Convivenza: gli errori da evitare. I possibili rimedi. 2

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Riprendiamo il discorso iniziato qualche settimana fa sui possibili errori cui si va incontro durante la convivenza e su qualche soluzione praticabile e fattibile.

Parliamo quindi degli altri cinque errori, e come sempre facciamo riferimento a quanto hanno scritto nell’articolo originale (Clicca qui per leggerlo)

6.ESTREMIZZARE IL SENSO DI LIBERTA’

«La convivenza non è esattamente la libertà di fare ciò che si vuole», afferma la psicologa Sabrina Sozzani. « È un errore credere che significhi uscire dal nucleo familiare per diventare “padroni del mondo”. Devono essere rispettati i valori personali, le credenze, tra cui quelle religiose, limitando la propria libertà a quello che desidera anche l’altro, nel rispetto reciproco».
Come evitare l’errore?
Mai considerare la convivenza come una via di fuga dal nucleo familiare in nome della più disordinata libertà. Il malinteso deve essere subito chiarito: «La propria libertà si deve misurare con quella della persona con cui si è scelto di vivere», conclude Sozzani.

Il nostro commento
libertàSiamo d’accordo con quanto espresso dalla Psicologa: andare a convivere come via di fuga dal proprio nucleo famigliare equivale a un potenziale fallimento. La scelta di andare a convivere con una persona deve essere dettata solo dal desiderio e dal bisogno di condividere la propria vita, non esclusivamente o prevalentemente da altre ragioni. Con questo, troviamo poca attinenza con il tema della libertà: cosa c’entrano le due dimensioni? Una riguarda il perchè, l’altra il come e il cosa.

Per quanto riguarda la libertà nella coppia, si può dire tutto e il contrario di tutto. Abbiamo già scritto più volte delle forze centrifughe e centripete all’interno della coppia e sulla necessità di trovare il giusto equilibrio tra i diversi verbi modali che conosciamo: volere, potere e dovere. Se la coppia che va a convivere è abbastanza equilibrata e, ad ogni modo, lavora sulle proprie dinamiche relazionali, allora le potenzialità sono massime. Se invece imperano conflitti, piccole vendette, attriti, allora sarà difficile anche trovare il giusto equilibrio tra la libertà individuale e le richieste della coppia.

Non si tratta di limitare la propria libertà, ma di espandere la gamma di possibilità e su questo ci dovremo per forza tornare.

7.NON IMPORSI DEI LIMITI

«Occorre coerenza nelle concessioni. I no, infatti, aiutano sempre», sostiene la psicologa Sabrina Sozzani. «La coppia dovrebbe imparare a imporsi alcuni limiti prima di iniziare la convivenza. Faccio un esempio: se prima lui poteva guardare l’automobilismo e subito dopo il calcio per tutta la domenica, sarà difficile fargli perdere quest’abitudine se non se ne parla prima insieme…».
Come evitare l’errore?
La convivenza deve essere avviata stabilendo anche i limiti: «Ecco a cosa servono i no che aiutano a vivere meglio in due», precisa la psicologa. «Non bisogna avere paura di chiedere compromessi se questi sono utili alla coppia».

Il nostro commento
Solito tono vagamente sessista (si vede che è scritto da una donna 😉 ). A parte questo, la parola chiave è compromesso, accompagnata da equilibrio. Sta al buon senso di ognuno ridurre l’autismo che può coglierci in diversi momenti, quando si guarda la televisione (indipendentemente dal programma!!!), quando ci si chiude nel proprio lavoro, ecc.

Possono esserci dei momenti di distanza, ma non devono mai essere troppo lunghi e devono essere resi espliciti: in questo momento ho voglia di fare così, ma senza lasciarsi prendere la mano.

