Vado a stare da… La Convivenza parziale

on lug10 2009

Andare a stare da lui, o da lei. Ecco un’altra forma di convivenza, assolutamente differente da tutte le modalità che abbiamo visto sinora. ne avevamo in qualche modo già accennato a due storie che ci hanno raccontato, di cui abbiamo già scritto nei post Attendere… prego! e Quando le etichette pesano.

stabilità Vado a stare da... La Convivenza parziale“Andare a stare da” significa che uno dei due ha una situazione più stabile, abita già da solo, e può ospitare l’altra persona. E’ abbastanza frequente e non sono poche le coppie che hanno iniziato proprio così (ma sarete voi a dircelo!).

Ci sono diverse modalità dell’andare a stare dal proprio partner. Proviamo a vederle, definendo le due figure: l’ospite (ossia chi ospita nella propria casa il partner) e quello che spiritosamente potremmo definire l’intruso (la persona che viene ospitata).

I pendolari. L’ospitato in questa situazione ha sempre pronto il trolley, con le cose pulite il primo giorno e quelle sporche quando ritorna alla propria dimora. Può passare dalla singola notte al weekend all’intera settimana. Si tratta di una situazione indeterminata per scelta: l’instabile non ha voglia di mettere radici o non lo ritiene ancora opportuno, per non correre troppo. E’ una situazione che permette di ottenere il massimo con poca spesa ed è tipica delle storie a distanza, che concentrano in pochi giorni l’intera storia.

Quelli in bilico. E’ il passaggio successivo al Pendolare, e comporta una sempre maggiore frequentazione della casa dell’ospite. La situazione della coppia è piuttosto stabile e aumenta progressivamente il tempo passato insieme. Potrebbe essere la svolta e rappresenta un bivio: si parte con la convivenza oppure no? E qui abbiamo almeno due possibilità (la terza direi di evitarla per scaramanzia!)

I coatti a ripetere. Non prendono la decisione e rimangono allo stadio 1 o 2 per un sacco di tempo, finchè lo ritengono necessario. Si tratta di una non-scelta, soprattutto se dura per più di sei mesi, un anno e le cose vanno bene. Possiamo cercarne tutte le spiegazioni che vogliamo (la più semplice è la paura di prendere decisioni o la paura di perdere la propria libertà, vedi anche il nostro articolo sulla sindrome di Peter Pan), ma rimane il fatto dell’instabilità e, alla lunga, può frantumare i sogni della coppia e… farla scoppiare.

Quelli provvisori, ma certi. L’alternativa al bivio è quella di decidere di convivere, rimanere nell’appartamento dell’ospite, fino a quando non ci sarà un’alternativa comune. Questo stadio possiamo definirlo convivenza e la permanenza nella casa di uno dei due viene vista come necessaria prima di consolidare la propria scelta e decidere per una soluzione che parta da zero e che coinvolga entrambi.

Quelli definitivi. Quando il problema non si pone, e la soluzione dell’ospite è accogliente per entrambi, adatta ai loro bisogni, perfetta, perchè cambiare? Anche in questo caso, rientriamo nella convivenza vera e propria.bilico Vado a stare da... La Convivenza parziale

Ma come affrontare la situazione dell’andare-a-stare-da?

Prima di proseguire, raccontateci la vostra esperienza e, magari, rispondete al sondaggio.

In quale tipo di convivenza di ritrovi?

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Convivenza. Una definizione

on lug9 2009

Convivenza. E’ forse la parola più usata all’interno di Convivendo.net. E, ovviamente, non è un caso.

Ma girando per caso in rete ci siamo chiesti se ne esiste una definizione, e abbiamo cercato e cercato e cercato.

definizione Convivenza. Una definizioneAd un livello generale, con il termine Convivenza ci si riferisce al vivere insieme nello stesso posto (Psicologia della Convivenza. Soggettività e socialità di F. Di Maria), con un senso di appartenenza a qualcosa (ad esempio alla coppia) o almeno con la consapevolezza che l’Altro esiste ed è diverso da noi.

