Le cose che ho imparato sulla mia Convivenza di Cey

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A Cey (@Cey) è dedicato questo sabato. Il suo post finalista è quello che vorrebbero leggere tutte le coppie che stanno decidendo di andare a convivere e che cercano consigli e qualche dritta su ciò che li aspetta! Ecco perchè ci è piaciuto!

Quando ho visto il concorso di Convivendo.net ho subito pensato che avrei dovuto partecipare. E’ stato un pensiero di quelli momentanei, della serie “Che figata se partecipassi a quel concorso e vincessi un week end fuori dalla mia ridente Rozzano”, uno di quei pensieri che arrivano e lasci lì in un cassetto nella tua testa. Poi però quando è arrivato il momento di mettermi a scrivere mi sono resa conto di una cosa molto importante. Non so cosa scrivere sulla convivenza. Non so scrivere sulla convivenza. Non sono brava con i paroloni e con gli sloogan incoraggianti, non ero nemmeno così brava con i temi da bambina come mi piace far credere adesso, non so cosa scrivere sulla convivenza. Poi però ci ho ripensato bene e ho capito che anche se non so cosa scrivere sulla convivenza, so cosa scrivere della mia convivenza. So raccontare la mia storia. E quello che segue è un elenco di cose che ho imparato sulla convivenza. Non vogliono essere consigli da chi si mette su un trespolo o su un altare a fare la predica, però sono sicuramente cose che ho imparato sulla mia convivenza, e chissà magari a qualcuno possono tornare utili. O se non altro far pensare che se ce l’ho fatta io, con tutti i casini che ho combinato e che sto combinando sicuramente vale la pena di provarci.

