Fifty-Fifty, ovvero “un pò per uno non fa male a nessuno”

on mar30 2009

Come organizzare e distribuire equamente le attività nella coppia?

Nella convivenza ci sono diritti e doveri, piaceri e dolori. Rispetto all’indipendenza di qualche settimana precedente al momento in cui siete entrati in casa, ti accorgi immediatamente che l’Azienda Coppia richiede un lavoro costante di manutenzione, di approvvigionamento, di gestione delle entrate e delle uscite, di continue catene di compromessi tra ciò che vorresti, potresti e dovresti fare.

In questo flusso di informazioni, eventi, azioni ci si trova sempre in due, almeno in linea teorica: come su un tandem, l’alternanza permette dei cuscinetti in cui uno dei due può riposarsi perchè sta pedalando l’altro. L’alternanza, appunto.

equilibrio 150x150 Fifty Fifty, ovvero un pò per uno non fa male a nessuno

Così vengono a crearsi almeno quattro situazioni:

  1. SIMMETRICA POSITIVA. Entrambi agiscono nello stesso compito
  2. COMPLEMENTARE POSITIVA. Entrambi lavorano ad attività diverse ma equilibrate nello scenario delle priorità
  3. ASSIMETRICA NEGATIVA. Uno lavora, l’altro si riposa (questa cosa può avvenire contemporaneamente o in differita)
  4. SIMMETRICA NEGATIVA. Nessuno dei due agisce

Consideriamo eccezionale la situazione 4: il sano fancazzismo è alla base della felicità e della serenità, quando il frigorifero e il conto corrente sono pieni, quando non ti hanno ancora staccato telefono e luce perchè ti sei dimenticato di pagarli, quando cammini sul pavimento, senza fare zig zag tra vestiti e rifiuti e, soprattutto, quando riconosci ancora il colore delle piastrelle.

La situazione 1 è quella delle grandi occasioni: entrambi fanno quello che piace ad entrambi. La spesa insieme, le faccende di casa, le gite, i viaggi, le esperienze, l’organizzazione di piccoli e grandi eventi, un cinema, un teatro. Si tratta di quelle azioni che implicitamente richiedono lo stesso tipo di coinvolgimento.

La situazione 3 è quella della disparità, che fino ad un certo livello è accettabile e fisiologica: i due possono trovarsi a fare due cose diverse, uno per il bene comune (ad es. le faccende di casa), l’altro per il bene proprio (ad es. scrivere un post per un blog… Ops!). Questa cosa può avvenire in sincrono, oppure in differita: prima hai lavorato tu, ora tocca a me. Questa differita può essere anche un naturale alternarsi di impegni che però, a lungo andare, rientra come pareggio dei conti nel caso seguente.

La situazione 2 è quella più desiderabile: entrambi lavorano in parallelo al bene comune, facendo qualcosa che serve per entrambi. Uno si occupa della spesa mentre l’altro si occupa delle faccende di casa, uno cucina, mentre l’altro apparecchia, e via dicendo.

La differenza tra queste quattro alternative risiede nella diversa componente di bene comune e bene proprio, miscelati alla variabile frequenza.

distribuzione 150x150 Fifty Fifty, ovvero un pò per uno non fa male a nessuno

Per la prima componente, è evidente che le due attività in parallelo devono avere un sano equilibrio delle due tipologie di vantaggio: ad es. uno può pensare che scrivere un blog sulla propria vita di coppia possa portare un vantaggio comune (Ri-Ops!). Poi, accorgendosi che in parte, quest’attività lo porterebbe inesorabilmente nella situazione 3, potrebbe interrompere l’attività e darsi da fare per recuperare facendo qualcosa per il bene comune (ad es. uscire per prendere un paio di cose che mancano per la cena di quella sera). In questo modo, passerebbe dalla situazione 3 sincrono, alla situazione 3 in differita alla situazione 2, riportando le cose alla stabilità.

Per la seconda componente, la frequenza, il tutto dipende da con quale frequenza avvengono le combianzioni di attività. Ad es. se uno dei due ogni tanto torna a casa tardi da lavoro e l’altro gli/le fa trovare la cena pronta, servita, perfetta, quando capita il contrario i conti tornino. Nel caso di forti sbilanciamenti, significa trovarsi nella situazione 3.

Il conto, quindi, delle diverse frequenze deve essere sul medio-lungo periodo.

Ma non è sempre così, e qualcuno la vede nel breve termine. Ve lo raccontiamo nella prossima puntata.

L’arte del giusto compromesso

on set19 2008

binari 300x180 Larte del giusto compromesso

Ci sono molti modi per raggiungere una posizione intermedia quando nella coppia le due persone vorrebbero cose diverse. Poichè crediamo sia una cosa utile, interessante e stimolante, ci piacerebbe provare ad elencare diversi di questi modi, iniziando anche a scovare in giro (libri, siti, ecc.) quanto la ricerca o la risposta ci propone per affrontare queste differenze di vedute.

(continua…)

11 Consigli anglosassoni per convivere felicemente.

on set18 2008

coppia 300x214 11 Consigli anglosassoni per convivere felicemente.Adoriamo i decaloghi. E più sono difficili da ricordare meglio è.

