Convivenza: tre miti da sfatare ad uso degli uomini.

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Come promesso via mail (inviata a tutti gli iscritti, compila il modulo a destra per riceverla!) e come anticipato dal post della scorsa settimana, inauguriamo oggi lo spazio dedicato ai Nostri Lettori Uomini. E questa volta parlerò in prima persona, assumendomi la responsabilità di ogni singola parola.

Nel primo post al maschile, vorrei sfatare alcuni miti (negativi) che possono paralizzare gli uomini di fronte alla fatidica domanda “Andiamo a convivere?” (leggi il post E noi? Quando mettiamo su casa? e il post Ci passiamo tutti, prima o poi! per farti un’idea di cosa ti aspetta, prima o poi!).

Accesso Riservato

Si tratta di pregiudizi che naturalmente abbiamo noi uomini nei confronti della convivenza e del matrimonio e che rispecchiano un pò certi atteggiamenti che viviamo rispetto alla coppia in generale. Dai, siate onesti e non fingete: nel DNA noi abbiamo una naturale predisposizione per l’accoppiamento selvaggio, senza regole. Ma non è colpa nostra, bensì delle leggi della selezione naturale e della sopravvivenza della specie. (Lo so, fa molto macho, ma sto pensando ai lettori più convinti e inamovibili!!! 😉 ).

Ci vuole però qualche premessa di dovere.

Innanzitutto, ognuna delle seguenti riflessioni dipende da un numero enorme di fattori:

  1. Caratteristiche individuali
  2. Caratteristiche e tipo di relazione della coppia
  3. Da quanto ci si conosce e ci si frequenta.

Quindi, non si tratta di risposte assolute, ma sempre e comunque relative.

Secondo, ognuno di questi miti può a volte assumere la forma di “scusa”, di alibi, di finto pretesto per non affrontare il grande salto. E in questi casi, le domande da porsi sono completamente differenti.

Veniamo al sodo e proviamo una volta per tutte a demolire questi falsi e nefasti miti.

1. SE VADO A CONVIVERE PERDO LA MIA LIBERTA’

Chi l’ha detto? Dove sta scritto? Ma soprattutto, perchè?

Convivenza=Prigione?!? Mah!

E’ vero: la convivenza spinge ad una serie di responsabilità e attenzioni differenti dal semplice fidanzamento-ognuno-a-casa-propria! Non puoi certo concederti un’uscita con gli amici tutte le sere! Anche perchè che senso avrebbe? Se la tua priorità sono gli amici, forse dovresti chiederti cosa ci stai a fare con la tua compagna.

Stare con la tua compagna deve venirti naturale! Deve essere “facile”, non faticoso, spontaneo. Se questi aggettivi non si addicono alla tua relazione di coppia, il discorso cambia e devi farti una serie di domande che però esulano da questo post.

Quando uso il termine “naturale” e “spontaneo” intendo dire anche che la convivenza non deve essere una prigione e nemmeno un contratto sociale, una sorta di accordo naturale in cui entrambi rinunciano a determinati diritti per il bene della coppia! Anzi! La coppia così come la convivenza deve allargare le possibilità, deve ampliare gli orizzonti, spingere ognuna delle due persone a tirare fuori il meglio di sè. Altrimenti si chiama zavorra, peso, freno!

Se la tua coppia funziona, se stare insieme all’altra persona è la cosa più naturale di questa terra, se lei riesce a tirare fuori il tuo meglio e ti permette di crescere ed evolvere come persona (e tu devi fare lo stesso con lei!), allora non temere: la convivenza è ciò che vi permetterà di spremere la coppia e raccoglierne il migliore succo.

2. LA CONVIVENZA E’ LA MORTE DELLA PASSIONE

Chissà perchè noi uomini ci lamentiamo di fare meno sesso di quanto vorremmo (ed è vero, visto ch eil nostro fabbisogno in tal senso è quasi sempre quotidiano!) e le donne si lamentano di non ricevere abbastanza attenzioni!

Forse che possiamo condividere la responsabilità di questo problema? Forse che siamo ad un buon fifty-fifty?

La passione! Il vero carburante della vita!

La convivenza non necessariamente porta alla morte dell’entusiasmo e alla perdita dell’attrazione. Ricordati che l’innamoramento dura circa 3-6 mesi: è come la rampa di lancio di un missile, serve per fare staccare da terra, dare la prima spinta. Poi, le forse che fanno volare un missile sono altre e, se c’è un pilota, è questo a dirigere il mezzo verso la meta.

