La risposta ad Alessandra

on apr7 2010

Abbiamo volutamente aspettato a rispondere in modo concreto ad Alessandra per una serie di ragioni.

Prima di tutto, perchè non è facile produrre una soluzione pratica, immediatamente applicabile ad una questione così apparentemente semplice, ma dannatamente complessa come quella che ci ha posto la nostra lettrice.

Secondo, perchè volevamo pensarci bene, dare un’occhiata in giro, provare a metterci nei suoi panni (non è stato molto difficile, per le ragioni che abbiamo accennato nel post Il terzo incomodo: gli interessi) e valutare cosa avremmo fatto noi al loro posto.

Ecco quindi la nostra piccola proposta. Nostra si riferisce a ciò che faremmo noi se fossimo al vostro posto e, di conseguenza, non è una consulenza professionale, ma un semplice consiglio da amici.

Una premessa

consulente La risposta ad Alessandra

Prima di tutto!

Quelli che seguono sono passi semplici, per alcuni versi ovvi, ma che per la loro ovvietà rappresentano il primo passo per sbloccare la situazione. Spesso ci abituiamo alle cose senza nemmeno accorgercene e porre un po’ di attenzione al percorso che abbiamo intrapreso per arrivare dove siamo può essere il primo passo per risolvere la situazione o, perlomeno, per uscire dallo stallo.

Inoltre, se ci si abitua alle distanze, non si sente nemmeno più il bisogno della vicinanza: bisogna invertire la direzione – se il nostro scopo è salvare il salvabile – e ripassare i fondamentali che ci hanno portato alla convivenza: perchè siamo arrivati fino a qui? cosa abbiamo fatto per raggiungere questo punto? come possiamo cambiare direzione?

Non si tratta di cercare colpevoli (non ne uscireste vincitori, anzi, entrambi perdereste il triplo della posta in gioco!), ma di individuare punti cruciali nella vostra storia recente che vi hanno portato a questa situazione, individuando strade alternative.

Ma veniamo al succo.

1. Prendetevi una pausa.

No, non in quel senso, cosa avete capito? Una pausa per voi due!

Se fai sempre le stese cose, otterrai sempre gli stessi risultati. Spezzate questa catena e trovate il modo di cambiare rotta. Basta per un momento distrarsi dalle frasi fatte, dai pregiudizi, dalle abitudini, dalle solite cose per provare ad intravedere uno spiraglio di luce.

Relax! Just Relax!

Relax! Just Relax!

Se invece la crisi economica (ma alcuni ottimisti dicono che non c’è!), il lavoro, tutto il resto ve lo impediscono a breve, provate a dedicarvi un weekend col programma “Fidanzatini Cercasi”.

Cancellate tutti gli impegni per questo fine settimana, comunicate a famiglie e amici che questo fine settimana sarete irreperibili perchè “dovete lavorare molto”. Poi, con tutta tranquillità, preparatevi un paio di giorni ricchi delle cose che vi piacciono e che avreste fatto nei primi tempi, quando i fine settimana erano stracolmi di attenzioni reciproche e cose divertenti da fare insieme.

Unica regola: le cose che scegliete di fare devono piacere ad entrambi, tutte! Potete concedervi massimo una concessione a testa, ossia qualcosa che rende felice uno dei due, anche se all’altro non fa impazzire. L’ideale sarebbe tutto perfetto per entrambi, ovviamente.

Stabilite le cose che vi piacerebbe fare, definite un programma preciso, prestando molta attenzione alla sua completa fattibilità. Non mettete un pranzo a Cortina, e la cena a Torino! Sarebbe un inutile tour de force! Se possibile, cercate cose da fare senza troppi sforzi, senza perdite di tempo eccessive e che, presumibilmente, vi permettano di concentrarvi sull’attività, piuttosto che sulla preparazione.

Facciamo un esempio, come ce ne potrebbero essere molti.

