Felici e Conviventi – Il grande passo

on apr9 2010

Felicitazioni! Wow, tiriamo subito fuori lo champagne: avete deciso di andare a vivere insieme. Il Grande Passo, finalmente! Che emozione.  Lo scenario è stato più o meno questo: alla fine di una cena da Andrea & Giulia, la Coppia Perfetta (tutti ne conosciamo e frequentiamo una, è inevitabile), in macchina, esattamente davanti a un semaforo rosso, il vostro Principe Azzurro vi ha sussurrato: “Amore, senti, e se andassimo a vivere insieme?”. Che colpo. Ovviamente avete risposto di getto: “Sìììì, sììì amore, lo voglio”.

È così, dunque, che arriva la proposta… Certo, a volte il Grande Passo si profila anche in modo meno plateale. I primi tempi lui si fermava ogni tanto, solo nel fine settimana. Poi è arrivato il suo spazzolino vicino al vostro.  E viceversa. Quindi sono iniziate a fiorire le sue t-shirt nel vostro armadio e le vostre borse di Gucci nel suo soggiorno. Fino al limite oltre il quale avete dovuto compiere una scelta: i segni premonitori per ritrovarsi presto felici & conviventi, a pensarci bene, c’erano tutti! Fantastico, sia come sia, vivere insieme è comunque quello che volevate da sempre, da quando avete iniziato a frequentarvi.

E d’accordo, la proposta non sarà arrivata da un vero principe azzurro in sella a un cavallo bianco, e neppure – se vogliamo proprio dirla tutta – tanto in fretta, ma vi è sembrata assolutamente accettabile. In una frazione di secondo avete anche pensato all’aspetto pratico della questione: non dovete sposarvi, scegliere l’abito bianco, fare le prove con la sarta, redigere la lista degli invitati, la lista di nozze, recuperare documenti anagrafici, contattare il prete, scegliere il relais per il pranzo, i fiori, il menu, il viaggio di nozze, evviva niente di tutto questo.  Siete pronti a riempire gli scatoloni?

D’accordo, forse ora sarete ancora un po’ confusi.  Siete felici ed eccitati, certo ma, in effetti, ora che ci pensate dovete ancora avvertire i vostri genitori, i vostri amici e qualche collega con cui siete in particolare confidenza.  E già provate a immaginarvi le possibili reazioni:  “Uhm, siete proprio sicuri?”, “…ma, cara, dimmi: prevedete di sposarvi in futuro?”, “Scusa la domanda indiscreta: dove abiterete?”.

Niente panico, sono domande che pongono sempre tutti, sono normalissime. L’importante è che la risposta la conosciate almeno voi!

A livello sociologico, a ogni modo, siete in buona compagnia. In Italia, secondo una recente “fotografia” dell’Istat, il 6 per cento delle coppie convive. Questo significa, in pratica, che state per aggiungervi alle 680 mila persone che hanno già deciso di vivere romanticamente insieme senza vincoli giuridici.

felici conviventi Felici e Conviventi   Il grande passo

La copertina di Felici e Conviventi

Tratto da:

Felici e Conviventi – Manuale per una unione perfetta

di

Michaela Belisario

Morellini Editore

La risposta ad Alessandra

on apr7 2010

Abbiamo volutamente aspettato a rispondere in modo concreto ad Alessandra per una serie di ragioni.

Prima di tutto, perchè non è facile produrre una soluzione pratica, immediatamente applicabile ad una questione così apparentemente semplice, ma dannatamente complessa come quella che ci ha posto la nostra lettrice.

Secondo, perchè volevamo pensarci bene, dare un’occhiata in giro, provare a metterci nei suoi panni (non è stato molto difficile, per le ragioni che abbiamo accennato nel post Il terzo incomodo: gli interessi) e valutare cosa avremmo fatto noi al loro posto.

Ecco quindi la nostra piccola proposta. Nostra si riferisce a ciò che faremmo noi se fossimo al vostro posto e, di conseguenza, non è una consulenza professionale, ma un semplice consiglio da amici.