Come per tutti gli altri aspetti della coppia, anche il sesso e la passione richiedono una dedizione e un’attenzione costanti! Entrambi devono dedicarsi a questa parte della propria vita, contrastando la tendenza all’oblio. Mi spiego.

Confrontando con trentenni e quarantenni di vario tipo, tra una birra e l’altra è emersa una verità assoluta e diffusissima: diversamente da quando avevi vent’anni, se non fai sesso per un po’ (diciamo una settimana) il desiderio passa e non ti viene voglia di cimentarti nella ginnastica da letto! E la cosa è condivisa da molte donne!

Quindi? Semplice non abbandonare il piacere del piacere e sarai felice anche sotto questo punto di vista. Tieni sempre acceso il monitor che tiene d’occhio da quanto vi “astenete” e nel caso trova dei diversivi, degli spazi per riattivare questo aspetto. Sperimenta, gioca, condividi, cerca alternative, proponi. Se necessario, sforzati!!!

E soprattutto, fai leggere questa pagina anche alla tua compagna!

Ricorda: nella coppia entrambi condividono la responsabilità di fare andare bene le cose. Esattamente al 50%. Tu fai la tua parte, non trascurare troppo a lungo questo aspetto e vedrai che la passione sarà un aspetto vitale della vostra vita a due.

3. SE VADO A CONVIVERE NON POSSO PIU’ TORNARE INDIETRO

Come il matrimonio, anche la convivenza rappresenta un patto tra due persone. Un patto di reciprocità, intimità, progetto comune, condivisione.

In entrambi i casi i due partner si impegnano a fare il proprio meglio per fare andare tutto liscio.

Strada a senso unico, senza possibilità di inversione? Aiutoooo!

E in entrambi i casi tutto vale finchè vale! Le promesse, l’impegno, il rapporto, il legame sono validi finchè esistono.

Se per qualche malaugurata disgrazia vengono meno i requisiti per stare in coppia, tutto può sfasciarsi! Certo, incrociamo le dita perchè non accada, ma l’inaugurata evenienza nefasta di una rottura può statisticamente esistere!

E quindi? Che fare?

Considerando che esiste la probabilità di morire domani, cosa fai? Non vai più al lavoro? Non esci più di casa? Non fai più nulla, perchè tanto in qualsiasi momento qualsiasi progetto può perdere il suo senso?

No. Fai tutto il possibile per rendere il meglio di te stesso ed eviti di pensare al peggio!

Nella coppia vale la stessa cosa. Devi trarre il massimo dalla tua relazione e fare tutto il possibile perchè le cose vadano lisce, affrontando gli eventi giorno per giorno! Non esistono strade a senso unico nella vita. In ogni momento siamo liberi di scegliere per il nostro presente e per il nostro futuro.

Se e quando qualcosa andrà storto ci penserai! Per ora goditi la vita, spremila cercando di offrire e ottenere il massimo dalla vostra coppia! e smettila con le (false) menate. Andare a convivere è una scelta di libertà, e da questo potrai solo ottenere ottimi frutti!

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Fidati: ti piaceranno, e lo scrive un uomo!



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4 commenti

  1. Concordo su tutto. Pur non convivendo mi sono resa conto che questi pregiudizi fanno parte del mondo maschile (non di tutti ovviamente) e quello della perdita della libertà è sicuramente il pensiero maggiore.
    Se ci sono buone basi un rapporto non può che andar bene.

    Baci

  2. Solo del mondo maschile? Sicuramente queste possono essere le paure che ci affliggono più di altre, ma credo che non siano poche le donne che hanno timori simili.
    O forse no? Quali sono le paure al femminile nei confronti della convivenza?

  3. Credo possa essere utile per gli indecisi provare a guardare la paura della convivenza da un altro punto di vista: perché rimanere schiavi della paura di mettersi in gioco con qualcuno che si ama?

    Inoltre sono convinto che le scelte comode, quelle che non comportano alcun rischio o alcuno sforzo non possano fare altre che danneggiare l’autostima di una persona.

    Evviva il rischio della convivenza e… evviva la vita! 🙂

  4. Ciao Enrico,

    E benvenuto nel nostro sito (complimenti per il tuo, davvero interessante!!!).
    Hai colto proprio nel segno: la paura di mettersi in gioco è una zavorra fastidiosa e decisamente inutile, che a lungo andare irrigidisce, paralizza, incupisce e intristisce le persone!

    E quindi, anche se forse qua e là tra le righe l’avevamo detto anche noi 😉 Evviva la convivenza corraggiosa!

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