Faraway, so close!

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Solitamente non scriviamo di notte. amiamo che i nostri post escano alla luce del sole, come se quello fosse il momento perfetto per trovarvi svegli, pensanti, attivi, e lucidi sulle storie che raccontiamo.

Ma questo post doveva uscire nella notte, aspettare il momento giusto. Per almeno due ragioni. Uno perchè l’argomento non è certamente festoso e solare. Due perchè è dedicato al nostro amico Darth Insight, ed è giusto che venga rispettato il suo lato oscuro.

Paradossalmente arriviamo tardi, troppo tardi. “Paradossalmente” perchè l’intersezione tra noi e la sua storia è davvero recente, ma ci ha fatto capire ancora di più il valore dello stare insieme, la necessità di spremere davvero ogni istante, perchè non sai quanti ne avrai di quegli istanti. Eppure la giornata piena di “altro” ci ha distratti fino ad ora, quando siamo riusciti a scrivere questo piccolo saluto.

La storia di Insight è una storia d’amore. Come lui stesso ha scritto come commento al nostro post precedente “Il lato grigio che illumina il cammino” non è l’unico “il web ci offre tante storie di straordinario amore ed ordinario dolore”. Sta solo a noi coglierne e farne tesoro.

Wiz ci ha lasciati la scorsa notte. Non l’abbiamo mai conosciuta personalmente, ma ne abbiamo condiviso forse, implicitamente, a distanza, la sofferenza. La sua e quella che negli ultimi momenti ha circondato le cose più importanti della sua vita.

Darth, ti siamo vicini. Tutto qui.



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4 commenti

  1. Io non riesco ancora a crederci. Mi sembra di vivere la vita di qualcun altro. Altre volte mi sento come le persone cui è stato amputato un arto. Lo sento ancora. La sento ancora. La cerco. Dio, quanto vorrei raccontarle tutto quello che accade.
    Ma lei ora è in un frigo. Buio. Freddo. Dopodomani la restituirò alla terra.
    Chi è convinto che lei sia in un posto migliore lo resti.
    Io continuo coi miei dubbi.
    Il paradiso per me era averla qui.

    • Caro Insight,
      non ho praticamente letto nulla di te, ma oggi, girando per il blog ho letto la tua storia. Ti capisco, anche se in modo diverso: il 5 settembre è mancato mio nonno dopo un’estate di sofferenza per un maledetto tumore. Mi sono ritrovata in quello che hai detto….la cura della persona, la prima piaga…la famosa e straziante frase “sta morendo”. Vivere queste cose è stata una cosa straziante. Ho sempre messo mio nonno su un piedistallo, l’ho considerato come un padre, e provo tutt’ora un amore incredibile per lui. Per quanto possa importare, ti capisco: ho vissuto quest’esperienze, e tutt’ora non riesco a capacitarmene. Ti sono vicina.
      Rachele

  2. Insight, sicuramente verrà a trovarti nei sogni, perchè nel sonno lasciamo andare la parte razionale che tutto vuole spiegare, ma che non può comprendere. ti dirà che non se n’è andata, che è sempre e sempre resterà vicina. A me è successo, per un amico che non ho nemmeno avuto la possibilità di salutare, e da allora ne sono profondamente convinta. Nessuno ci lascia!
    “E la morte è un’orizzonte, e l’orizzonte è il limite dei nostri occhi.” (cit.).
    Un grosso abbraccio e celebra la vita che hai vissuto e vivrai ancora!!
    Aliyah

  3. Ciao Rachele, mi è morta tra le braccia. Non lo dimenticherò mai.
    Ciao Aliyah, lei popola i miei sogni da oltre un mese ma non va bene.
    Qui sono tra amici e mentre leggo di vita a due ripenso alla mia.
    Che mi piaceva, che avrebbe dovuto durare.
    Non so se ne sarò ancora capace.
    Per ora mi godo l’affetto dei webmasters e di chi passa di qua.
    Ma ormai è come leggere fantascienza.
    Bah, ho sempre adorato Asimov.

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