Se invece vogliamo essere meno filosofici e più tecnici, troviamo le definizioni giuridiche che fanno riferimento alla convivenza more uxorio (o famiglia di fatto), ossia la convivenza fra due persone (non importa se dello stesso sesso oppure no), in cui esistono affettivi fra le due persone e una condivisione di scopi, spazi, tempi.

Nella convivenza, esistono quindi legami di natura personale, come l’assistenza morale, la coabitazione, la collaborazione nell’interesse comune della coppia, la fedeltà reciproca, nonché legami di natura patrimoniale, come la collaborazione e l’assistenza materiale (per esempio, la divisione delle spese necessarie per la casa, gli acquisti in comune, il mantenimento del partner più debole economicamente, ecc.) (leggi fonte originale)

Un ulteriore duplice aspetto della convivenza è l’organizzazione del nucleo famigliare e la stabilità della relazione (che significa anche prolungarsi nel tempo): i due individui decidono liberamente di convivere e, anche in mancanza di legame formale (ossia di un contratto come può essere quello matrimoniale), basano il loro legame sull’affetto, l’amore e l’unione.

Elementi essenziali della convivenza more uxorio sono quindi:

  • la comunità di vita;
  • la stabilità temporale;
  • l’assenza del legame giuridico del matrimonio.

(leggi fonte originale)

Insomma, ci sono tutte le premesse per capire di cosa stiamo parlando.

Purtroppo, se cercate in rete, la maggior parte dei riferimenti seri e concreti provengono, paradossalmente, da siti che si occupano di separazioni e divorzi, come quelli che abbiamo indicato tra le nostre fonti. Però sono molto chiari e precisi.

Ad esempio, sull’ultimo dei due potete trovare un elenco dei codici e delle norme giuridiche che tutelano la coppia di conviventi.

Noi nel frattempo ci informiamo e vi teniamo aggiornati.

Zero ansie – La coppia che cresce

on giu8 2009

barbecue Zero ansie   La coppia che cresceLa tavola apparecchiata su una splendida terrazza, fresca, ombreggiata e costantemente accarezzata da una brezza estiva, contraria a tutte le previsioni. Birra, bibite, torte salate sono solo le prime presenze che anticipano il ben di dio che giungerà nei nostri piatti tra pochissimo, una splendida grigliata a casa di amici. Era proprio quello che ci voleva.

Fin qui tutto abbastanza scontato. La consuetudine della grigliata estiva è assolutamente imperdibile, anche solo per innalzare trigliceridi e colesterolo. Ma nessuno si aspettava tutte quelle sorprese.

(continua…)

Andare a convivere

on mag13 2009

Vivere insieme. Andare a convivere. Vivere assieme al proprio compagno, compagna. Abitare con qualcuno. Andare a vivere con qualcuno. Un pochino più soft… stare insieme.

Quante parole per descrivere un’azione così semplice. Quanti significati della parola convivenza, quante sfumature del gesto del convivere.

E poi ci sono tutti gli attributi di queste parole.

Vivere bene. Convivere con. Convivere per. Vantaggi e svantaggi della convivenza. Pro e contro dell’andare a convivere. Costi e ricavi, costi e benefici.

Eppure sarebbe tutto molto semplice se ci riferissimo alle due semplici parole. Andare e Convivere. Un gesto rapido, quasi immediato, intuitivo e impulsivo. Una scelta che ha il sapore del caffè al mattino, il rumore dei passi che si (ri)conoscono, le piccole abitudini che si costruiscono giorno dopo giorno, gli spazi che assumono colore, sapore, odori.

Andare a convivere. Ha in sè il gesto del movimento, dello spostamento, del cambiamento. Moto a luogo. E la convivenza ha un fortissimo legame con un luogo. Che sia di uno dei due, che sia in prestito, in affitto o che sia acquistato in un grande progetto comune, il luogo della convivenza è fondamentale. Dà una forma all’atto del vivere insieme, del condividere momenti in due. Con-Dividere, altra parola magica.