8.MENTIRE

Posto che il principio base di una coppia è la comunicazione, diventa molto difficile portare avanti una relazione quando manca la sincerità. «Durante il fidanzamento le bugie possono essere sintomo di noia, ma con la convivenza questo può portare inevitabilmente a rompere il rapporto. A questo punto il problema è grave: bisognerebbe infatti anche capire per quale motivo chi racconta bugie continua a farlo», avverte la psicologa Sabrina Sozzani.
Come evitare l’errore?
«Talvolta chi preferisce mentire lo fa per cultura, paura o semplicemente per abitudine», spiega la psicologa «Una convivenza così non può tuttavia funzionare. Questo vizio deve essere del tutto abbandonato».

Il nostro commento
Assolutamente d’accordo. Esistono diversi tipi di bugie: le mezze verità, le verità mancate, le menzogne vere e proprie. Indipendentemente dal loro ruolo e funzione nella coppia, devono essere evitate, sempre! Ad esclusione delle feste a sorpresa, dei percorsi narrativi per mascherare un regalo (come avevamo scritto in Appunti Natalizi).

9.NON RICAVARSI SPAZI PROPRI

«Anche all’interno di un monolocale è bene avere uno spazio personale dove potere dare sfogo alla propria creatività non condivisa (o criticata) dall’altro», avverte la psicologa Sabrina Sozzani. «Può trattarsi, ad esempio, di un hobby. Oltre all’indipendenza economica, infatti, la coppia dovrebbe puntare anche a quella di pensiero. Per questo ha bisogno dei suoi spazi…».
Come evitare l’errore?
Al principio di una convivenza non bisogna perdere di vista la propria individualità e indipendenza: «Meglio iniziare da subito a individuare e gestire i propri spazi vitali, dividendoseli equamente e con rispetto», suggerisce Sozzani.

Il nostro commento
Questo errore è strettamente connesso con tutti quelli che l’hanno preceduto in questo post. Se la coppia è estremamente simbiotica, senza il minimo spazio di azione individuale, riuscirà a fatica a sopravvivere, se non cade nell’autismo completo (e di casi patologici di questo tipo, sono piene le pagine di cronaca nera). Prima o poi scatterà qualcosa nella testa di uno dei due che reclamerà la propria indipendenza, la voglia di respirare, di cambiare aria.

Restate chiusi nella vostra casa per una settimana senza aprire le finestre. Non vi viene prima o poi voglia di uscire a prendere una boccata d’aria? La stessa cosa avviene nella coppia: areare i locali prima di soggiornarvi, è il consiglio migliore.

10.SENTIRSI “ACCASATI”

L’avvio di una convivenza può portare sia la donna che l’uomo a un eccessivo rilassamento: «Un errore tipico è quello di sentirsi “accasati”, perdendo di vista il proprio aspetto fisico, ad esempio ingrassando a dismisura o non curando l’abbigliamento», evidenzia la psicoterapeuta Sabrina Sozzani. «Badare a se stessi, invece, è un segnale che indica rispetto personale e reciproco».
Come evitare l’errore?
In una convivenza non bisogna dare nulla per scontato: è importante continuare a piacere al partner oltre che a se stessi. «Non bisogna mai abbassare la guardia!» avverte la psicologa. «Ci vuole maggiore impegno e dedizione da parte di entrambi».

Il nostro commento
sbadiglioLeggendo le vostre mail e confrontandoci continuamente con coppie che ci raccontano le loro storie e che, in qualche modo, fanno un po’ parte anche di quello che scriviamo sul blog, ci si accorge che questo rischio non è da sottovalutare. Anche in questo caso, la miglior soluzione è la prevenzione: uscite, fate cose, vedete gente, costruitevi per quanto possibile una vita sociale, lasciate il dvd e il divano ai momenti in cui non ci sono alternative, o a quando fuori è brutto tempo, o a quando proprio desiderate una serata pantofolaia.

Combattete la pigrizia! La naturale tendenza a lasciarvi andare e a crogiolarvi nel tepore delle certezze. E’ come per la rana bollita, di cui vi racconteremo in un altro post.