  • Bisogna sempre giocare nella stessa squadra e quando scende in campo uno solo dei due si deve fare un grandissimo tifo. Proprio con una divisa da cheerleader de noantri, pon pon e slogan inutili. Non importa se la partita che sta giocando l’altra persona ci sembra stupida, se ci sembra che si sia riscaldato troppo per una bazzecola del genere, se non ne valeva manco la pena di allenarsi secondo noi, bisogna fare il tifo. Perché magari quella partita stupida per lui o per lei è importante, per mille ragioni, e anche per mille ragioni incomprensibili, non importa bisogna fare il tifo. Una volta il ragazzo di una persona che conosco mentre lei piangeva per qualcosa, potrebbe essere un personaggio famoso come qualcos’altro di irrilevante all’apparenza, le ha detto “Non capisco cosa stai passando ma capisco te.” E’ tutto lì il trucco, è tutto quello che rende più facile la nostra vita. Non importa se non capiamo perché quella partita è così importante per la persona che amiamo l’importante è capire la persona ed essere lì per lei.
  •  I compromessi. Penso che per vivere insieme si debba necessariamente scendere a compromessi. Non intendo che si debbano perdonare quattordici corna alla settimana, ma nemmeno una, però ecco un pelo di malleabilità in più non è così male.
  •  L’asse del gabinetto secondo me non è per niente fastidioso trovarla alzata. “Eh ma poi mi siedo sul freddo!” Davvero? Davvero ci sono donne che percorrono la strada dal gabinetto al bagno con gli occhi chiusi, magari bendata perché è più erotico, si svestono senza guardare nulla e poi ci escono di testa perché gli gela il sedere? Beh dai se esistono penso che se lo meritino. Può capitare di notte quando si è mezze addormentate ma anche lì neppure sempre e poi basta vendicarsi tirando un paio di volte lo sciacquone e passa la paura. Se invece il problema è nel gesto del tirar giù l’asse allora ogni cosa diventa una tragedia, senza contare che volendo peccare di parità dei sessi anche per gli uomini è un problema tirar su l’asse. La coppia perfetta suppongo sia quella dove l’uomo abbassa la tavoletta e la donna la rialza quando fa finito. O forse che non si fa tutti questi film per una tavoletta del gabinetto. Visto che si ritorna al punto di prima?
  • Mai diventare il compagno di bevute del proprio uomo. Nel senso che adoro che tu ti senta tanto a tuo agio con me da parlarmi di tutti i giocatori di calcio che la tua squadra ha comprato, e so che tu adori che io ti veda così un sacco come il mio migliore amico, oltre che il mio uomo, da raccontarti di quel vestito che mi piaceva un sacco [tipici stereotipi, però insomma ogni tanto un vestito mi piace e che male c’è?]ma per quello che voglio da un rapporto sarebbe meglio evitare di trascendere. Nel senso un ruttino lo facciamo tutti, io mangio seduta così male che probabilmente meriterei di finire a mangiare in bagno [mio zio ci mandava sempre le mie cuginette da piccole quando mettevano i gomiti sul tavolo, ed è ancora un ricordo che mi terrorizza], ma dovrebbe finire lì. Le pacche sulle spalle, un uomo che parla ininterrottamente di quanto è gnocca quella ragazza in tv o che è appena passata per strada, il peto libero o al contrario andare sempre a fare shopping insieme e parlare dei diversi tipi di assorbenti non fa per me. Amo e adoro la quotidianità, amo essere a mio agio con te e che tu lo sia con me però voglio essere un po’ speciale. Voglio che la cosa che mi differenzia dal tuo amico Rogna, nome non di fantasia, non sia solo il fatto che ho le tette e non mi addormento in qualsiasi luogo.
  • Ok questo non è universale penso sia una cosa che ho imparato solo sulla mia convivenza. I genitori del mio ragazzo pensano che io non sia dotata di neuroni. Per carità mi trattano benissimo, fanno la coda alla vaccinara perché sanno che non l’ho mai mangiata e sorridono quando faccio battute che sono assolutamente inappropriate e penso che non sognino la notte di passarmi sopra con un trattore. Sono persone buone e carine insomma. Però pensano che io non sia propriamente un genio del crimine. Nel senso. Una volta sono andata da loro a prendere il polpo che ci avevano comprato, l’ho detto che sono carini no?, e siamo tornati a casa insieme visto che dovevano andare all’orto. Ora a 50 metri dalla casa anche meno suo padre ha iniziato ad indicarmela, presumo perché poi loro sarebbero dovuti andare altrove, dicendo “Vedi quella è la casa” e mano a mano che ci avvicinavamo “Vedi quella è casa vostra” sempre in tono più pacato e dolce. Come con gli scemi, esatto. Però ho anche scoperto che se i genitori del tuo uomo/donna lo amano da morire e vogliono la felicità saranno carini con te in ogni caso, anche se sei piccola, fai battute sbagliate e pensano che tu abbia un neurone solo perché vedono che lui/lei a tavola ride e alza gli occhi al cielo quando gli rubi l’ultima fettina di salame. Ps: I parenti calabresi di Fabri fanno dei salami divini. Un fidanzato terrone vale sicuramente l’investimento per le salsicce.
