7 idee (+ 1) per superare i Giorni NO.

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Crisi di coppia o giorni no?

Prima di tutto: non è crisi di coppia! O perlomeno, non pensare subito che siete in una bella crisi o non andare subito da un psicoterapeuta per capire come superare una crisi imminente. Calma!

Convivere fa rima con condividere!

E quando viviamo insieme ad una persona capita di dovere condividere sia cose buone che… momenti non propriamente rosei!

Immaginate che il vostro partner abbia avuto una giornata davvero pesante.

Come farvi un esempio? Ah! si, ecco.

Prendiamo uno dei miei video preferiti di youTube:

Coppia in crisi? No dai, non esagerare

Tutti abbiamo dei giorni-no.

Ma reagiamo in modi molto differenti.

Diamo per assodato quello che John Gray nel suo Gli uomini vengono da Marte, le donne da venere. Istruzioni per l’uso ha scritto in merito alle differenze tra uomini e donne che possono essere sommariamente sintetizzate come segue:

 

Gli uomini quando sono in difficoltà si chiudono in se stessi e vogliono rimuginare sulla soluzione, aspettando che il tempo gli porti una risposta.

Le donne preferiscono parlare dei loro problemi, confrontarsi e non cercano nell’interlocutore una soluzione operativa ma semplicemente qualcuno che le ascolti e permetta loro di parlare del problema.

 

Questo il succo delle prime pagine di un libro che vi consigliamo vivamente di leggere!

Lo sappiamo.

E’ una lettura estremamente riduttiva, generalista e semplicistica, ma decisamente azzeccata e verosimile. Lo dovete ammettere.

A partire da queste poche righe, mi è venuto in mente che forse uomini e donne possono essere davvero di reciproco aiuto nei giorni-no, accettando prima di tutto questa “piccola” differenza e, magari, provando ad utilizzare qualche piccolo accorgimento.

Vediamo di provarci: differenziamo prima di tutto i giorni-no dalle crisi di coppia

1. Approcciate il problema nella giusta prospettiva.

Se la vostra lei torna a casa acida ed elettrica come un parafulmine, prendetela di petto: cucinate voi, preparatele un bagno caldo, chiedetele come è andata e, magari, ascoltatela.

Solo domande, nessuna risposta o soluzione pratica.

Un accenno di “magari potresti…”, ma solo un accenno!

Solo quando si sarà calmata potrete proporle il vostro punto di vista.

Se invece è il vostro lui a tornare a casa nero come la pece, lasciatelo in pace, lasciategli lanciare le cose da qualche parte e lasciatelo chiuso nel suo mondo per almeno 5-10 minuti.

Si accascerà spento e passivo davanti alla tele o al pc.

Proponetegli qualcosa per la cena (Occhio, non chiedetegli cosa vuole per cena, ma solo se ha delle preferenze per la cena!!! Stavolta decidete voi, andrà benissimo!) o di uscire a cena, così per distrarvi un po’.

Quando si è tolto il grugno da troglodita, provate a chiedergli cosa è successo e non osate contraddirlo subito, aspettate!

Non vorrete mica che l’attenzione si sposti sulla vostra proposta/prospettiva, piuttosto che sul problema!!!

2. Evitate gli ancoraggi.

Un ancoraggio avviene quando si sposta il centro del problema dal contenuto alla relazione. Ad esempio quando si litiga per il come uno dei due ha detto qualcosa, non per il contenuto della comunicazione.

O quando si finisce a litigare per una questione che inizialmente non c’entrava nulla, arrabbiandosi per il come uno dei due affronta le cose.

Quando siamo arrabbiati (uomini e donne, intendo!) ogni ragione è buona per sfogarci e in quel momento non siamo abbastanza lucidi per capirlo: evitare di fornire pretesti o alibi nel momento della rabbia è un buon modo per ridurne l’impatto. Ma mai demordere e tornare sulla questione a freddo!

3. Accettate i momenti no!

Uno degli errori più frequenti nelle coppie è pensare subito che quell’espressione da orso o da iena sia dovuta a qualcosa che riguarda la coppia.

Nulla di più sbagliato: l’umore, gli ormoni, il tempo, gli eventi, la stanchezza, la sfortuna possono essere ragioni più che sufficienti per avercela col mondo. Non è assolutamente detto che sia la coppia, la relazione, la convivenza il problema principale, anzi. Magari quella è la soluzione. I giorni-no fanno parte della normalità e dobbiamo sempre metterli in conto.