Questo viene direttamente da How to Cohabitate Successfully di Jillian Downer.

Come sempre, questi suggerimenti per punti, per pietre miliari, per passaggi sono più dettati dal senso comune che dalla ricerca scientifica. Ma ci piacciono così e dobbiamo ammettere che sono anche stimolanti.

Traduzione libera – Mica siamo un sito di traduzioni!. (Versione originale)

Step 1
Dimenticate gli schemi rigidi. Non vi è alcun calendario prestabilito per completare i “passi” di una relazione. Non date retta a nessuno, stabilite da soli i passi da compiere, quando siete pronti per compierli.

Step 2
Prendete in grande considerazione i vostri sentimenti e quelli del vostro partner. Ogni persona e ogni coppia sono differenti. Se non vi sentite pronti per la convivenza, non pretendete di esserlo solo per l’amore per il vostro partner. Se invece vi sentite pronti, continuate a leggere.

Step 3
Date la giusta importanza all’aspetto finanziario. Il denaro è la principale causa di rottura delle coppie, quindi parlarne in anticipo, prima di andare a convivere può essere la chiave della felicità domestica. Create un budget che vi metta d’accordo e che condividete. In questo modo, quando le spese aumenteranno (e aumenteranno sicuramente) disporrete già di un piano per affrontare le difficoltà.

Step 4
Assicuratevi di decidere chi gestirà – non “controllerà” – la maggior parte della pianificazione finanziaria come, ad esempio, il pagare i conti. Create un piano per affrontare le emergenze, come le spese per il tetto che perde o un imprevisto in famiglia.

Step 5
Imparate a raggiungere i compromessi. Tutte le persone hanno una visione diversa su ciò che è “normale” e quando decidete di andare a vivere insieme il vostro “normale” deve coincidere. Cercate e adottate un piano per le rispettive idiosincrasie. Non è possibile avere il partner sempre dalla propria parte e che faccia le cose esattamente come dite voi; talvolta il vostro partner potrebbe averla vinta o altre volte potrete trovare una terza soluzione di mediazione. Se e quando tutte queste opzioni non bastano, imparate a convivere con il fatto che non dovete per forza fare ogni cosa allo stesso modo. È possibile farlo ciascuno a proprio modo.

Step 6
Vivete le vostre vite. Andare a vivere insieme, condividere la vita, non significa abbandonare la propria individualità. Abbandonare la famiglia, gli amici personali e il tempo per sè, non è la soluzione migliore per rendere solida la vostra relazione. Sapete il detto “ci vuole un intero villaggio per crescere un bambino”? Ecco, lo stesso si può dire del supporto ad una relazione duratura: il ruolo degli amici e delle famiglie è fondamentale.

Step 7
La scelta di convivere non risolverà i problemi nel vostro rapporto, ma li farà venire in superficie. Gli psicologi dicono che ci sono quattro elementi che caratterizzano la morte di un rapporto: l’eccessivo criticismo, la difesa, il ritiro e il disprezzo. Dovete comunicare apertamente e onestamente per evitare questi sentimenti.

Step 8
Affrontate subito i piccoli screzi al loro insorgere. Potreste pensare che non valga la pena di discutere certe piccole abitudini che possono creare problemi, ma discutetene, in modo che abbia la possibilità di modificare il suo comportamento in modo che non diventino più grandi e difficili da gestire. Se la direzione del rotolo di carta igienica, i piatti sporchi nel lavandino o i rifiuti vi danno noia, dite qualcosa. Non aspettatevi che cambi abitudini senza dirglielo.

Step 9
Ricordate che ci vogliono 21 giorni di tempo per cambiare abitudini e impararne di nuove: abbiate pazienza in questo periodo iniziale di riscaldamento. Lasciatevi reciprocamente il beneficio del dubbio, immaginando che l’altro stia effettivamente cambiando qualcosa.

Step10
Al contrario, non tutte le abitudini possono – facilmente – essere rotte. Potrebbe capitare di dover imparare a convivere con il fatto che lui o lei non riutilizzi i sacchetti di plastica e lasci sporco di dentifricio il lavandino. Provate ad essere accomodanti e tolleranti.

Step 11
Rispettate reciprocamente i vostri spazi. Solo perché state convivendo non significa che dovete trascorrere insieme ogni secondo. Ognuno di voi ha la propria vita per mantenere, i propri amici da godersi e i propri famigliari con cui spendere un pò di tempo. Fate le cose anche senza il vostro partner, trascorrete del tempo con gli amici separatamente e congiuntamente, ed è OK se lei guarda la televisione in una stanza mentre lui gioca ai videogiochi in un’altra. Avete bisogno di un solido sistema di supporto in grado di mantenere una felice collaborazione domestica. i aschi hanno bisogno dei propri amici maschi e le femmine delle proprie amiche femmine.

Tradurle, riscriverle e metterle in bella mi ha tolto un pochino il fiato. Ma sono questi pensieri che vogliamo che popolino queste pagine:affrontare le cose per quello che sono, con lucidità e coraggio.

Che ne dite?

impronta 300x192 11 Consigli anglosassoni per convivere felicemente.

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