
Quanto hai in tasca?
Questa è una delle domande più frequenti relativamente alla convivenza.
A dire il vero mi sembra anche una domanda relativamente… ehm… come dire… stupida?!?
Ma tutte le domande hanno diritto di trovare una risposta, se esiste, ovviamente.
Il costo della convivenza dipende dalle seguenti variabili universali:
1. Dove vai a vivere
2. Quanto spendi
3. Chi paga o condivide le tue spese
D’altronde, l’altra parte della medaglia è rappresentata dalle entrate: se non avete idea di quanto si può spendere potete però avere idea di quanto guadagnate in due e questo rappresenta il criterio di analisi dei costi della convivenza.
Tutto diventa relativo a quanto guadagnate in due (può esservi utile dare un’occhiata al post Convivere con il risparmio per vedere quali strumenti vi possono essere d’aiuto).
Prima di decidere di andare a convivere dovete conoscere con precisione la dimensione della vostra entrata di coppia, senza remore o vergogna! Cristallini e trasparenti come l’acqua! E non scherzate o fingete su questo aspetto, è delicatissimo!
Poi, come secondo passo, valutate insieme quanto potrebbe costarvi la convivenza. Procediamo con ordine e rileggiamo i punti precedenti.
1. Dove andate a vivere.
E’ casa di uno dei due (leggetevi i post sulla Convivenza Parziale, ad esempio: Convivere: una scelta, molte soluzioni)? Andate in affitto? Pagherete un mutuo? Sarete in centro? O in un residence? O un magazzino semi-abbandonato?
Questo fa la differenza e spesso è sostanziale in termini di numero di zero. La prima cosa che dovete chiedervi è fino a quanto potete spingervi con questo tipo di spesa, sulla base sia delle opportunità che avete attorno (ad es. la vecchia casa sfitta di una zia, oppure l’appartamento che si sta liberando da qualche parte e che vi hanno presentato come un vero affare), sia dei tempi di realizzazione del Progetto Convivenza: magari se avete l’opportunità di un affitto a poco tra sei-dodici mesi può essere l’occasione buona per mettere via qualche soldo e inziare a pianificare l’inizio della vostra convivenza. Un ritardo o un rinvio in questo caso può essere un toccasana.

Facciamo due conti!
In generale, l’affitto non deve superare il 50% della vostra entrata complessiva, meglio se rimane sotto al 30-40%, altrimenti vi rimarrebbe pochissimo per vivere e, perchè no, divertirvi. Questo è un criterio al ribasso (più è sotto questa soglia, meglio è) e deve essere reale, non basato sul potenziale stipendio che potreste prendere tra N mesi se andassero in porto alcuni progetti a cui state lavorando.
No, non funziona così: quanto prendete in due? N? Ok, la vostra spesa per l’affitto non deve essere superiore a N/2.
2. Quanto spendi?
Il secondo aspetto riguarda la seconda metà dello stipendio che dipende dal tipo di vita che fate.
Ad occhio, le spese periodiche da considerare sono:
- Spesa settimanale (ad occhio dovreste riuscire a stare sotto le 100 euro a settimana in due)
- Bollette luce, gas, telefono (conta ad occhio un altro 100 euro)
- Trasporti e spostamenti (dipende tantissimo)
- Pranzi fuori casa (dipende tantissimo)
- Divertimenti (dipende tantissimo)
- Condominio-manutenzione-amministratore (dipende tantissimo)
A queste dovete aggiungere le spese straordinarie che non potete prevedere (per definizione) e che possono essere di diverso tipo (nostri amici hanno appena sborsato 10.000 euro per il rifacimento del tetto! per fortuna che è una spesa decisamente straordinaria).
Come potete notare si tratta di spese che dipendono da un sacco di fattori che dovete prendere in considerazione con ampio anticipo.
3. Chi paga?
E’ chiaro che se vi mantengono i vostri genitori potete ignorare completamente questo post e, per molti versi, rinunciare ad andare a convivere: la convivenza è una scelta di graduale autonomia verso l’indipendenza totale! Va bene un supporto iniziale dai genitori, ma poi, gradualmente, dovete mirare all’indipendenza totale.

