Ci scherzo molto con lei, sulla possibile data dell’ingresso, tra un paio di settimane.
L’altro giorno, l’ho addirittura accusata scherzosamente di avere la Sindrome di Peter Pan (di cui abbiamo parlato martedi: qui). Valutavamo possibili date, successioni di piccoli eventi, calibrando il nostro primo pernottamento come fosse la prima notte di nozze e in realtà il programma dell’intero weekend è assolutamente una prima assoluta di moltissime cose. La prima colazione, la prima notte, la prima doccia, il primo dvd, il primo ritorno a casa dopo un’uscita con gli amici, il primo caffè, forse il primo caffè o la prima cena per far conoscere i nostri, però ce lo teniamo per un altro post.
Insomma, valutavamo come e quando muoverci già qualche settimana fa e per me si poteva fare quasi subito (se non fosse perchè ci mancano le reti! Beeeeeeeeeeeep!!!) e lei, riferendosi al fato di preparare la roba per il trasloco, se ne esce con “ma io non sono ancora pronta!”
Come?!?!?
Ovviamente è partita la pseudo-finta-discussione sul fatto che ci sta ripensando, che non è convinta, ecc. E devo dire che è proprio bello scherzarci, visto che siamo straconvinti del grande passo. E come se stessimo dolcemente scivolando su un manto di finissima erba freschissima, trasportati da nuvole, appensantite solo raramente dalla voce del geometra idiota che ci riporta alla realtà, ma che zittiamo come si fa con la radiosveglia al mattino, con lo snooze. Morbidamente ci dirigiamo verso la meta, leggeri, come se fosse l’unica alternativa possibile in un sogno soffice e patinato. I piedi, leggeri anche loro, si muovono senza fatica, con movimenti cullati da dolci suoni.
E tutto questo, lucidi di ogni aspetto, calcolatori di ogni elemento, veloci nelle scelte, a volte in contraddizione, ma coerenti con un disegno generale.
Scrivo queste parole rendendomi conto di quanto siamo fortunati.
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