Andare a convivere. Dà quasi il senso e la direzione alla decisione, le fa assumere una forma unica. Come se senza quella lettera il tutto non si legherebbe in alcun modo. Il legame. Si, ti muovi da qualche parte, vieni da un altrove, da un luogo diverso da questo. Ma perchè si stai andando dall’altra parte? A fare cosa? A…?

Convivere. Fine e mezzo. Inizio del viaggio. Destinazione? Dai, non importa!

Tante persone hanno paura di questa parola (figuriamoci della parola matrimonio), temono che sia irreversibile, che tagli via ogni libertà, che ti tolga definitivamente qualsiasi senso del gioco e, forse, che ti tolga troppo rapidamente l’etichetta “giovane”, “libero”. Credo di non aver mai giocato e di non essermi mai divertito come ho fatto in questi mesi. E non l’ho mai fatto con così tanta lucidità.

Certo  a 18-20 anni giocavo e cazzeggiavo di più. Ma non avevo la possibilità di scegliere. Era l’unico modo di giocare. oggi scelgo. Scelgo le sfumature delle mie azioni. E, in tutto questo, non riesco a vederci la perdita della libertà, anzi.

Convivere è anche scegliere, giorno dopo giorno, in un modo diverso, che ha in comune con il giorno precedente la scelta di decidere. Cosa facciamo oggi? Cosa facciamo domani? E ogni risposta è, tutto sommato, possibile.

Mai più sposi, meglio convivere. Il sorpasso delle “coppie light”.

on mar21 2009

E’ di ieri questo curioso articolo apparso su Repubblica.it:

La spiegazione è fin troppo semplice: la crisi economica crea problemi per quanto tutto ciò che riguarda le spese da sostenere.

“Le giovani coppie preferiscono un legame leggero, a tempo, da confermare in seguito, senza i vecchi mobili della nonna, il mutuo da pagare, la festa inutilmente costosa.”

Come capita, e Darwin lo sapeva bene, gli esseri umani adattano i propri costumi, le abitudini, le proprie percezioni del mondo all’ambiente che li circonda e, in un ambiente piuttosto ostile come quello configurato fino alla fine del 2009 – pessimismo e allarmismi esclusi – difficile prendere scelte definitive (sarà poi vero?).

“Gli esperti spiegano che si tratta di una “strategia adattativa” in un mondo che non ama più i legami “eterni” – che richiedono lacrime e denaro per essere cancellati – e convive con precarietà, mobilità, incertezza sempre crescenti. “Le diciottenni di oggi non si sposeranno senza prima aver provato a convivere, in media per due anni – conferma Alessandro Rosina, demografo, docente alla Cattolica di Milano – Ciò non significa che il matrimonio non abbia più valore, al contrario, per molti resta un traguardo. Ma non al primo colpo”.

E ancora:

“Il matrimonio si è trasformato da rito di passaggio all’età adulta a rito di conferma – dice Chiara Saraceno, sociologa della famiglia – Perfino la chiesa cattolica si è adattata: nei corsi prematrimoniali si parla ormai pochissimo di sesso, e l’abito bianco viene considerato come il simbolo di un ‘nuovo iniziò anziché della verginità della sposa”.

Il resto dell’articolo va nella stessa direzione (Leggi l’articolo intero)

In estrema sintesi, la convivenza viene dettata dal bisogno di andare a vivere insieme (ed è tautologico) ma con un importante peso degli aspetti pratici ed economici.

A pensarci bene, anche per noi è stato così: prima di tutto, avevamo voglia di andare a vivere insieme. In secondo luogo, avevamo bisogno di andare a vivere insieme . Paradossalmente, dal punto di vista economico, per alcuni versi conviene, soprattutto se si vive in due città diverse, ancora di più se lontane. La convivenza, se da un lato aumenta i costi di gestione della quotidianità (le spese, la casa, ecc.) dall’altra dimezza i costi del potersi vedere: non diventa più indispensabile uscire a cena per stare insieme, non diventano più indispensabili i weekend da qualche parte per passare del tempo insieme, ecc. Chiaramente, se uno dei due già vive da solo, il discorso si ridimensiona.

