Un piccolo passo avanti, anche se parte da una situazione dolorosa, verso il riconoscimento delle coppia di fatto, o perlomeno dell’avvio verso una differente consapevolezza culturale, se non legale, della coppia come nucleo famigliare.
Il Corriere della Sera nella versione online di qualche giorno fa pubblicava:
Non soltanto il matrimonio tra marito e moglie, ma anche il rapporto di convivenza, se intenso e protratto nel tempo, possono fare scaturire lo stesso «dovere di cura», gli stessi «reciproci obblighi di assistenza morale e materiale » che la legge pone a carico dei soli coniugi e presidia con pene da 1 a 8 anni in caso di «abbandono di persona incapace » (Continua a leggere l’articolo).
Certo è solo un microscopico passo, ma può essere che la sensibilità dei giuristi prima o poi si ripercuota anche su scelte ben più ampie, in grado di tutelare maggiormente le coppie di fatto, perchè le cose non vanno sempre come nelle favole, e in questi casi può rendersi utile una tutela di altro tipo.
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