Venerdi sera cena nel posto in cui siete andati la prima volta che siete usciti solo voi due. Rientro e lettura di un libro insieme, qualcosa che vi permetta di condividere qualcosa. Ad esempio? La prima sorsata di Birra di Philippe Delerm (di cui abbiamo già parlato in uno dei nostri primissimi post La prima notte di convivenza), o uno di quelli del genere Brodo caldo per l’anima o ancora, meglio di tutti, un bel libro nuovo di zecca sulla rivisitazione del Kamasutra in chiave moderna! Così è garantito il seguito!

Sabato mattina. Colazione fatta in casa con brioches fresche o con qualsiasi cosa vi piaccia. Fate il possibile per non uscire, ma per dilungarvi in un’intensa, rigenerante, senza pretese e senza interruzioni colazione al cazzeggio. Che sia più lunga e pigra possibile. Bagno insieme, o doccia, ma che abbia qualche attenzione in più da farsi reciprocamente: una maschera, un massaggio, un bagno esfolliante. Non importa, basta che abbia i seguenti requisiti: 1) lenta e pigra, 2) piacevole, 3) divertente, 4) reciproca.

Pomeriggio, al cazzeggio in centro, con divieto assoluto di shopping finalizzato: solo e semplice cazzeggio, equilibrato tra lui e lei: si entra nel 40% dei negozi che piacciono a lei, nel 40% dei negozi che piacciono a lui e nel 20% di negozi in cui non entrereste mai: stravanganti, di oggetti assurdi e improbabili, di merce che non comprerete mai! Antichità, caccia e pesca, vestiti per bambini e infanzia, negozi giocattoli, libri antichi, modernariato! Insomma tutto ciò che avete sempre evitato. Scopo? Solo curiosare!

Tempi lunghi e ben goduti!!!

Tempi lunghi e gustati fino in fondo!!!

Sabato sera: dedicato a cio’ che vi ha uniti! Vi siete incontrati in discoteca? Ok, si va a ballare! In un museo? Ok, cerchiamo una mostra serale – se è assurda, meglio ancora!!! In pizzeria, ok, pizza e cinema sono quello che fa per voi! insomma una serata tutta vostra, all’insegna della prima volta.

Domenica mattina, brunch da qualche parte, possibilmente qualche posto nuovo e inusuale, qualcosa che vi stuzzichi. E pomeriggio al parco: pigrizia, riposo, cazzeggio totali! Nessuna regola, solo cazzeggio!

Insomma, capito l’antifona?

Ogni attività deve essere un cocktail di:

1) qualcosa che vi piace,
2) qualcosa che non avete mai provato,
3) qualcosa che potrebbe sorprendervi,
4) qualcosa da condividere, nel bene o nel male.

Fate tutto senza pretese e senza aspettative, come se fosse improvvisato, non pianificato! E così deve essere la vita: quando vi siete messi insieme, qualsiasi cosa avveniva, senza pretese, senza fatica, solo per il fatto che eravate insieme!

2. Fate il gioco della “Tempesta delle Regole”.

Mettetevi a tavolino, con un bel bicchierozzo di birra! Carta e penna e da bravi analisti, mettetevi a riflettere insieme. Piegate il foglio in modo da avere tre colonne.

Mettere nero  su bianco i propri pensieri è il primo passo verso la soluzione
Mettere nero su bianco i propri pensieri è il primo passo verso la soluzione

Nella prima colonna, fate un elenco delle tre cose che vi stanno facendo perdere la rotta (se sono di più, fate pure, ma cercate di raggrupparle in categorie omogenee e semplici). Parlatene, pensateci, senza per forza scannarvi. Non ce n’è bisogno.

Nella colonna di destra, la terza, provate a cercare delle alternative e delle soluzioni, qualcosa che vi permetta di escludere quelle cause e di neutralizzarne gli effetti.

Spesso, mettere nero su bianco le proprie idee può essere molto utile per chiarirsi e individuare i prossimi passi.

