Riflessioni per Lui
Scritto il 9 ott2009
La principale fortuna di lavorare come free lance ha un nome: libertà! In tutti i sensi.
Decidi tu quando andare in ufficio, quando startene a casa, quando e come lavorare. Certo, nei limiti del raggiungimento degli obiettivi per cui vieni pagato.
Così, nei giorni in cui decido di starmene a casa, mi capita di fare tutta una serie di cose che giustamente devono essere portate avanti, per la convivenza e, spesso, per la sopravvivenza, sia in senso letterale (spesa, ecc.) sia in senso metaforico, riferendomi alla coppia.
Caricare e avviare una lavatrice, fare andare la lavastoviglie, stendere i panni, passare l’aspirapolvere, fare minimi lavori in casa non solo non è più difficile di gestire un CMS o progettare una community online, ma richiede molto meno tempo. E spesso rappresenta un buon modo per staccare da lavori meccanici o per offrirsi una pausa (soprattutto, non fumando, qualche scusa te la devi pur prendere, no?!?).
Durante queste incombenze di poco conto, mi capita spesso di riflettere rapidamente su quanto molte lettrici fedeli ci hanno segnalato via mail: la totale assenza del loro compagno in molti di questi lavori in casa.
Certo, dipende molto dall’educazione che hai ricevuto. In casa mia sono stato coinvolto – quasi mai di mia sponte, e raramente con mio diletto – prestissimo nei lavori di casa. Credo che i miei primi piatti li ho lavati a 13 anni e in una casa senza lavastoviglie, ho imparato presto ad arrangiarmi e ad essere veloce ed efficace. Poi, col tempo ti specializzi, e fai buon viso a cattiva sorte, imparando qualche trucco, trovando il tuo settore di maggior soddisfazione (il mio è l’acciaio, molto meno le ceramiche e i sanitari, facili e poco soddisfacenti, secondo me, e idem i pavimenti, poco divertenti).
Capita spesso, oggi, che per la fretta di uscire o per l’esiguo numero di piatti, non si accenda la lavastoviglie e chi si occupa dei piatti? Il sottoscritto, forgiato da due decenni di esperienza, non solo in campeggio.
E lei?
Questa è un’altra storia, di cui vi parlo nel prossimo post.
Tags: collaborare, Lui, uomini
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Questo articolo è stato pubblicato venerdì, 9 ottobre 2009 parlando di Pratica. Puoi seguire la discussione relativa a questo articolo mediante gli RSS 2.0. Se ti va, puoi anche inserire un tuo commento (e noi ne saremmo felicissimi), oppure lasciare un trackback dal tuo sito.















on ott9 09Beh, io mi ritengo fortunata dai…
A perte il disordine perenne, Andre è un buon aiuto cuoco e un buon aiuto post-mangiata!
Se poi parliamo di carne, guai a mettere le mani su di una pentola: la carne è sinonimo di griglia, brace vino e bruschette…sia con 50gradi all’ombra che davanti al barbecue con l’ombrello e la sciarpa!
No dai, non posso proprio lamentarmi (per ora….).
Ciao,
Ale
on ott11 09Beh…. che dire… leggendo il post mi ritengo una donna proprio fortunata… Ho accanto un uomo fantastico!!!!
on ott12 09Ma grazie (a lei) e ben ritrovata Ale.
Questa è solo la prima parte di una riflessione più ampia… Vedremo se vi piace la seconda…