4. Date tempo al tempo.

Stiamo parlando di giorni-no, non di anni-no. Conoscete il vostro partner, sapete se è un periodo difficile al lavoro, se eventi recenti hanno destabilizzato le sue certezze, se ci sono situazioni che non lo lasciano sereno in questo periodo, insomma almeno in teoria dovreste conoscerla/o e capire quanto si possa trattare di una situazione temporanea e quanto possa durare. abbiate pazienza, ma non demordete.

Provate a riparlarne, a tastare l’evoluzione dei fatti, a capire se qualcosa si smuove e in quale direzione. Provate anche ad immaginare una soglia, una scadenza ipotetica (ovviamente da modificare in modo flessibile, seppur non troppo elastico) di questo periodo e parlatene al vostro partner: spesso avere in mente una possibile scadenza entro la quale cercare di superare una situazione difficile aiuta a chiarirsi le idee. Questa scadenza virtuale può essere una ricorrenza, una vacanza, un momento particolare.

5. State sempre coi piedi per terra.

Se i giorni-no sono diversi e il periodo si prolunga, cercate di non chiudervi in casa, sposando la causa depressiva o snervante del vostro partner: è un momento di crisi di coppia, e come tale, può essere passeggero!

Nonostante tutto, costruite con lui o con lei la possibilità di uscire, di vedere gente, di creare degli stacchi in cui pensare o fare altro, di elaborare qualche strada di uscita dalla temporanea crisi di coppia.

E’ fondamentale per non innescare circoli viziosi che chissà dove possono portare. Vi ricordate il film “Al di là dei sogni” di Robin Williams (Vivamente consigliato!!!)?

Lui parte per un viaggio all’inferno solo per recuperare e salvare la moglie e la sfida più dura è quella di non lasciarsi trasportare dai suoi incubi e dai suoi fantasmi ma mantenere la lucidità. Diciamo che è la sintesi più poetica di questo punto.

6. Cercate una regola, se esiste.

Valutate se i giorni-no, vostri o del vostro partner cadono con una certa regolarità o sono associati a particolari eventi periodici. Si tratta di una scadenza legata al suo lavoro?

Capitano sempre in concomitanza con ricorrenze particolari o con periodici incontri con qualcuno?

Parlatene e valutate se c’è qualcosa che si può fare per ridurre l’effetto di quegli eventi.

Parlare: un soffio d’aria fresca!

7. Parlatene a qualcuno di fidato.

Se i giorni-no sono diversi e siete entrati in un periodo di crisi di coppia, provate a parlarne con qualcuno di fidato.

Ad esempio, la nostra amica Alessandra (l’abbiamo conosciuta nel post La risposta ad Alessandra) aveva optato per Convivendo.net per raccontare a qualcuno la propria storia, protetta dall’anonimato e dalla certezza di poter contare su molte prospettive diverse.

Parlare dei propri problemi (o raccontarli in un post o in un commento ad un blog) può essere utile per chiarirsi le idee e trovare qualche idea per offrire il nostro supporto.

Crisi coppia pausa i tuoi pensieri!

Infine, il filo conduttore di tutto ciò è il motivo per cui stiamo insieme a quella persona. Anche se non è il nostro caso, ricordatevi la frase di rito del matrimonio “nella buona e nella cattiva sorte”, decisamente valida anche per noi conviventi.

Stiamo insieme  e conviviamo in qualsiasi momento e dobbiamo sforzarci di fare il possibile per esserci di reciproco supporto, in qualsiasi momento.

A volte è dura, la pigrizia ci assale, ci prende lo sconforto, ma non dobbiamo mai dimenticare la sostanza della relazione e fare tutto il possibile per salvarla.

E voi quali strategie adottate per affrontare i suoi giorni-no? Quali punti aggiungereste a quelli che abbiamo indicato?

Foto: Danilo Rizzuti & m_bartosch



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2 commenti

  1. Purtroppo tutto ciò è fattibile solo quando la persona che ha “la giornata no” si apre con voi…in caso contrario non c’è soluzione se non aspettare…
    Complimentoni comunque per il post 😉

    • In effetti, quello che hai fatto notare è fondamentale: i giorni NO sono normali, ma rientrano in uno scenario più vasto, quello del confronto e della comunicazione quotidiana. E quella sì, che è una bella sfida! 🙂
      Lui

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