Convivere: una scelta, molte soluzioni

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Quasi un anno fa abbiamo raccolto nel post Vado a stare da… La Convivenza parziale alcune idee sul concetto di Convivenza parziale: uno dei due ha una situazione più stabile, abita già da solo, e può ospitare l’altra persona.

E’ situazione piuttosto diffusa e ci chiedevamo, tra i nostri lettori, quanti rientrassero in questa categoria.

Così, abbiamo attivato un sondaggio che nel corso di quest’anno ha raccolto quasi un centinaio di risultati.

In quale tipo di convivenza di ritrovi?

Un piccolo sondaggio sui nostri lettori

Dati interessanti, sicuramente, ma vediamoli nel dettaglio, riprendendo anche le categorie originali del post Vado a stare da… La Convivenza parziale.

La maggior parte dei nostri lettori ha risposto di trovarsi in una convivenza esterna, in cui entrambi hanno trovato una soluzione nuova. E’ questo il caso di quelle coppie che iniziano la convivenza ex novo, senza una base già consolidata e che, forse, possono essere considerati i più coraggiosi, in quanto si lanciano in un’avventura da zero!

Avanti e indietro, con la valigia sempre prontaLa seconda categoria, quella dei Pendolari, include quelle coppie in cui uno dei due ha sempre la valigia pronta va avanti e indietro. E’ solitamente una soluzione a tempo determinato che prima o poi sfocia in una soluzione più stabile e definita, quando il pendolare decide di mettere radici.

I definitivi, ossia quelle coppie che stanno bene da pendolari, che non ricercano soluzioni differenti, in quanto il problema non si pone, e la soluzione dell’ospite è accogliente per entrambi, sono la terza categoria di risposta, anche se poco distante dalle successive.

Le altre categorie di risposte sono pressochè equivalenti in termini di frequenze di risposta. Si tratta di quelle tipologie di convivenza che si basano su una forma di “precariato”, di soluzione passeggera, che faticano ad essere definite Convivenze con la C maiuscola.

Il post che descrive queste categorie – ce ne siamo accorti solo ora, scrivendo questo articolo, terminava con una possibile analisi della questione. Ma dobbiamo rilanciare la domanda, prima di parlare.

Ci riferiamo quindi a tutti coloro che hanno risposto ad una delle soluzioni non consolidate, e quindi a tutti coloro che convivono “temporaneamente”.

A voi la parola!

Come vivete la situazione?

Quali vantaggi o svantaggi vi offre, rispetto ad una convivenza “definitiva”?

Cosa consigliereste a coloro che si trovano nella stessa situazione?

     
 
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