Siamo pronti per la Convivenza? Una metafora
Scritto il 3 giu2009
Viaggio di ritorno dal mare. Per una volta non siamo davanti, attenti alla strada, ma entrambi dietro, comodi, tranquili, fidandoci di chi guida.
Visto che qualcuna non ricarica mai il proprio lettore mp3 usiamo il mio, con il doppio spinotto per ascoltarlo in due. La scelta cade sulla cartella di musica italiana, un mix di oltre un centinaio di brani che piacciono ad entrambi.
Premetto che difficilmente la gente che sta con noi in macchina riesce a sopportare il nostro modo di ascoltare la radio o un cd: zapping compulsivo estremo. Inizia il brano, se supera il test “lo ascoltiamo” ha ben due o tre minuti, di solito il giro di massimo due ritornelli per farsi ascoltare. Poi, avanti un altro. Due strofe, e via! Solo il 3% dei brani arriva al traguardo. Ma entrambi siamo fatti così e saltelliamo da un brano all’altro, sempre alla ricerca della prossima sorpresa.
Il lettore è in mezzo a noi due, sul sedile. Ognuno di noi due può accedere al pulsante che manderà avanti il prossimo brano, a volte ci si guarda prima per capire se l’altro preferisce indugiare su questo brano. Sappiamo quali sono i nsotri rispettivi hits e quindi su quelli ci stiamo attenti.
Tornando a quello che scrivevamo la scorsa settimana in Pronti per la convivenza? ci viene da pensare che in effetti è una metafora decisamente calzante. Puoi fare questo gioco dello zapping se condividi almeno il terreno su cui ti muovi (la cartella) e le regole del gioco si sono co-costruite nel tempo in modo naturale, forse dal primo cd che abbiamo ascoltato.
Certo non potremmo farlo se in quel momento uno dei due vuole ascoltare gothic e l’altro classica, ma viene particolarmente bene partendo da una base comune. Allo stesso modo, l’ascolto parte come risposta comune al medesimo bisogno, in un contesto e momento ben specifico, di cui condividiamo tutti gli aspetti.
Per quanto riguarda il nostro rapporto con il medium (il lettore, la casa, ecc.) condividiamo il loro spazio simbolico, i suoi tempi di azione, consapevoli delle regole che tengono vivo il gioco stesso. Può nascere anche qualche conflitto, su un brano bocciato troppo presto, ma dura il tempo di nascere e morire, qualche istante, proporzionalmente ai round della partita che stiamo giocando.
Se la musica che stiamo ascoltando, su cui in questo istante poggiamo i piedi non fosse adatta ad uno dei due (rileggiti i punti dell’altro post) sarebbe impossibile condividere questo momento. Se entrambi non avessimo lo stesso modo capriccioso e molesto di ascoltare la musica, questo semplice momento sarebbe causa di conflitto. Se uno dei due non avesse voglia di questo gioco, non parteciperebbe, semplicemente.
E voi? Siete pronti per la stessa musica’
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Tags: condividere, musica, regole, spazi, tempo
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Questo articolo è stato pubblicato mercoledì, 3 giugno 2009 parlando di Sfumature filosofiche. Puoi seguire la discussione relativa a questo articolo mediante gli RSS 2.0. Se ti va, puoi anche inserire un tuo commento (e noi ne saremmo felicissimi), oppure lasciare un trackback dal tuo sito.