Una premessa

consulente La risposta ad Alessandra

Prima di tutto!

Quelli che seguono sono passi semplici, per alcuni versi ovvi, ma che per la loro ovvietà rappresentano il primo passo per sbloccare la situazione. Spesso ci abituiamo alle cose senza nemmeno accorgercene e porre un po’ di attenzione al percorso che abbiamo intrapreso per arrivare dove siamo può essere il primo passo per risolvere la situazione o, perlomeno, per uscire dallo stallo.

Inoltre, se ci si abitua alle distanze, non si sente nemmeno più il bisogno della vicinanza: bisogna invertire la direzione – se il nostro scopo è salvare il salvabile – e ripassare i fondamentali che ci hanno portato alla convivenza: perchè siamo arrivati fino a qui? cosa abbiamo fatto per raggiungere questo punto? come possiamo cambiare direzione?

Non si tratta di cercare colpevoli (non ne uscireste vincitori, anzi, entrambi perdereste il triplo della posta in gioco!), ma di individuare punti cruciali nella vostra storia recente che vi hanno portato a questa situazione, individuando strade alternative.

Ma veniamo al succo.

1. Prendetevi una pausa.

No, non in quel senso, cosa avete capito? Una pausa per voi due!

Se fai sempre le stese cose, otterrai sempre gli stessi risultati. Spezzate questa catena e trovate il modo di cambiare rotta. Basta per un momento distrarsi dalle frasi fatte, dai pregiudizi, dalle abitudini, dalle solite cose per provare ad intravedere uno spiraglio di luce.

Relax! Just Relax!

Relax! Just Relax!

Se invece la crisi economica (ma alcuni ottimisti dicono che non c’è!), il lavoro, tutto il resto ve lo impediscono a breve, provate a dedicarvi un weekend col programma “Fidanzatini Cercasi”.

Cancellate tutti gli impegni per questo fine settimana, comunicate a famiglie e amici che questo fine settimana sarete irreperibili perchè “dovete lavorare molto”. Poi, con tutta tranquillità, preparatevi un paio di giorni ricchi delle cose che vi piacciono e che avreste fatto nei primi tempi, quando i fine settimana erano stracolmi di attenzioni reciproche e cose divertenti da fare insieme.

Unica regola: le cose che scegliete di fare devono piacere ad entrambi, tutte! Potete concedervi massimo una concessione a testa, ossia qualcosa che rende felice uno dei due, anche se all’altro non fa impazzire. L’ideale sarebbe tutto perfetto per entrambi, ovviamente.

Stabilite le cose che vi piacerebbe fare, definite un programma preciso, prestando molta attenzione alla sua completa fattibilità. Non mettete un pranzo a Cortina, e la cena a Torino! Sarebbe un inutile tour de force! Se possibile, cercate cose da fare senza troppi sforzi, senza perdite di tempo eccessive e che, presumibilmente, vi permettano di concentrarvi sull’attività, piuttosto che sulla preparazione.

Facciamo un esempio, come ce ne potrebbero essere molti.

Venerdi sera cena nel posto in cui siete andati la prima volta che siete usciti solo voi due. Rientro e lettura di un libro insieme, qualcosa che vi permetta di condividere qualcosa. Ad esempio? La prima sorsata di Birra di Philippe Delerm (di cui abbiamo già parlato in uno dei nostri primissimi post La prima notte di convivenza), o uno di quelli del genere Brodo caldo per l’anima o ancora, meglio di tutti, un bel libro nuovo di zecca sulla rivisitazione del Kamasutra in chiave moderna! Così è garantito il seguito!