Pagare o posticipare?
E per quanto riguarda la coppia, come spartirete le spese? Potete permettervi un certo equilibrio sulla base dei vostri redditi? Altrimenti, per quanto potrebbe esistere un’eventuale disparità? Siete disposti anche a ricorrere a dei prestiti? Come gestireste eventuali prestiti personali?
Sono aspetti importantissimi da considerare subito. Se al momento uno dei due è disoccupato o sta finendo gli studi, l’altro deve accollarsi una spesa superiore al previsto e quindi i calcoli di cui abbiamo parlato dovrebbero tenere conto di questa possibilità e valutare il risparmio a disposizione: non partite se non avete via qualcosa.
E questo qualcosa dipende da tutte le variabili descritte in questo post: magari ci sono città in cui avere via 4.000- 5.000 euro può bastare, mentre altre in cui è sempre meglio prevedere un margine superiore. Io opterei sempre per la seconda ipotesi: fare tutto il possibile nell’anno precedente al Progetto Convivenza per risparmiare e mettere via il più possibile.
E voi? Quanto e come spendete nella vostra convivenza? Vi costa più o meno di prima? Come gestite le vostre spese?
Foto: Michal Marcol, Arvind Balaraman & Salvatore Vuono
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A mio avviso, e secondo la mia esperienza, non si va da nessuna parte se prima non si é sicuri di andare avanti tranquillamente per un medio-lungo periodo. La nostra decisione di andare a convivere é stata fondata sul fatto che entrambi eravamo economicamente indipendenti da molto tempo, lui con un indeterminato, io con contratti temporanei ma paradossalmente stabili e piú che sufficienti per andare avanti senza toglierci soddisfazioni e divertimenti.
Conosco amici che vivono insieme anche se uno dei due – la donna nella maggioranza dei casi – sta ancora studiando. É una cosa che non riesco a concepire, primo perché da donna mi rifiuterei di essere mantenuta, secondo perché dovrei sempre stare attenta ad ogni minimo consumo e pensarci due volte anche solo prima di prendermi un caffé al bar invece di farmelo a casa.
Quindi, prima di tutto, o c’hai i soldi, o stringi i denti e aspetti una soluzione, sia essa un lavoro stabile o una casa concessati gratis.
Seconda cosa: se insieme si guadagnano 2000 euro e non si hanno case di proprietá dove trasferirsi, non andatevi a prendere un appartamento che costa 1000 euro al mese di affitto!!! E non é vero che in grandi cittá come Roma non si trovano appartamenti a meno, perché basta cercare a fondo e qualcosa si trova, anche se non é proprio il castello di Biancaneve. Il mio ragazzo ed io viviamo in una mansarda o sottotetto (che per rendere l’abitazione “trendy” la puoi chiamare loft, open space o piú semplicemente attico) di 50mq, ma ci va piú che bene perché proporzionata alle nostre entrate.
Terzo: ovviamente le spese futili, tipo cene al ristorante, vanno limitate. Ma alla fine é anche divertente, sperimenti le tue abilitá di cuoco/a e poi invece di vedervi con gli amici in pizzeria rischiando ore di fila e posti a sedere strettissimi, potete invitarli a casa. Le migliori feste alle quali ho partecipato sono nate proprio da cene organizzate “alla buona”.
Per ora non mi vengono in mente altri consigli finanziari anche se ne ho motlissimi…ci penso un po’ e poi ricommento!
Sono d’accordo con te! Il fattore economico non è assolutamente da sottovalutare nel momento in cui si decide di andare a convivere. Avere uno stipendio fisso o un’entrata stabile ti permette di sentirti più sereno e meno strozzato quando si arriva in fondo al mese. E come dici tu se entrano 2000 euro al mese e ne escono 1000 per un affitto forse è il caso di pensarci un attimo prima di trovarsi in una situazione difficile da gestire economicamente. Senza contare poi che i “problemi” economici portano per lo più incomprensioni e continue discussioni nella coppia.
anche se i sacrifici non mancano.
Noi ci riteniamo abbastanza fortunati, con i nostri stipendi riusciamo a gestire quasi tutto e a dividere equamente le spese