Felici e Conviventi – Due cuori all’estero

on mag7 2010

L’Olanda? Ha il suo patto! La Germania? Pure! E la Gran Bretagna? Of course. In quasi tutte le nazioni europee la convivenza è garantita da anni con una legge. In Olanda l’accordo di convivenza si chiama Wettelijke samenwoning, in Belgio Cohabitation légale, in Danimarca Registreret Partnerskab, in Germania Eingetragene Lebenspartnertschaft e in Gran Bretagna Civil Partnership.

Firmando l’atto di convivenza, i partner sono obbligati a fedeltà, aiuto e reciproca assistenza, hanno gli stessi diritti e doveri dei coniugi, ricevono aiuti assistenziali e contributivi dallo stato e viene regolato l’uso della casa; in Norvegia si possono adottare i bambini del partner e in Olanda si può scegliere se usare il cognome del convivente.

Svezia, Danimarca, Norvegia, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Francia, e Germania hanno esteso la possibilità anche alle coppie gay. Di più: Spagna, Svezia, Belgio e Olanda hanno approvato il matrimonio per coppie omosessuali.

Il Pacs in Francia

Je pacse et toi? In Europa il modello di convivenza “legale” che ha avuto più successo è stato sicuramente quello francese. Approvato nel 1999, ha conosciuto un boom nei dieci anni successivi, tanto da aver superato i matrimoni civili; è aperto anche alle coppie omosessuali. Il Pacs, ovvero Pacte civil de solidaritè et du concubinage, si concretizza con una dichiarazione congiunta scritta alla cancelleria del Tribunal d’instance nella giurisdizione di residenza.

Comporta una serie di obblighi per il partner, come l’impegno a condurre una vita in comune, l’aiuto materiale reciproco e la responsabilità comune per i debiti accumulati insieme; a tre anni dalla firma, sono previsti benefici fiscali e tagli alle tasse. Con il Pacs naturalmente è prevista l’assistenza del partner in ospedale e vengono regolati anche i dettagli per gli alimenti in caso di fine del rapporto.

felici conviventi Felici e Conviventi   Due cuori all’estero

La copertina di Felici e Conviventi

Tratto da:

Felici e Conviventi – Manuale per una unione perfetta

di

Michaela Belisario

Morellini Editore

Felici e Conviventi – In nome della legge

on apr30 2010

È meglio convivere o sposarsi? Meglio giurarsi amore eterno o semplicemente vivere insieme senza un apparente impegno ufficiale?

Che fatica rispondere a queste domande, quando c’è in ballo la vostra felicità! Siete certi dei sentimenti per il vostro partner,ma le idee sul futuro dopotutto non sono ancora chiarissime.

La domanda vale un biglietto per il paradiso!  È quasi come chiedersi se sia meglio organizzarsi una vacanza fai da te con tutti i rischi e le bellissime sorprese del caso o prenotare un viaggio organizzato dal programma dettagliato e dall’assicurazione garantita. La risposta è che entrambe le soluzioni, convivenza e matrimonio, appaiono interessanti per il vostro cuore: dipende da quello che cercate, da quello che siete, di cosa avete bisogno.

L’unica grande differenza tra matrimonio e convivenza – escludendo le convinzioni morali e religiose – in effetti sta solo ed esclusivamente nella tutela giuridica che la convivenza (ancora) non possiede.

Il matrimonio è tutelato dalla Costituzione con tre articoli fondamentali, il 29, 30 e 31, e regolato da una serie di articoli del codice civile.  L’art 29, in particolare, dice che: “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”.

La convivenza, invece, non è inquadrata da nessuna legge specifica: vivere insieme sotto lo stesso tetto non prevede, davanti allo Stato, diritti e obblighi reciproci. Siete solo voi a dover decidere come comportarvi all’interno della vostra relazione. Vale per tutti una certezza assoluta: si è felici comunque, quando ci si decide al Grande Passo in due.

felici conviventi Felici e Conviventi   In nome della legge

La copertina di Felici e Conviventi

Tratto da:

Felici e Conviventi – Manuale per una unione perfetta

di

Michaela Belisario

Morellini Editore

Obbligo di cura reciproca anche per chi convive

on set17 2009

875413 balance Obbligo di cura reciproca anche per chi conviveUn piccolo passo avanti, anche se parte da una situazione dolorosa, verso il riconoscimento delle coppia di fatto, o perlomeno dell’avvio verso una differente consapevolezza culturale, se non legale, della coppia come nucleo famigliare.

Il Corriere della Sera nella versione online di qualche giorno fa pubblicava:

Non soltanto il matrimonio tra marito e mo­glie, ma anche il rapporto di convivenza, se intenso e pro­tratto nel tempo, possono fare scaturire lo stesso «dovere di cura», gli stessi «reciproci obbli­ghi di assistenza morale e mate­riale » che la legge pone a carico dei soli coniugi e presidia con pene da 1 a 8 anni in caso di «abbandono di persona incapa­ce » (Continua a leggere l’articolo).

Certo è solo un microscopico passo, ma può essere che la sensibilità dei giuristi prima o poi si ripercuota anche su scelte ben più ampie, in grado di tutelare maggiormente le coppie di fatto, perchè le cose non vanno sempre come nelle favole, e in questi casi può rendersi utile una tutela di altro tipo.

Aspettiamo!

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