La sindrome Ikea

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E’ capitato a tutti. Soprattutto quando entri all’Ikea per la prima volta e stai per arredare casa, puoi tranquillizzarti: uscirai spendendo molto più di quanto avresti previsto.

Ma procediamo con calma, con uan premessa importante: noi amiamo alla follia l’Ikea, come tutti i tossici amano la propria droga! Potremmo presentarci così:

Ciao,

Siamo gli autori di Convivendo, abbiamo oltre 30 anni, soffriamo di Sindrome da Ikea e abbiamo combattuto contro la tentazione di comprare quattro Ektorp!

Probabilmente la scena continuerebbe con gli altri partecipanti del gruppo di auto aiuto che ci ringraziano per la confessione e gli ottimi risultati raggiunti dalla terapia.

Siete mai entrati all’Ikea? No? Bene, non fatelo. È come il primo tiro di sigaretta, se vi piace siete … fottuti! Si?

Siete degli abituè? Ci spiace, e molto! E vi spieghiamo subito il perchè.

La sindrome da Ikea vi coglie già all’entrata di questo piccolo paradiso dell’arredo: vuoi non comprare quello splendido pacco da 500 tovaglioli a soli 2.50 euro? Ti potrebbero essere utili per il compleanno di tua cugina (che sarà tra sette mesi e probabilmente non lo festeggerà perché è in missione in Burkina Faso). Guarda quello splendido porta mestolo, vuoi che non ti serva la prossima volta che cucini la tua bella zuppa di legumi? Non importa se sei allergico ai legumi: costa solo 3 euro.

Prendiamo solo quell'abat jour molto carina ed economica!

L’Ikea da quando è nata è stata stramaledetta da tutti i mobilieri di Lissone e da tutti i lussuosi designer dell’universo: qualità relativamente discreta – spesso del tutto accettabile, a volte magnificamente elevata, altre discutibile – ad un prezzo accessibile per qualsiasi tasca. La nostra grande idea? Il prezzo piccolo.

E così tu, ignaro acquirente, ti trovi a riempire il mitico sacchetto giallo di spacca noci uzbeke (non fa niente se non ne hai mai vista una e se per romperne una devi usare direttamente il machete), di utilissimi porta cd da cassetto (che occupano il 70% dello spazio ma che ti permettono di tenere dritto ben 8 cd, quando ne hai 450), di comodissimi leggii per nascondere i trasformatori dei cellulari, disponendoli in modo ordinato sulla mensola. Come? Ti ostini a non avere il cellulare? Male, potresti usare il leggio. Vai subito a comperare un cellulare. Muoviti!

Il problema è che già il catalogo ti illumina di immenso e ti disegna la vita che hai sempre voluto, con la compagna che ammicca da maiala mentre versa il the, un figlio che gioca tranquillo nel suo spazio ordinato e colorato, con un garage ottimamente strutturato, pulito, in cui gli arnesi sono tutti in ordine alfabetico. Come? Ah! L’ultimo quadro te l’ha appeso il tuo vicino, perchè non sei capace? Ok, ma almeno una poltrona in rattan ce l’avrai sul terrazzino. Come non hai il terrazzino? Vabbè, una poltrona in rattan, la metti un po’ dappertutto!

Attenzione quindi, a quello che diceva Zardo in Primi passi “tra qualche anno avremo tutti la casa uguale, ammobiliata con librerie, letti e divani dai nomi impronunciabili”. Può darsi, ma saranno meravigliosamente identitici ai nostri sogni, adatti al nostro modello ideale: il catalogo Ikea.

Ma ci sono esperimenti che ci dicono come sopravvivere alla sindrome. Presto, su questi schermi

     
 
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