Sono stati i miei amici ad accorgersene per primi. Hanno notato che sono cambiato, o almeno che non mi si vedeva più in giro, che dicevo no quasi sempre.
Certo, qualche volta al pub ci andavo ancora, e sostenevo che dovevamo vederci più spesso, ma non sembrava mai la serata giusta. Ero stanco, oppure c’era una trasmissione che mi interessava, oppure mi sentivo in vena di stare un pò da solo. Non riuscivo a mettere a fuoco la situazione. Non al momento, almeno.
Dopo sì e mi ha rattristato quando infine mi sono reso conto dell’effetto che aveva sui miei rapporti con gli altri, sugli amici che trascuravo, infastidivo, deludevo o, addirittura, perdevo.
Yes Man ci mette un pò a prenderti. Intendo il libro, non il film che, con un travolgente Jim Carrey ti aggancia immediatamente e in pochi casi ti lascia andare, fino almeno alla fine.
Il libro è diversissimo. Danny Wallace scrive in un modo molto diretto, colloquiale, fatto di continui avanti e indietro, con incastri, percorsi paralleli e riprese non sempre immediate. Però è simpatico. Non sarà certo il prossimo premio nobel per la letteratura, ma ha il pregio di toccare in modo brillante e frizzante un tema curioso: la percentuale dei sì che diciamo quotidianamente e il loro effetto sulla nostra esistenza.
Ripeto: non troverete in Yes Man la risposta a tutti i vostri problemi (di coppia e non), ma almeno un modo piacevole di passare qualche ora sotto l’ombrellone (o davanti al camino, se leggerete questo post nei mesi freddi), con un pensiero che rimbalza nella mente. E se lo lasciate sedimentare un poco potrebbe cambiare parte della vostra vita.
Danny decide di dire SI a tutto. Arriva a dire SI allo spam, ad acquistare Viagra, ad avere un numero imprecisato di carte di credito, a comprare oggetti di cui non sa nulla (come una macchina super veloce per le pulizie a vapore o una carta Nintendo r4), a trovarsi in posti e situazioni assurde, solo perchè qualcuno gli propone di andarci.
Ma il SI gli apre un sacco di possibilità, gli apre scenari imprevisti, opportunità di crescita, stimolanti esperienze a cui, una persona normale, avrebbe risposto in una gamma ridotta tra il forse e il no.
E cosa c’entra con il nostro tema, ossia la convivenza?
- Quante volte diciamo no per pigrizia?
- Quante volte non diciamo si e perdiamo un’occasione?
- Quante volte ci capita di scontrarci con la risposta contraria del nostro partner?
- Quanti no nella coppia generano altrettanti no?
- Quante volte un no tira un’impercettibile colpo alla coppia? E quanti sono i no che alla fine, sommati, creano problemi?
Questa volta lasciamo il discorso aperto, giusto per pensarci un pò. Aggiungiamo solo la frase che rappresenta la svolta nel libro.
Dire più SI.
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