Mai più sposi, meglio convivere. Il sorpasso delle “coppie light”.

on mar21 2009

E’ di ieri questo curioso articolo apparso su Repubblica.it:

La spiegazione è fin troppo semplice: la crisi economica crea problemi per quanto tutto ciò che riguarda le spese da sostenere.

“Le giovani coppie preferiscono un legame leggero, a tempo, da confermare in seguito, senza i vecchi mobili della nonna, il mutuo da pagare, la festa inutilmente costosa.”

Come capita, e Darwin lo sapeva bene, gli esseri umani adattano i propri costumi, le abitudini, le proprie percezioni del mondo all’ambiente che li circonda e, in un ambiente piuttosto ostile come quello configurato fino alla fine del 2009 – pessimismo e allarmismi esclusi – difficile prendere scelte definitive (sarà poi vero?).

“Gli esperti spiegano che si tratta di una “strategia adattativa” in un mondo che non ama più i legami “eterni” – che richiedono lacrime e denaro per essere cancellati – e convive con precarietà, mobilità, incertezza sempre crescenti. “Le diciottenni di oggi non si sposeranno senza prima aver provato a convivere, in media per due anni – conferma Alessandro Rosina, demografo, docente alla Cattolica di Milano – Ciò non significa che il matrimonio non abbia più valore, al contrario, per molti resta un traguardo. Ma non al primo colpo”.

E ancora:

“Il matrimonio si è trasformato da rito di passaggio all’età adulta a rito di conferma – dice Chiara Saraceno, sociologa della famiglia – Perfino la chiesa cattolica si è adattata: nei corsi prematrimoniali si parla ormai pochissimo di sesso, e l’abito bianco viene considerato come il simbolo di un ‘nuovo iniziò anziché della verginità della sposa”.

Il resto dell’articolo va nella stessa direzione (Leggi l’articolo intero)

In estrema sintesi, la convivenza viene dettata dal bisogno di andare a vivere insieme (ed è tautologico) ma con un importante peso degli aspetti pratici ed economici.

A pensarci bene, anche per noi è stato così: prima di tutto, avevamo voglia di andare a vivere insieme. In secondo luogo, avevamo bisogno di andare a vivere insieme . Paradossalmente, dal punto di vista economico, per alcuni versi conviene, soprattutto se si vive in due città diverse, ancora di più se lontane. La convivenza, se da un lato aumenta i costi di gestione della quotidianità (le spese, la casa, ecc.) dall’altra dimezza i costi del potersi vedere: non diventa più indispensabile uscire a cena per stare insieme, non diventano più indispensabili i weekend da qualche parte per passare del tempo insieme, ecc. Chiaramente, se uno dei due già vive da solo, il discorso si ridimensiona.

Convivenza: che tipo di scelta è? (Massimo due risposte)

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Mal comune, mezzo gaudio

on ott15 2008

Dopo una settimana di sorprese legate alla casa – no nessuna positiva! -, domenica abbiamo passato una splendida giornata con alcuni nostri amici, due coppie sposate da un paio di anni. Accanto a chiacchiere divertentissime, spassosi racconti di tutti i tipi, un aspetto ci ha rasserenati particolarmente, facendoci ritrovare vigore, ottimismo e facendoci sentire il profumo della vita, misto a quelle delle lasagne e dell’ottimo vino rosso!

buco Mal comune, mezzo gaudio

Abbiamo raccontato le nostre vicissitudini, che voi ormai avete imparato ad apprezzare, spesso in anteprima anche rispetto a molti nostri amici. E loro le proprie!

Situazioni drammatiche, tragicomiche tanto da strappare lacrime dalle risate.

(continua…)

La lista di convivenza – Un’idea interessante

on ott7 2008

Esiste la lista nozze, ma non è prevista – o almeno è molto rara – una lista di convivenza. Perché?

cucina La lista di convivenza   Unidea interessante

Solo quando vai a vedere quanto costa riempire i più o meno costosi mobili che hai appena acquistato, ti rendi conto che tutti i tuoi famigliari (fino almeno al quarto grado), e tutti i tuoi amici (fino almeno ai tuoi ex compagni di scuola che non vedi più dall’esame di licenza elementare), possono agilmente contribuire alla tua scelta. Te lo devono. E se non sono convinti, che facciano un salto in un negozio con la tua lista della spesa.