  • Anche le trapuntine di Frette si possono lavare. E anche se le hai macchiate con dell’olio che per motivi ignoti avevi attaccato al grembiule da cuoco. E di solito il fidanzato giusto lo sa prima di te che quella macchia è colpa tua, lo sa anche mentre neghi con aria a dir poco sconvolta, lo sa e ti perdona.
  • Qualche tempo fa riguardando una vecchia puntata di sex and the city ho sentito una frase che rispecchia abbastanza quello che penso delle storie d’amore.  “L’importante oltre che una persona ti piaccia e che tu ci stia bene insieme è avere entrambi la luce accesa”. Ora sicuramente Carrie la diceva in modo molto più newyorkese e cool ma la mia traduzione è che bisogna avere un progetto comune e averlo nello stesso momento. La persona che considero come una sorella, Elvida, e il suo compagno ce l’hanno. Lei ha venticinque anni e lui ventitre e vivono insieme da due, per necessità all’inizio dopo per amore, ma se gli dicessi che hanno delle possibilità economiche di tirare a campare decentemente, non vivendo nel lusso eh, penso che si sposerebbero all’istante e farebbero un figlio il giorno dopo. Hanno la luce accesa nello stesso momento. Un’altra coppia di amici è più grande di età, sta insieme da più tempo ed è ugualmente innamorata ma entrambi all’idea di farsi una famiglia sono tentati da prendere un aereo per il Messico e non tornare mai più. Magari fra sei mesi cambieranno idea, magari staranno insieme altri sei anni così. Però hanno la luce accesa nello stesso momento. Secondo me è parecchio importante.
  • Conservate sempre il vostro mondo interiore. Non è una cosa da new age di sta cippa, è vero. Continuate a guardare ogni mezzora chi ha comprato la Juve o a programmare qualsiasi cosa ossessivamente se è quello che vi piace fare. Secondo me esserci anche al di fuori, ma senza bisogno per forza di altri amici che ogni tanto non si possono avere sotto mano, è il modo migliore per evitare di accoltellarsi per cosa guardare in televisione.
  • Le magliette di marca se lasciate troppo tempo al sole d’estate stingono e sono perse per sempre. Le cose di H&M e simili essendo fatte di cartongesso invece resistono a qualsiasi cosa. Inoltre se stingi 3 magliette costose al tuo ragazzo nella stessa lavatrice la proposta di tingerle di nero tutte non potrebbe ricevere troppi punti simpatia.
  •  Ecco questa l’ho imparata davvero dalla convivenza, yay per me! Createvi dei riti, delle piccole abitudini. Fate il brunch la domenica mattina-mezzogiorno guardando il gran premio e insultando Valentino Rossi, anche se non credo che nessuno al mondo possa non adorare Valentino a parte la mia dolce metà, fate una serata toast o una serata messicana finendo sdraiati sul divano ubriachi di tequila. Fate i romantici mettendo diciotto candele per tutta la casa e creando un percorso di cuori. La quotidianità è una figata pazzesca quando riesce a reinventarsi di volta in volta.
  • I ghiaccioli alla menta non vengono se si usa solo sciroppo di menta, e sono più buoni se si usa la vera menta infusa che però è bianca quindi sono orrendi da vedere. La soluzione migliore sta nel comprare i ghiaccioli o nell’andare da Orsi che fa un gelato al cioccolato fondente da paura.
  • Se è speciale, se il fatto che sia sempre convinta di non aver freddo e poi si ritrovi a rubarti la felpa in ogni occasione non ti fa venir voglia di prenderla a calci. Se anche se si dimentica sempre di mettere le ciabattine dopo la doccia e ogni tanto trovi dei gamberetti abbandonati in frigo da due mesi pensi che sia speciale, allora vale sicuramente la pena di rischiare. Se è speciale vale la pena di scoprire le regole della propria convivenza.
[talk]Qualcosa sull’Autrice.
Chi sono? Cey, Cecilia. Venticinquenne genovese trasferita nella periferia milanese, Rozzangeles. Lavoro in un negozio di prodotti per animali e cucino praticamente tutto il mio tempo libero. O cucino o mangio guardando telefilm con il mio fidanzato/ragazzo/dolce metà. Convivo da un paio d’anni e a costo di portarmi sfiga, non pensavo che qualcosa potesse essere così facile. Da parte nostra un semplice consiglio: date un’occhiata al suo Blog S.o.S.Torta e rifatevi gli occhi, e la gola![/talk]

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2 commenti

  1. Ottimi “consigli” 🙂

    La cosa che mi ha fatto più sorridere è stata “Ps: I parenti calabresi di Fabri fanno dei salami divini. Un fidanzato terrone vale sicuramente l’investimento per le salsicce.”

    Perchè è la stessa cosa che dicono i cognati del mio moroso riferiti al babbo macellaio, peccato che io sia vegetariana!!

  2. Grazie =D Sono consigli volutamente semiseri perchè non sono proprio capace di non prenderci con ironia. Ho sempre voluto essere una di quelle coppie puccipu e invece siamo venuti fuori più tragicomici =) Comunque un babbo macellaio vale anche il matrimonio!

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