Spesso è difficile compiere consapevolmente la scelta di muoversi, di socializzare, di uscire. Ma dovete farne una ragione (non un’ossessione), proprio per l’esigenza naturale di non chiudersi su se stessi. Senza cadere nell’eccesso di essere sempre con altri e mai con se stessi, ovviamente.

11.ASSECONDARE L’ANTIDESIDERIO

La convivenza alla lunga può uccidere il desiderio sessuale se la coppia sottovaluta certi campanelli d’allarme e non ricorre alla propria fantasia per continuare a stimolare l’altro. «Occorre cercare di mantenere la propria vita sessuale sempre attiva e creativa, evitando di negarsi o di mostrarsi disinteressati inibendo il partner», avverte la psicologa Federica Leva.
Come evitare l’errore?
La convivenza non deve fomentare l’antidesiderio, sarebbe decisamente un grave errore. «La coppia non si deve “sedere”, ma deve cercare nuovi stimoli per tenere sempre viva la propria attività sessuale», dice la psicologa.

Il nostro commento
Antidesiderio? E’ come l’antimateria?

Qui vale la solita regola dell’evitare gli eccessi e, da un certo punto di vista decisamente più ampio, se lavoro, impegni, stanchezza e tutto quello che volete vi distraggono, vi portano via tempo e voglia di darvi da fare, fermatevi per tempo. E’ quasi impossibile delineare segnali d’allarme o periodi di controllo: se non lo fai per una settimana è grave? e per dieci giorni? Vedete, non ha molto senso. Dipende dai ritmi della propria coppia, dalle proprie routine e dal desiderio che si prova.

Dovete valutare voi qual è il limite oltre cui non andare o porvi dei quesiti. Ovviamente, non si risolve la quesitone obbligandosi reciprocamente a fare sesso. Ma occorre porsi il dubbio e cercarne il motivo. Troppo lavoro? Un’influenza? Ponetevi rimedio, non prendendo impegni per questo weekend, oppure, andando via un paio di giorni, o riservandovi i vostri spazi di coppia e lasciando che i motivi per cui state insieme facciano il loro dovere! 🙂

12.ESAGERARE CON LA TECNOLOGIA (Ovvero, lasciarsi distrarre dalle cose, n.d.a.)

Una convivenza allo start può essere minacciata pure dal modo in cui si accessoria la casa. «E’ un problema molto pratico», spiega la psicologa Federica Leva. «Alla sera può capitare che entrambi scelgano di interfacciarsi con il proprio computer. Internet ruba molto tempo, ipnotizza. Il tempo da trascorrere insieme svanisce senza che la coppia se ne renda quasi conto. Lo stesso dicasi per la televisione o le altre tecnologie che isolano gli utenti».
Come evitare l’errore?
Per non compromettere già dall’inizio una felice convivenza sarebbe bene darsi delle regole o, più drasticamente, «non riempirsi la casa di troppa tecnologia, riservando più tempo alla comunicazione diretta tra lei e lui», suggerisce la psicologa.

Il nostro commento
tecnologiaAnche qui vago aroma di sessismo… Ampliamo la tematica, estendendola a tutto ciò che ci può distrarre dal nostro partner. Può essere un videogioco, un sito internet, un forum discussione, un gruppo di lettura o i compagnia del corso di cucina. Può essere la supertecnologica cyclette che avete acquistato recentemente, la pratica dello yoga o la palestra. Può essere il nuovo cellulare, il lettore emp3, il pc che usate per il lavoro o il frullatore.

Insomma, la vita di coppia è costantemente insidiata da distrazioni di ogni tipo. Anche in questo caso la regola dell’evitare gli eccessi ci spinge a considerare quanto tempo dedichiamo ad una distrazione e quanto al nostro partner.

Ponetevi la domanda, questa è già la risposta e la soluzione al problema.



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