Certo perché tu hai sfogliato le loro liste nozze, hai cercato la quota che si addiceva al tuo budget (calcolato su un complicato integrale che coinvolge grado di parentela/amicizia, frequenza di incontro, priorità sociale, rete di conoscenze, gradi di separazione, il tutto fratto il tuo umore del momento, la frequenza di rapporti sessuali e un indice che va da 0 a 10, equiparabile al voto del tuo ultimo amplesso), hai spremuto le tue finanze, e ora tocca a loro.campeggio La lista di convivenza   Unidea interessante

Però, dove trovare una “lista+di+convivenza”? Abbiamo cercato su internet.

Ben 143.000 risultati, ma solo tra i primi due troviamo quello che ci interessa (e ci torneremo su questa cosa della ricerca su google!). Il primo ci dice solo cos’è e come funziona, ma non ci dice cosa metterci… Il secondo arriva addirittura ad una lista di una settantina di pezzi per cir4ca 150 euro. Non male, ma mi sa che non c’è tutto quello che vogliamo.

Allora, due soluzioni.

Soluzione 1 – Lo Startbox di Ikea (di cui abbiamo accennato ieri in un commento).

Geniale! Ma sinceramente certe cose ce le vogliamo scegliere da soli, tipo le posate e i bicchieri, con cui conviveremo a lungo.

Soluzione 2 – Offrire al mondo e al web una valida lista, ben strutturata.

E vabbè, ci costerà un pò, ma alla fine, avremo ben contribuito alla salute di qualche coppia! A breve su questi schermi la nostra lista di convivenza.

Attendere, prego!

SVILUPPI SUCCESSIVI (ultimo aggiornamento: 20.01.2009):

La nostra lista di convivenza – Versione ridotta.

La Lista di Convivenza di Convivendo.net – Versione Definitiva.

Curare la Sindrome Ikea

on ott3 2008

Domenica scorsa abbiamo fatto un esperimento per voi. Abbiamo cercato la strada per curare la sindrome da Ikea. Ci siamo armati di cartine e mappe del tesoro e ci siamo lanciati nel più grande distretto del mobile del mondo, secondo solo alla… Svezia! Lissone.

sedie Curare la Sindrome IkeaGià sulla strada che collega Monza a Lecco e a tutta la Brianza, la Valassina, avete idea di cosa vi aspetta: un enorme distesa di mobilifici, di negozi specializzati in maniglie e pomelli, grandi magazzini della vite e del tassello, decine di Casa della guarnizione, della lavastoviglie, della sedia, della poltrona, del poggiapiedi, della lampadina.

Come? Casa della sedia, della poltrona e dello sgabello? Perfetto, è proprio quello che ci vuole per disintossicarci. Un pò di sano design!

Si parte!

Primo negozio. Spettacolare! Tutto ciò che non c’era lì dentro non esiste! Sedie in tutti i materiali, anche non terrestri e provenienti da civiltà scomparse. Modelli che si adattano a qualsiasi gluteo, dal più sodo al più molliccio, dal più scheletrico al più massiccio. Design che possono uscire tranquillamente da una puntata di Loftmania in cui una solare Gaia de Bernardis si entusiasma davanti alla scelta di un architetto di usare solo strettissimi paracarri come sedute per la sala da pranzo!

Costo minimo di una sedia, incontrollabile. In quella distesa il modello più economico costava settanta euro ed era pure l’unico inguardabile. Ma quelli belli assolutamente accessibili: mediamente dai centocinquanta euro in su!E noi ne vogliamo SEI di sedie!!!

design sedia Curare la Sindrome IkeaUsciamo sconfortati, anche se sappiamo che quando il budget ce lo permetterà sapremo dove andare a comprare le sedie.

Secondo negozio. Un magazzino assurdo, in cui la commessa sessantenne sembra uscita da una favola o, meglio, da un horror. Ci fa capire subito che sotto le settanta a sedia c’è solo la cassetta della frutta e che i loro modelli sono tutti da quella cifra in su. Ma c’è il design, il progetto, il significato dell’arte applicata alla tecnica, il discorso dell’ingegno che si esprime nell’oggetto. Pippettoni che renderebbero Gaia de Bernardis simile ad una pornostar dopo il record di gang bang.