Provate ora a prendere il materiale emerso dalla terza colonna e stabilite delle regole da mettere in pratica subito, entro una settimana ed entro due settimane. Devono essere condivise e associate a segnali che uno può mandare all’altro, per ricordargli l’impegno preso.

Poi, entrambi, fate il possibile per metterle in pratica, evitando alibi, scuse o falsi pretesti per non attuarle!

3. Fatevi un regalo.

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Un regalo decisamente utile!

In libreria abbiamo trovato questo libro, assolutamente unico:

Ti voglio bene ma non ti amo più di Andrew G. Marshall

Vi riportiamo la descrizione di IBS:

Alcuni anni fa una coppia si affidò all’esperienza di Marshall dopo che uno dei due partner aveva confessato all’altra che le voleva bene, ma non l’amava più. I due si definivano ormai “migliori amici, come fratello e sorella, compagni”. Gli amanti di un tempo si erano trasformati in compagni di vita, e ciò non era sufficiente. A partire da quel momento Marshall ha deciso di studiare un fenomeno sempre più diffuso constatando che una relazione su quattro subiva un epilogo del genere. Così nasce questo libro che descrive l’approccio messo a punto dall’autore: la comprensione e l’analisi di ciò che spinge la coppia al loro punto cruciale di rottura e la proposta di un’azione in sette passi per migliorare la vita di coppia. Osservando attentamente come la coppia comunica, come discute, come dimostra affetto o amore, la sua complicità, il senso di responsabilità, come i singoli danno e ricevono, Marshall fornisce una sorta di ricetta per permettere ai partner di capire meglio se stessi e l’altro, nonché stringere un legame più forte e passionale di prima.

E’ semplicemente eccezionale: semplice, scorrevole, praticissimo, ricco di idee ed esercizi utili per la coppia, anche non in crisi!

A noi è piaciuto moltissimo, e pensiamo possa essere un buon regalo per provare ad affrontare la situazione, aldilà dei singoli eventi e delle cose che possono accadere quotidianamente. Un buon momento di crescita, non solo della coppia ma, soprattutto, dell’individuo!

E ovviamente, teneteci aggiornati: noi siamo sempre qui!!!

Full Time

on mar12 2010

La tazza di caffè nero, fumante, è qui sulla scrivania, pericolosamente vicina al mouse. Mi sarei svegliato con molta più calma se i cassetti, le porte, il ciondolio dei gioielli quotidiani, i tacchi di quella di sopra, e una manciata di altri rumori non mi avessero svegliato.

Così, prima di passare alle cose serie, al lavoro che oggi sarà particolarmente intenso, ho pensato di ricavarmi uno spazio per scrivere e per trovare il tempo di fare una cosa sempre più rara: fermarmi e pensare. Rara, nel senso che ogni giorno ci sentiamo catapultati in una marea di eventi, liste di cose da fare, idee da realizzare, pensieri da concretizzare. Un mondo che evolve ad una velocità spaventosa. Ma non retoricamente, perchè mi riferisco al mondo individuale, a quello che ci capita quotidianamente, nella testa. Un mondo che si sviluppa come una rete infinita di relazioni tra cose, persone, eventi.

In queste settimane abbiamo lavorato tantissimo. Fermarmi con un sorso di caffè, è come mettere la pausa, tornare indietro a moviola, davanti ad uno di quelle enormi pareti da regia, piene di video, monitor e lucine lampeggianti. Ognuno di essi proietta un aspetto della vita: il lavoro, le uscite, gli eventi, gli amici, un aperitivo, una passeggiata, un negozio, un caffè a metà mattina, un problemuccio da risolvere, quattro risate, un bicchiere di vino. Guardo il timer sotto uno di questi monitor: stiamo parlando solo delle ultime settimane. Figuriamoci tutto il resto.

1186880 cup 1 Full TimePoi mi concentro su casa nostra. Un gruppo di monitor mi mostra le scene quotidiane vissute tra queste mura. Siamo prevalentemente solo noi due. Ci sarebbero altre scene di amici che passano, ma al momento non mi interessano.