Convivenza: che tipo di scelta è? (Massimo due risposte)

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Le nostre Anteprime

on gen2 2009

Cosa vi aspetta?

buco serratura Le nostre Anteprime

Nelle prossime settimane abbiamo intenzione di scrivere un bel pò di cose carine e, soprattutto, utili. Nel cantiere di Convivendo.net, infatti, stiamo preparando alcuni articoli utili per le neo-coppie e per tutti coloro che stanno pensando di andare a convivere.

Qualche esempio?

Una metafora utilissima per prevenire alcuni acciacchi della coppia, perchè prevenire è sempre meglio che curare.

Alcune note utili per il prossimo Natale!

Una variabile non secondaria che può far tremare il letto.

  • La prima spesa.

Come affrontare la prima spesa. Può sembrare banale, ma l’entusiasmo della spesona può far correre il rischio di buttare via il 60% della spesa.

Ci vuole. Ma come organizzarla senza diventare matti?

Abbiamo già accennato a qualche idea sulla variabile Spazio (in Piccoli spazi crescono) e ora vi proponiamo alcuni spunti sula variabile tempo.

  • Come scegliere casa.

Ci proviamo anche noi. Un piccolo vademecum sulle cose da (non) fare quando si compra casa.

  • Facciamo cassa?

Aggiorniamo gli spunti sul lato economico, per completare il quadro che avevamo già anticipato con Coppia e spese, Convivere con il risparmio e 11 Consigli anglosassoni per convivere felicemente.

  • Sei mesi e l’esplosione della coppia

Un’altra storia di amici che non se la vedono bene dopo i primi mesi di convivenza.

Insomma, non vi resta che seguirci.

Convivere con conigli, cani, gatti & co.

on nov14 2008

Già un paio di volte abbiamo giocato con le parole chiave delle ricerche in Google (ad es. in Convivenza… in rete e in La convivenza cresce in rete) e nell’ultimo dei due post, abbiamo accennato a cosa si trova associato ai termini Convivenza e Convivere.

Bene con Convivenza, ci va abbastanza bene: tutta la prima pagina di risultati si ocmporta abbastanza bene e parla a noi umani, comuni mortali di pagine utili per la convivenza. Fino al fatidico Convivere con un coniglio, che si riferisce probabilmente ad una novella Alice nel paese delle meraviglie, che cerca sul noto motere di ricerca le soluzioni ai suoi problemi con acidi vari! E dopo una breve pausa tra noi umani si scopre che “Il coniglio è un’animale socievole, ma anche molto territoriale, è possibile farlo convivere nella stessa casa con altri animali come il cane, il gatto, …”

Con il termine Convivere ci un pochino meglio: le prime voci hanno a che fare con coppie di essere umani: con uno stimolante andare a convivere a 22 anni (wow! prestissimo!), ai dico, alla convivenza in genere. Certo, spiccano piacevole e stimolanti “Orsi e uomini possono convivere?”, “Semplici regole per convivere con gli orsi” e “Come far convivere cane e gatto?. Scopriamo anche che è possibile convivere “con un pusher” (e non e’ sinonimo di complicità), con una serie di disturbi e morbi di diverso tipo, tra cui l’ansia è solo l’inizio, con il vulcano, con una protrusione, con la bruttezza ma, soprattutto – chi non lo pensava e si chiedeva se non fosse possibile – con L’Eternit!!!

Insomma, si può convivere con tutto, pochi dicono come possono convivere due persone, quali piccole soluzioni possono cambiare la vita, quali trucchi hanno permesso a molte coppie di convivere decenni.

Vabbè, poi ci sono i due di Convivendo, ma quella è proprio tutta un’altra storia! :-)

convivere con animali Convivere con conigli, cani, gatti & co.

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