Terzo negozio. Indicato da un mio amico come “costoso, ma gran bella roba”, ci si presenta come un enorme magazzino della mediocrità, del cattivo gusto, il festival del design dozzinale, della cattiva imitazione, e del prezzo sproporzionato. Ci facciamo un giro, troviamo qualche curiosità (poche), rubiamo qualche idea (ovviamente ri-metabolizzandola, interpretandola, fornendole un senso che in origine non ha).

Anche qui la reazione è la medesima.. cominciamo ad avvertire una strana sensazione.. quasi un desiderio che dal profondo comincia ad emergere, una mancanza… Abbiamo voglia di… no, non ci posso credere… anche tu? una gran boccata di … Ikea!

Non importa, Emmelunga (che crea la sua “Sindrome da Emmelunga”, chiaramente!) ha le sedie che ci piacciono e che conosceranno i nostri glutei. Trentacinque euro l’una, e tra un anno o due o tre andiamo a trovare l’architetto per attribuire un senso alla nostra scelta di arredo!

Lavori in corso – 4 – La penale

on set30 2008

Esiste un modo per garantirsi una corretta consegna dei lavori di ristrutturazione? C’è un modo per far si che puoi prenotare la consegna dei mobili con un ragionevole scarto di ore e non di settimane?

Si! Si chiama “penale”! E potrebbe sistemare molte cose…

(continua…)

Manca poco… oppure molto!

on set29 2008

Ad occhio il conto alla rovescia procede, inesorabile, vicino al momento in cui entreremo nella nostra casa, il momento in cui due cuori, avranno una capanna!

Questi sono forse i momenti peggiori: i lavori si incastrano, si sovrappongono (come abbiamo raccontato qui e qui), sembra che qualsiasi cosa si metta contro il tuo sforzo di mantenere la calma, di vedere positivo. Ed è uno sforzo che per entrambi è già notevole.

Come fare per sopravvivere?

(continua…)

Vantaggi e svantaggi della convivenza.

on set22 2008

decisione Vantaggi e svantaggi della convivenza.

Pensavamo di non poter arrivare a tanto ( e forse non ci saremmo arrivati, considerata la vastità delle possibili risposte), ma anche in questo caso Yahoo Answers ci ha anticipato e ci ha posto il problema (o almeno ci ha fatto venire il dubbio).

Qualcuno ha chiesto recentemente:

Quali sono i vantaggi e svantaggi della convivenza…?

Leggetevi le risposte. Poi ne parliamo!

Leggi sulla Convivenza. Superate?

on set15 2008

E’ proprio di questi qualche dichiarazione sulla riapertura del discorso sui Pacs e dei Dico. Sfogliando in rete s ene trovano un pò di tutti i colori.

Guardate un pò cosa abbiamo trovato online: un testo scritto qualche tempo fa: (qui)

Convivenza: cosa dice la legge?
Quasi sette donne su dieci sono favorevoli alle unioni senza vincoli matrimoniali. Lo dice un’indagine Eurispes condotta il mese scorso su un campione di 1070 intervistate tra i 15 e i 65 anni di età. Sceglie la convivenza il 67,1% del totale. La percentuale sale al 71,1% tra le donne dai 35 ai 44 anni e raggiunge il 96,2% tra le giovanissime.
Quali che siano le ragioni di tale scelta (economiche, legali o semplicemente culturali e esistenziali), chi decide di convivere è bene che sappia che in Italia la convivenza non è attualmente disciplinata da nessuna legge specifica. Ciò vuol dire che la situazione giuridica delle coppie di fatto è vaga e confusa. L’ordinamento giuridico italiano infatti riconosce concretamente e tutela solo la famiglia legittima, quella cioè fondata sul matrimonio contratto secondo le leggi civili. Ecco come si traduce in pratica questa spiacevole questione:

Emergenze mediche Il convivente non può pronunciarsi su decisioni in ambito medico e per emergenze ospedaliere, perchè la legge non riconosce la parentela del convivente stesso.
Licenze lavorative Al lavoro non sono concessi permessi per malattia del partner.
Assegno di mantenimento In caso di interruzione della convivenza la legge non prevede alcun sostegno economico qualora si presentino difficoltà in tal senso.
Casa di proprietà In caso di decesso di uno dei due partner l’appartamento di proprietà spetta ai legittimi eredi del partner, salvo diversa disposizione testamentaria. Oggi la legge riconosce al convivente anche un diritto di possesso: in caso di allontanamento dall’abitazione familiare, il convivente potrà far valere questo diritto attraverso vie legali. In presenza di figli la casa familiare sarà assegnata al genitore affidatario.
Casa in locazione (affitto) La Corte Costituzionale (sentenza n. 404/1988) ha riconosciuto al convivente more uxorio il diritto di succedere nel contratto di locazione in caso di morte del compagno conduttore dell’immobile e in caso di allontanato dall’abitazione per cessazione del rapporto di convivenza in presenza di figli naturali.
Beni acquisiti I beni acquisiti non godono del diritto di comunione legale tra conviventi. Chi ha compiuto l’acquisto è proprietario del bene.
Elargizioni Le elargizioni a favore del convivente, una volta compiute, non possono più essere richieste da chi le ha effettuate.
Diritti di successione Il partner potrà ottenere una quota dell’eredità solo attraverso lascito testamentario non superiore alla quota che per legge spetta a figli e altri soggetti particolari.
Questioni penali Non c’è equiparazione invece tra famiglia di fatto e famiglia legittima riguardo all’osservanza degli obblighi familiari come il fornire i mezzi necessari o il versamenti dell’assegno di divorzio. La Legge prevede invece la tutela degli interessi costituzionalmente garantiti.
Ecco invece idiritti riconosciuti alle coppie di fatto
La legge italiana prevede infatti delle forme di tutela per unioni more uxorio, cioè come marito e moglie, ma solo relativamente ad alcuni ambiti circoscritti. Ecco cosa riconosce la giurisprudenza:
Tutela dal diritto privato Pur mancando una legislazione specifica, all’interno della coppia è possibile stipulare accordi privati volontari di convivenza regolati dal diritto privato e quindi dal codice civile. La convivenza more uxorio è tutelata come un’istituzione sociale, in primo luogo dal dettato dell’art. 2 della Costituzione.
Contratto di locazione In caso di contratto di locazione non è consentito che un partner allontani l’altro. Ogni controversia sarà affidata al giudice. In caso di morte il partner potrà subentrare nel contratto (Corte Costituzionale sentenza n. 404/1988).
Abusi familiari In caso di maltrattamenti nei confronti di un partner la Legge prevede l’equiparazione alla disciplina applicata alla famiglia legittima (artt. 342 bis e ter, L. 154/2001).
Procedimenti penali Per il convivente è prevista la facoltà di astenersi dall’obbligo di testimoniare.
Tutela della prole Il riconoscimento dei figli naturali comporta gli stessi doveri e diritti previsti per i figli legittimi (Codice Civile art. 261). In caso di separazione per i figli minorenni nati dalla convivenza, il criterio di affidamento è determinato dalla preferenza dei figli. In presenza di controversie l’affidamento è deciso dal tribunale per i minorenni. Anche dopo la cessazione della convivenza, il genitore ha l’obbligo di mantenere il figlio che conviva con l’altro partner. In presenza di figli la casa familiare, indipendentemente dalla proprietà, spetta al genitore affidatario (Corte Costituzionale sentenza n. 166/1998).

ACCORDO DI CONVIVENZA
Tra le possibilità di tutela ci sono inoltre gli accordi privati o redatti davanti a un notaio che permettono di cautelare i partner in ambito del tutto privato in caso di cessazione del rapporto o nell’ipotesi di una prematura scomparsa di uno dei partner. Tali accordi di convivenza possono essere anche stipulati nel caso in cui sia necessario distinguere chiaramente i ruoli e l’apporto di ciascun convivente alla vita comune. Si tratta infatti di patti istituiti per regolarizzare le questioni economiche e patrimoniali del rapporto di convivenza tra non coniugati che abbiano intenzione di intraprendere un rapporto stabile e duraturo di convivenza.
Stipulare un accordo di convivenza è il passo più concreto per condividere con chiarezza e lealtà i momenti, le difficoltà e le esigenze comuni; per offrire sicurezza al partner in caso di scomparsa prematura del convivente; e per evitare spiacevoli problemi in caso di cessazione della convivenza.

E’ cambiato qualcosa? Abbiamo qualche dubbio!

Staremo a vedere.

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