Le fisso. Aggiungo un po’ di latte al caffè. Quante cose.

Non la chiemerei routine, perchè per nostra grande fortuna i pochi segni del tempo che passa costante sono dati da scadenze effimere e inutili: uno o due reality settimanali, qualche puntata di Annozero o simili. Quelle sono abbastanza costanti, è vero. Ma le altre scansioni sono dettate da scostanti, non strutturati, sparsi eventi nel corso delle settimane. Se volessi provare a tracciare una linea tra questi punti, mi accorgerei che sono così tanti, così differenti, così distributi in momenti non prevedibili sei mesi fa, che mi accorgo che la nostra routine è fatta di non routine.

E’ una bella fortuna.

1237683 clock Full TimeSiamo sempre presi da qualcosa da fare. Non ci capita mai di annoiarci. Non ci capita mai di chiederci: e ora cosa facciamo? O se ce lo chiediamo, è solo per goderci il lusso di cambiare programma e provare quel piacere di scegliere insieme il prossimo passaggio.

Non si tratta di frenesia, fretta, sovrafollamento dell’agenda, incapacità di stare fermi. Si tratta del contenuto dei momenti passati insieme, della forma di quel tempo.

Parlo di una sostanza che sta tra le righe delle cose da fare. Impalpabile, irrefrenabile, ma morbida ed elastica. Una sorta di solletico che alimenta la sensazione delle cose che fai, le circonda, le muove insieme, forse le tiene aggregate, forse vi passa in mezzo.

L’altra sera abbiamo visto Up, assolutamente da vedere! Nei primi dieci minuti viene mostrata la vita di una coppia. E’ fatta di piccole cose: un libro letto insieme, gite, esperienze, cose stupide e insignificanti per il resto del mondo che però sono fondamentali per loro. Ecco, se volete vedere da fuori la vostra coppia, provate ad immaginarla come un film fatto di spezzoni.

Godetevi le scene, le immagini di quei piccoli eventi quotidiani. Il bello della convivenza non è solo scalare le vette più alte e avventurarsi in una giungla. A volte, anche quattro passi in centro, con il giusto sottofondo musicale, valgono veramente la pena.

10 cose da fare prima di ristrutturare casa

on ott23 2008

Tempi duri per i lavori e per il lavoro. E diventa difficile scrivere. ma almeno scriviamo una cosa utile.

checklist 249x300 10 cose da fare prima di ristrutturare casa

Ecco la check list per la prossima volta: le cose da fare assolutamente prima di avviare i lavori di ristrutturazione e qualcuna durante.

  1. Stabilire con precisione la data di chiusura dei lavori.
  2. Stabilire la penale, possibilmente definendo parametri quantitativi (giorni di ritardo e penale al giorno) e qualitativi (lavoro svolto)
  3. Chiedere immediatamente i numeri dei principali fornitori: idraulico, elettricista, muratore, piastrellista, imbianchino, fabbro e infissi. Così, se il geometra si dimentica qualcosa abbiamo il contatto diretto con chi ci fornisce il lavoro e stabiliamo noi eventuali orari.
  4. Chiedere la mail dell’impresa/geometra e inviare periodicamente richieste e memorandum. Verba volant, scripta manent.
  5. Riportare eventuali dettagli, richieste, elenchi di cose da fare su fogli appesi nel cantiere. Un unico foglio su cui comunicare le cose da fare.
  6. Preparare un elenco di tutti i possibili errori che possono compiere e man mano farli emergere come dubbi: si focalizzeranno di più sui dettagli
  7. Seguire tutti i lavori, passando in cantiere almeno una o due volte alla settimana. Almeno.
  8. Far venire il mio amico geometra almeno una volta al mese per dare un’occhiata esterna.
  9. Seguire le scadenze, riportarsele da qualche parte e farle rispettare. Soprattutto quelle intermedie.
  10. Pagare acconti e mai cifre intere, almeno dove possibile.

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