Sabato mattina. Colazione fatta in casa con brioches fresche o con qualsiasi cosa vi piaccia. Fate il possibile per non uscire, ma per dilungarvi in un’intensa, rigenerante, senza pretese e senza interruzioni colazione al cazzeggio. Che sia più lunga e pigra possibile. Bagno insieme, o doccia, ma che abbia qualche attenzione in più da farsi reciprocamente: una maschera, un massaggio, un bagno esfolliante. Non importa, basta che abbia i seguenti requisiti: 1) lenta e pigra, 2) piacevole, 3) divertente, 4) reciproca.

Pomeriggio, al cazzeggio in centro, con divieto assoluto di shopping finalizzato: solo e semplice cazzeggio, equilibrato tra lui e lei: si entra nel 40% dei negozi che piacciono a lei, nel 40% dei negozi che piacciono a lui e nel 20% di negozi in cui non entrereste mai: stravanganti, di oggetti assurdi e improbabili, di merce che non comprerete mai! Antichità, caccia e pesca, vestiti per bambini e infanzia, negozi giocattoli, libri antichi, modernariato! Insomma tutto ciò che avete sempre evitato. Scopo? Solo curiosare!

Tempi lunghi e ben goduti!!!

Tempi lunghi e gustati fino in fondo!!!

Sabato sera: dedicato a cio’ che vi ha uniti! Vi siete incontrati in discoteca? Ok, si va a ballare! In un museo? Ok, cerchiamo una mostra serale – se è assurda, meglio ancora!!! In pizzeria, ok, pizza e cinema sono quello che fa per voi! insomma una serata tutta vostra, all’insegna della prima volta.

Domenica mattina, brunch da qualche parte, possibilmente qualche posto nuovo e inusuale, qualcosa che vi stuzzichi. E pomeriggio al parco: pigrizia, riposo, cazzeggio totali! Nessuna regola, solo cazzeggio!

Insomma, capito l’antifona?

Ogni attività deve essere un cocktail di:

1) qualcosa che vi piace,
2) qualcosa che non avete mai provato,
3) qualcosa che potrebbe sorprendervi,
4) qualcosa da condividere, nel bene o nel male.

Fate tutto senza pretese e senza aspettative, come se fosse improvvisato, non pianificato! E così deve essere la vita: quando vi siete messi insieme, qualsiasi cosa avveniva, senza pretese, senza fatica, solo per il fatto che eravate insieme!

2. Fate il gioco della “Tempesta delle Regole”.

Mettetevi a tavolino, con un bel bicchierozzo di birra! Carta e penna e da bravi analisti, mettetevi a riflettere insieme. Piegate il foglio in modo da avere tre colonne.

Mettere nero  su bianco i propri pensieri è il primo passo verso la soluzione
Mettere nero su bianco i propri pensieri è il primo passo verso la soluzione

Nella prima colonna, fate un elenco delle tre cose che vi stanno facendo perdere la rotta (se sono di più, fate pure, ma cercate di raggrupparle in categorie omogenee e semplici). Parlatene, pensateci, senza per forza scannarvi. Non ce n’è bisogno.

Nella colonna di destra, la terza, provate a cercare delle alternative e delle soluzioni, qualcosa che vi permetta di escludere quelle cause e di neutralizzarne gli effetti.

Spesso, mettere nero su bianco le proprie idee può essere molto utile per chiarirsi e individuare i prossimi passi.

Provate ora a prendere il materiale emerso dalla terza colonna e stabilite delle regole da mettere in pratica subito, entro una settimana ed entro due settimane. Devono essere condivise e associate a segnali che uno può mandare all’altro, per ricordargli l’impegno preso.

Poi, entrambi, fate il possibile per metterle in pratica, evitando alibi, scuse o falsi pretesti per non attuarle!

3. Fatevi un regalo.

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Un regalo decisamente utile!

