La sequenza dei lavori di ristrutturazione – lo abbiamo scoperto solo questa settimana – non è affatto lineare come si possa supporre: le operazioni che abbiamo indicato la scorsa settimana (Lavori in corso 2 – La sequenza) avvengono sì lungo la linea temporale a cui siamo solitamente e umanamente abituati, ma spesso richiedono un corsi e ricorsi da far paura.
Facciamo qualche esempio.
L’imbianchino. Dopo aver tinteggiato tutta la casa, tornerà almeno un altro paio di volte: quando verranno consegnati i termosifoni, ad esempio, dopo che avranno montato le porte o, ancora, quando avranno concluso tutto per tutti i ritocchi finali.
L’idraulico. Compare agli inizi dei lavori (fase 1), ma anche quando arriva lo scaldabagno, quando vengono montati i mobili del bagno o della cucina e magari quando vi montano i condizionatori.
Il piastrellista. Lavora nella fase 2, ma anche nella 9, quando sistema il battiscopa regolandolo con gli stipiti della porta.
L’elettricista. Dopo aver agito nella fase 1, ritorna per montarvi le luci, tutte le prese, ma anche per eventuali innesti nei bagni, nella cucina, ecc.
Insomma, le persone si sovrappongono continuamente e in alcuni casi, la consegna dei mobili è direttamente connessa con altri interventi, qualora chi vi ha venduto i mobili non sia provvisto del suo personale specifico.
In altri termini, quando pensi che le cose stiano andando molto bene… probabilmente qualcosa andrà storto e il ritardo di una cosa, comporterà la sovrapposizione dell’altra: ad esempio, chiami l’impresa che venga a fare i primi lavori di pulizia lunedi, in modo che mercoledi quando vengono con i mobili la casa non sia una maceria unica. Poi, immagini che per allora le piastrelle del bagno saranno tutte perfettamente al loro posto sui muri, non per terra al centro del salotto o, peggio, nelle loro scatole ancora in magazzino.
Ecco: arrivi al venerdi, quando è ora di confermare tutto e scopri che le piastrelle sono in negozio, che lunedi verranno a ripulirti casa trovando quintali di macerie nel salotto e che i mobili te li monteranno tra la polvere delle pastrelle appena tagliate.
Solo una telefonata di bestemmie al geometra, due muratori che lavorano come extra di sabato, e una squadra d’emergenza chiamata ad hoc da chi gestisce – male – i lavori, ti salveranno in extremis. Vedremo la prossima settimana se siamo sopravvissuti.
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