“Stai per affrontare una scelta importante. Non hai mai paura?“
Mi chiede uno dei miei migliori amici, che condivide con me almeno due elementi comuni: una tendenziale lieve – ma lui è messo peggio
– sindrome di Peter Pan e il cromosoma Y, che lo spinge non solo a fare pipi in piedi ma soprattutto a vedere molte cose come me: da uomo!
Ci sono decine di scelte che ogni giorno rinviamo e ogni giorno ci promettiamo di smettere di rinviare. Ma alcune, quando non le affronti, producono molti più danni di quanto si possa pensare. o, nel migliore dei casi, non producono danni, ma non producono neanche frutti: stanno lì, aspettano, in stand by.
Non è il caso della convivenza, o almeno, non è il caso di procrastinare all’infinito eventi che hanno una caratteristica: puoi sapere se ti piacciono solo se le vivi. Certo, puoi immaginartelo, puoi fare tutti gli esperimenti mentali che vuoi, simulazioni di come sarebbe questo e di come non sarebbe quest’altro. Ma solo lanciandoti puoi assaporarne il vero senso.
Facciamo un esempio. Immagina il tuo piatto preferito, magari quello che sai cucinare anche tu, senza troppe difficoltà. Varrebbe la pena domani a pranzo di procurartene una bella portata? Facciamo il test.
Immaginalo ben servito, su un piatto da portata, prova a sentirne il profumo, visualizzane i contorni, immagina anche di poterlo toccare, di sentirne la consistenza. Assaggialo, con l’immaginazione, gustane la prelibatezza, godi della sua fragranza. Pensi sia sufficiente?
E se non fosse esattamente come lo vuoi tu? E se non avesse esattamente quella consistenza? E se poi, in realtà, non è veramente quello che vuoi, perchè forse il tuo piatto preferito è un altro?
E se? Quanti se… E se domani te lo procurassi e testassi dal vivo, non sarebbe forse più semplice?
Poi, dopo pranzo, dopo il caffè, se lo prendi, magari ne parliamo, se valeva la pena!
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