In libreria abbiamo trovato questo libro, assolutamente unico:

Ti voglio bene ma non ti amo più di Andrew G. Marshall

Vi riportiamo la descrizione di IBS:

Alcuni anni fa una coppia si affidò all’esperienza di Marshall dopo che uno dei due partner aveva confessato all’altra che le voleva bene, ma non l’amava più. I due si definivano ormai “migliori amici, come fratello e sorella, compagni”. Gli amanti di un tempo si erano trasformati in compagni di vita, e ciò non era sufficiente. A partire da quel momento Marshall ha deciso di studiare un fenomeno sempre più diffuso constatando che una relazione su quattro subiva un epilogo del genere. Così nasce questo libro che descrive l’approccio messo a punto dall’autore: la comprensione e l’analisi di ciò che spinge la coppia al loro punto cruciale di rottura e la proposta di un’azione in sette passi per migliorare la vita di coppia. Osservando attentamente come la coppia comunica, come discute, come dimostra affetto o amore, la sua complicità, il senso di responsabilità, come i singoli danno e ricevono, Marshall fornisce una sorta di ricetta per permettere ai partner di capire meglio se stessi e l’altro, nonché stringere un legame più forte e passionale di prima.

E’ semplicemente eccezionale: semplice, scorrevole, praticissimo, ricco di idee ed esercizi utili per la coppia, anche non in crisi!

A noi è piaciuto moltissimo, e pensiamo possa essere un buon regalo per provare ad affrontare la situazione, aldilà dei singoli eventi e delle cose che possono accadere quotidianamente. Un buon momento di crescita, non solo della coppia ma, soprattutto, dell’individuo!

E ovviamente, teneteci aggiornati: noi siamo sempre qui!!!

Cosa facciamo questo fine settimana?

on set3 2009

Ecco il primo articolo del post-compleanno. Riprendiamo con un tema che ci ha risvegliato un amico, raccontandoci del problema del fare qualcosa, quando non sai cosa fare.

1208802 king 2 Cosa facciamo questo fine settimana?E’ un problema assai più diffuso di quanto si possa immaginare (noi, al contrario non vediamo l’ora di avere una domenica in cui l’unica cosa che dobbiamo fare è decidere quale film mettere nel dvd e cosa mangiare per cena… ma speriamo che l’autunno ci porti qualche sano pomeriggio di cazzeggio totale!). In alcune coppie capita che interessi differenti, problemi quotidiani, stress, e tutto quello che volete usare come alibi/giustificazione/spiegazione facciano arrivare al sabato mattina senza avere un programma per il fine settimana.

Ma facciamo una premessa. Supponiamo di immaginare la coppia media, entrambi lavoratori a tempo pieno, con poco tempo per le faccende casalinghe durante la settimana e con la necessità di provvedervi almeno una volta ogni tanto. Immaginiamo quindi di coprire il 70% dei sabati mattina ad occuparsi di casa e spesa e supponiamo di immaginare il sabato pomeriggio come continuazione di un tempo “forzato”. Rimane la domenica. E se non ci si organizza si apre la questione.

Certo con un buon programma per calendari le cose si semplificano dal punto di vista organizzativo, ma rimane una domanda: cosa fare?

L’idea c’è venuta pensando alle molte cose che volevamo fare e che, di volta in volta, ci dimentichiamo.1151807 to do Cosa facciamo questo fine settimana?

  1. Preparate una lista di tutte le cose che potete e volete fare distinguendole in categorie. Ad esempio:
    • Luoghi da visitare entro i 15 km
    • Luoghi da visitare che richiedono una giornata
    • Luoghi da visitare che richiedono almeno una notte fuori
    • Mostre ed eventi
    • Esperienze da provare
    • Persone da invitare per pranzo/da andare a visitare
    • Film da vedere assolutamente
    • Cibi che richiedono una lunga preparazione ma che volete provare
  2. Potete prepararne due e contrassegnare le cose in comune
  3. Date una priorità ad ogni voce (A, da fare entro un mese, B, entro 6 mesi e C entro un anno)
  4. Tenete aggiornata la lista dei desideri e arricchitela con tutto ciò che vi passa per la mente, purchè fattibile in due.

La prossima volta che non sapete come riempire la vostra domenica (o il fine settimana) prendete in mano la lista, fate due conti e … lasciati condurre dai vostri desideri!

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