anche l’altro, nel rispetto reciproco».

7.NON IMPORSI DEI LIMITI

«Occorre coerenza nelle concessioni. I no, infatti, aiutano sempre», sostiene la psicologa Sabrina Sozzani. «La coppia dovrebbe imparare a imporsi alcuni limiti prima di iniziare la convivenza. Faccio un esempio: se prima lui poteva guardare l’automobilismo e subito dopo il calcio per tutta la domenica, sarà difficile fargli perdere quest’abitudine se non se ne parla prima insieme…».

8.MENTIRE

Posto che il principio base di una coppia è la comunicazione, diventa molto difficile portare avanti una relazione quando manca la sincerità. «Durante il fidanzamento le bugie possono essere sintomo di noia, ma con la convivenza questo può portare inevitabilmente a rompere il rapporto. A questo punto il problema è grave: bisognerebbe infatti anche capire per quale motivo chi racconta bugie continua a farlo», avverte la psicologa Sabrina Sozzani.

9.NON RICAVARSI SPAZI PROPRI

«Anche all’interno di un monolocale è bene avere uno spazio personale dove potere dare sfogo alla propria creatività non condivisa (o criticata) dall’altro», avverte la psicologa Sabrina Sozzani. «Può trattarsi, ad esempio, di un hobby. Oltre all’indipendenza economica, infatti, la coppia dovrebbe puntare anche a quella di pensiero. Per questo ha bisogno dei suoi spazi…».

10.SENTIRSI “ACCASATI”

L’avvio di una convivenza può portare sia la donna che l’uomo a un eccessivo rilassamento: «Un errore tipico è quello di sentirsi “accasati”, perdendo di vista il proprio aspetto fisico, ad esempio ingrassando a dismisura o non curando l’abbigliamento», evidenzia la psicoterapeuta Sabrina Sozzani. «Badare a se stessi, invece, è un segnale che indica rispetto personale e reciproco».

11.ASSECONDARE L’ANTIDESIDERIO

La convivenza alla lunga può uccidere il desiderio sessuale se la coppia sottovaluta certi campanelli d’allarme e non ricorre alla propria fantasia per continuare a stimolare l’altro. «Occorre cercare di mantenere la propria vita sessuale sempre attiva e creativa, evitando di negarsi o di mostrarsi disinteressati inibendo il partner», avverte la psicologa Federica Leva.

12.ESAGERARE CON LA TECNOLOGIA (Ovvero, lasciarsi distrarre dalle cose, n.d.a.)

Una convivenza allo start può essere minacciata pure dal modo in cui si accessoria la casa. «E’ un problema molto pratico», spiega la psicologa Federica Leva. «Alla sera può capitare che entrambi scelgano di interfacciarsi con il proprio computer. Internet ruba molto tempo, ipnotizza. Il tempo da trascorrere insieme svanisce senza che la coppia se ne renda quasi conto. Lo stesso dicasi per la televisione o le altre tecnologie che isolano gli utenti».

E voi? Come prevenite questi errori? Pensate ce ne siano altri?

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